Domenica, 20 Giugno 2021
Pressing delle Regioni

Si potrà mangiare nei ristoranti al chiuso anche prima di giugno?

Nelle strutture dei locali in strada al coperto o verandate o con porte scorrevoli in realtà è già possibile in molti casi consumare. Ma bisognerà attendere il mese prossimo per la vera e propria riapertura al chiuso, nonostante il pressing delle Regioni, Fedriga in testa, per anticipare almeno di qualche giorno la data

Le Regioni (oggi le ordinanze per i cambi colore) spingono per allentare anticipatamente alcune restrizioni. La richiesta è che i ristoranti al chiuso e le palestre possano riaprire già dal 17 maggio. Il presidente della Conferenza Massimiliano Fedriga ha spiegato che le Regioni vogliono "riaperture ad ampio ventaglio". L'obiettivo, fermo restando che il 15 riapriranno sia le piscine all'aperto sia i centri commerciali nel fine settimana, è quello di anticipare al 17 maggio l'apertura delle palestre e dei ristoranti al chiuso, prevista invece dal decreto per il 1 giugno. Sembra a qualcuno più che altro una mossa per arginare le proteste delle categorie, proteste che però nelle ultime giornate hanno avuto una partecipazione minore del previsto. Il monitoraggio che arriverà nelle prossime ore confermerà sostanzialmente i dati delle ultime settimane: la curva dei contagi continua a scendere lentamente in Italia. Il governo Draghi al momento non ha ancora fissato la data per la cabina di regia politica tra le forze di maggioranza e l'ala cosiddetta rigorista continua a ribadire la necessità di procedere con prudenza.

I ristoranti al chiuso potranno riaprire solo dal 1° giugno 2021

Alcuni rappresentanti del Mio Italia, Movimento imprese ospitalità, il 3 maggio, in una manifestazione improvvisata davanti a Montecitorio, hanno annunciato che da oggi 7 maggio avrebbero riaperto anche al chiuso. "Sono mesi che il comparto dell'ospitalità a tavola viene penalizzato, colpevolizzato, assunto a capro espiatorio del contagio e poi vediamo le immagini dei maxi-assembramenti di decine di migliaia di persone a Milano e a Perugia. Lo Stato bastona il vecchietto che consuma cornetto e cappuccino al bancone, si dimostra rigido, severo e intransigente nella festività di Pasqua come in qualsiasi altro giorno, e poi stranamente dimentica eventi prevedibili da settimane, come i festeggiamenti per lo scudetto dell'Inter e quelli per il rientro in B del Perugia. E sempre stranamente continua a non accorgersi degli assembramenti sui mezzi pubblici di tutta Italia. Perché il problema, a quanto pare, sono sempre e solo i ristoratori". Non è dato sapere se oggi 7 maggio alcuni ristoratori faranno seguire i fatti alle parole.

I controlli continuano su tutto il territorio. L'ultimo caso a Torino. Consumavano seduti nei locali interni i clienti di un ristorante di piazza Rebaudengo. Il proprietario è stato sanzionato e il locale chiuso per cinque giorni dai carabinieri.

In realtà al ristorante si può già mangiare anche "al coperto", ma solo a determinate condizioni. Alcune associazioni di categoria e gli uffici dei vari Comuni hanno risposto nei giorni scorsi alle domande da parte dei titolari dei pubblici esercizi. Sì, in base al decreto governativo si può pranzare o cenare all’aperto in zona gialla.  Ma in molte città e paesi i ristoranti negli anni si sono fatti spazio con verande poi chiuse per proteggere i clienti dal vento e dal freddo. Una circolare regionale in Emilia Romagna conferma ad esempio che si può somministrare in aree coperte da ombrelloni o in un dehors delimitato in materia plastica e amovibile, purché aperto, vi è una precisazione in merito ai lati aperti che deve avere una struttura al coperto o verandata. In questi casi un ristorante deve avere tre lati aperti, come emerso in precedenza, ma vi è anche un altro caso possibile e comprende le strutture con pareti scorrevoli. In questo caso basta aprire almeno il 50% delle vetrate sui tre lati e aggiungere qualche stufa o fungo per servire la cena ai propri clienti. Anche la consumazione al bancone non è vietata sempre e comunque. E' ammessa ad esempio quando il locale ha un bancone accessibile direttamente dall’esterno.

Sospeso intanto fino al 31 dicembre il pagamento della tassa sull'occupazione del suolo pubblico per gli esercizi pubblici, come bar e ristoranti, costretti a mettere i tavolini fuori dai locali. Con il via libera in Senato alla fiducia, il dl Sostegni ha compiuto il suo primo giro di boa. Proroga al 31 dicembre anche per l'esonero dal pagamento del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitari nonché del canone per l'occupazione delle aree destinate ai mercati.

Ristoranti e bar: le regole in zona gialla e arancione

In zona gialla dal 26 aprile 2021, è consentito, dalle ore 5.00 alle 22.00 e comunque nel rispetto dei limiti orari stabiliti per gli spostamenti, il consumo al tavolo esclusivamente all'aperto nei bar, nei ristoranti e nelle altre attività di ristorazione. Fino al 31 maggio 2021 compreso non è invece consentito il consumo di cibi e bevande all’interno dei locali. Dalle 5.00 alle 22.00 è consentita anche la vendita con asporto di cibi e bevande. La consegna a domicilio è consentita senza restrizioni, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. È consentita, senza restrizioni ma nel rispetto delle linee guida e dei protocolli di settore, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati. Dal 1° giugno 2021 sarà consentita l’attività dei servizi di ristorazione, svolta da qualsiasi esercizio, anche al chiuso, con consumo al tavolo, dalle ore 5.00 alle 18.00.

In zona arancione è sempre vietato consumare cibi e bevande all’interno, all’esterno e nelle adiacenze dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie etc.). Dalle 5.00 alle 22.00 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande, come segue:
- dalle 5.00 alle 18.00, senza restrizioni;
- dalle 18.00 alle 22.00, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili - codice ATECO 56.3).
La consegna a domicilio è consentita senza restrizioni ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.
È consentita, senza restrizioni ma nel rispetto delle linee guida e dei protocolli di settore, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati.

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