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Lunedì, 15 Aprile 2024
I disordini

Le sagome insanguinate di Meloni, Netanyahu e Salvini al corteo pro-Palestina di Milano

Durante la manifestazione circa dieci persone, vestite di nero e incappucciate, hanno mandato in frantumi le vetrine di un supermercato Carrefour

Il grido 'Palestina libera', 'stop al genocidio' ma anche le sagome di Netanyahu, Meloni e Salvini coperte da mani insanguinate. Sono alcuni dei cartelli esibiti dai manifestanti nel corteo pro Palestina per le strade di Milano, una manifestazione che ha tradito le previsioni della vigilia, con una partecipazione di oltre diecimila persone. Come spesso accade in queste occasioni, lo scorrere pacifico del corteo è stato guastato da una decina di persone, che vestite di nero e incappucciate, hanno mandato in frantumi le vetrine di un supermercato Carrefour a piazza principessa Clotilde, imbrattando l'esterno del locale con delle scritte anti-Israele. La multinazionale francese è accusata di avere delle patnership con aziende israeliane che sfruttano terra e manodopera nei territori occupati della Palestina. Al termine del corteo, una bandiera israeliana è stata data alle fiamme.

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Il gruppo che ha assaltato il supermercato, ha lanciato anche dei sassi che hanno colpito un'auto della polizia locale e due della guardia di finanza. Un'agente della polizia locale è stata colpita alla testa ed è rimasta ferita in modo lieve. Immediato l'intervento del 118 che dopo le prime medicazioni l'ha trasportata al vicino ospedale Fatebenefratelli in codice verde. Alcuni manifestanti, che da piazza Repubblica volevano arrivare in via Turati dove si trova il consolato americano, hanno tirato delle uova alle forze dell'ordine in tenuta antisommossa che hanno impedito loro di passare. "Predicano 'pace' ma diffondono odio e violenza accarezzando i terroristi di Hamas. Senza vergogna", ha commentato il vicepremier Matteo Salvini.

Di Battista: "L'Italia riconosca la Palestina"

"Sono qui per una questione di umanità - ha detto l'ex deputato M5S, Alessandro Di Battista, presente a un gazebo non distante dal corteo - perché è in atto un tentativo di pulizia etnica ad opera di Israele che sta compiendo terrorismo di Stato e nel silenzio generale: stanno massacrando un popolo martoriato. Noi abbiamo raccolto quasi 20 mila firme certificate in poche settimane, è indecente che l'Italia non riconosca la Palestina".

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