Sabato, 12 Giugno 2021
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L'ospedale Sacco smentisce Massimo Galli: "Non abbiamo i reparti invasi dalle varianti"

La nota dell’ASST arriva dopo le parole del direttore delle Malattie infettive dello stesso presidio: "Tali affermazioni al momento attuale non rappresentano la reale situazione epidemiologica". Sei pazienti positivi alla variante Uk su un totale di 50 casi sequenziati

L'ospedale Sacco di Milano smentisce Galli. O meglio, precisa il contenuto delle sue affermazioni: "Non abbiamo reparti invasi da varianti" La nota dell’ASST Fatebenefratelli Sacco arriva dopo le parole del direttore delle Malattie infettive dello stesso ospedale

Varianti, Sacco: l parole di Galli "non rappresentano la reale situazione epidemiologica"

“Tali affermazioni al momento attuale non rappresentano la reale situazione epidemiologica all’interno del Presidio”: così, in una nota riportata da MilanoToday l’ASST Fatebenefratelli Sacco commenta “alcune notizie apparse sulla stampa riguardanti ‘reparti pieni di varianti’ riferite al reparto di degenza di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco”. Galli aveva detto che “dei 20 letti che seguo direttamente almeno uno su tre ormai è occupato da contagiati da una variante”. Come stanno realmente le cose? 

“Attualmente - si legge in una nota dell’ospedale - le percentuali di varianti identificate (verificate secondo le indicazioni del Ministero della Salute e dall’ISS o su controlli a campione) sono in linea con la media nazionale ed inferiori alla media regionale”. La nota aggiunge anche che finora “presso il Laboratorio di questa ASST è stata identificata esclusivamente la variante UK (cosiddetta “variante inglese”) e che, al momento, nessun sequenziamento ha evidenziato la variante brasiliana o sudafricana”.

6 pazienti positivi alla variante Uk su un totale di 50 casi sequenziati

Dal 23 dicembre 2020 al 4 febbraio 2021 sono stati ricoverati 314 pazienti positivi a Covid. I dati raccolti hanno rilevato la presenza di 6 pazienti positivi alla variante Uk su un totale di 50 casi che, in ragione delle loro caratteristiche, sono stati sottoposti a sequenziamento". Dal nosocomio, inoltre, hanno sottolineato che "le percentuali di varianti identificate" dal laboratorio della struttura "sono in linea con la media nazionale ed inferiori alla media regionale".

"Sicuramente la presenza di varianti del virus - commentano dall'ospedale - rappresenta una preoccupazione per il mondo sanitario e questo deve indurre, da una parte, gli operatori sanitari a mantenere un'elevata attenzione per individuarne la presenza a scopo preventivo e, dall'altra, tutta la popolazione ad attenersi alle usuali misure di sicurezza per evitare il contagio da Covid-19".

Dal laboratorio di Microbiologia del Sacco fanno sapere che a breve ci sarà "un nuovo test diagnostico che permetterà di identificare in via preliminare l'eventuale positività a una delle tre varianti" (inglese, brasiliana e sudafricana).

Galli: "Serve un reale tracciamento a livello nazionale della presenza delle varianti"

"Condivido la linea del nuovo governo" Draghi per il contrasto dell'epidemia di Covid-19 in Italia. "Il punto è riuscire a metterla in atto e ad adeguare rapidamente alcune cose che non sono ancora adeguate. Ad esempio la possibilità di avere un reale tracciamento a livello nazionale della presenza delle varianti" di Sars-CoV-2. Segnala una rischiosa lentezza su questo fronte Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco e dell'università degli Studi di Milano, intervenuto ad 'Agorà' su Rai3.

"Carta canta e burocrazia dorme", ha affermato. "Tocca adeguarsi rapidamente anche in questo Paese ad avere una rapida ed effettiva rilevazione di determinate realtà epidemiologiche, altrimenti siamo nei guai", ha ammonito l'esperto. "Non è questione di lanciare allarmi - ha precisato - è una constatazione di fatto. E' abbastanza buffo che i dati che vengono visti e prodotti nei laboratori universitari vengano poi ripresi con grande lentezza dai sistemi di sorveglianza che ancora non ci sono e dai laboratori ospedalieri che ancora non stanno al passo. Non ovunque, ma è una realtà da tenere in considerazione - ha sottolineato Galli - perché adesso abbiamo bisogno di stare al passo".

Bassetti: "Se Galli ha un problema, chieda zona rossa"

"Un conto è dire di fare un lockdown, un altro è dire di fare attenzione nelle prossime settimane. Noi abbiamo 4-6 settimane molto importanti in cui gli ospedali devono riorganizzarsi, alzare gli argini, preparare posti letto se non li hanno, lavorare a stretto contatto con il pronto soccorso e capire quanti dei pazienti hanno le varianti. Se Galli ha un problema, proponga alla Regione di fare una immediata zona rossa nella sua area" diceva ieri il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, in un'intervista a iNews24.it.

"Ma la sua realtà è diversa dalla mia e da quella di altri -continua Bassetti - non si può prendere una misura unica, nazionale, per tutti. Perfino il colore di una regione è sbagliato, le misure vanno prese a livello locale. Se i numeri di Galli sono reali, la Regione Lombardia deve oggi stesso chiedere la zona rossa".

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