Salario minimo, anche in Italia una retribuzione "proporzionata e sufficiente" per legge?

Potrebbe trovare una maggioranza trasversale il disegno di legge M5s che arriva in Senato prima di Pasqua. I socialisti europei hanno inserito il salario minimo nel programma elettorale, il Pd voterà con i 5 stelle?

Nunzia Catalfo, senatrice del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione Lavoro del Senato, prima firmataria del DDL sul salario minimo. FOTO ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

La conferenza dei capigruppo del Senato ha stabilito che nella settimana dal 16 al 19 aprile l'aula si occuperà del disegno di legge sul salario minimo orario mentre il calendario dei lavori potrà essere integrato con la discussione del Documento di economia e Finanza (Def) 2019.

Salario Minimo, cosa dice il Ddl Catalfo (M5S)

All'articolo 1 il disegno di legge a prima firma del senatore M5s Nunzia Catalfo spiega come la retribuzione debba essere "proporzionata e sufficiente alla quantità e qualità del lavoro prestato".

Qui per retribuzione proporzionata si prendono a misura i contratti collettivi nazionali ove all'articolo 2 il DDL precisa che la retribuzione non possa essere "inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale in vigore per il settore e per la zona".

Inoltre viene prevista anche una sorta di scala mobile ancorata all'inflazione, per cui gli importi delle retribuzioni sarebbero "incrementati annualmente sulla base delle variazioni dell'indice dei prezzi al consumo".

Nella realizione che accompagna il testo del disegno di legge si riportano i dati del rapporto europeo "In-work poverty" dal cui si evince come in Italia ben l'11% dei lavoratori dipendenti riceve un salario inferiore ai minimi contrattuali, dato ben al di sopra della media dell’UE

La proposta di legge sul "salario minimo" potrebbe trovare una maggioranza trasversale. Già a Settembre una mozione a firma Fratelli d'Italia che impegnava il governo a garantire una "paga oraria minima nazionale" era passata con il parere favorevole dell'esecutivo e anche del Partito democratico che si trova così a rilanciare un'idea già contenuta in una prima stesura del Jobs Act nel 2016 (quando montò il dibattito, si faceva riferimento ad un range di 6,5- 7 euro l'ora).

Non solo: se il Partito democratico non ha ancora chiarito se sosterrà il provvedimento pentastellato, l'Spd, alleato dei Dem a Strasburgo, ha inserito il salario minimo nel suo programma per le elezioni europee. I socialisti tedeschi guidati da Andrea Nahles chiedono di fissarlo al 60% della retribuzione nazionale media. Un'idea diametralmente opposta a quella della Cdu, guidata ora dalla delfina di Angela Merkel, Annegret Kramp-Karrenbauer, che si è in passato detta contraria ad un intervento del genere.

Che cos'è il salario minimo legale

Del salario minimo legale ne aveva parlato a favore anche il presidente dell'Inps Tito Boeri, affermando che si tratta di una norma necessaria per garantire i diritti minimi di chi ancora non è tutelato nel mondo del lavoro. La proposta però non piace a sindacati confederati e a imprenditori: i primi temono contraccolpi sulla contrattazione, mentre gli industriali paventano livelli minimi troppo alti.

Salario minimo, come funziona negli altri Paesi Ue

A luglio 2017, ben 22 dei 28 Stati dell'Unione europea avevano un salario minimo: si va dal minimo dei 235 euro mensili della Bulgaria al massimo dei 1.999 euro del Lussemburgo. Tra i sei Paesi che ne sono sprovvisti l’Italia è in compagnia di Danimarca, Cipro, Austria, Finlandia e Svezia.

Secondo l’economista Ocse Andea Garnero, la soglia "viene posizionata generalmente tra il 50 e il 60% del salario mediano" che in Italia "si aggira intorno ai 12 euro". Se "viene individuato un livello troppo alto le imprese perdono in competitività".

Con 9 euro l'ora salario più ricco per 3 milioni di lavoratori

Secondo un'analisi condotta dal giuslavorista Giuliano Cazzola un salario orario minimo di 9 euro determinerebbe effetti importanti sulle retribuzioni di molti lavoratori. Partendo dai dati Istat si potrebbe infatti stimare come una retribuzione oraria minima a 9 euro comporterebbe un incremento della retribuzione annuale per 2,9 milioni di lavoratori, il 21% del totale.

"Per questi lavoratori l'incremento medio annuale sarebbe pari a circa euro 1.073 pro-capite, con un incremento complessivo del monte salari stimato in circa 3,2 miliardi di euro. L'adeguamento al salario minimo di euro 9 determinerebbe un incremento sulla retribuzione media annuale dello 0,9% per il totale dei rapporti e del 12,7% per quelli interessati dall'intervento. L'incremento percentuale più significativo coinvolgerebbe i lavoratori occupati nelle altre attività di servizi (+8,8%), i giovani sotto i 29 anni (+3,2%) e gli apprendisti (+10%)".

Cazzola ricorda come anche il Cnel citi l'esperienza dei voucher, di fatto un'introduzione ex lege di un minimo retributivo orario, il cui valore pari a 7,5 euro: "Era di fatto superiore a gran parte dei salari minimi legali attualmente vigenti nei paesi europei".

A chi serve un salario minimo di legge

"Circa 2.300.000 persone sono attualmente sottoretribuiti". Lo spiega Claudio Negro, esperto della Fondazione Anna Kuliscioff, che -incrociando i dati Istat sui minimi tabellari e salari- mostra come il 10% dei lavoratori riceva un salario orario mediamente del 20% inferiore rispetto al minimo settoriale. 

Come spiega Negro l'art.39 della Costituzione riconosce efficacia obbligatoria universale soltanto agli accordi siglati da sindacati registrati che rappresentino la maggioranza degli addetti del settore. "Mentre in Italia rimane ancora forte l'ostilità dei sindacati a una legge applicativa dell'art. 39 e purtroppo nessuna organizzazione sindacale è registrata".

"L'accordo resta pertanto vincolante solo per chi lo sottoscrive, e nulla può vietare a un'organizzazione che si autodefinisce sindacale tramite regolare procedura notarile di firmare un contratto con retribuzioni al ribasso, che poi qualunque impresa non aderente alle associazioni datoriali 'ufficiali' può applicare ai propri dipendenti".

La giurisprudenza consolidata, nel caso di contenzioso giudiziario, riconosce ai lavoratori la retribuzione fissata dai ccnl siglati dai sindacati 'maggiormente rappresentativi', ma evidentemente non si tratta di un rimedio efficace, visto il numero dei lavoratori sottopagati.

Tutti i problemi del salario minimo

Se i sindacati protestano per l'invasione del legislatore nello spazio della contrattazione collettiva, la retribuzione minima non si occupa appunto di altri temi compresi nei ccnl come turni, riposi, orari, inquadramento, formazione continua, diritti sindacali. Non verrebbe inoltre limitata la contrattazione di secondo livello, aziendale o territoriale.

Infatti c'è un problema legato alla territorialità della misura: un salario minimo ragionevole in Lombardia potrebbe essere fuori mercato in molte zone del Sud, e viceversa un livello accettabile al Sud potrebbe essere irrisorio al Nord.

Dal canto loro, i sindacati hanno ribadito che "i salari minimi sono definiti dalla contrattazione nazionale" come spiega la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. "Vorremmo che il confronto che abbiamo iniziato sul salario minimo con il Governo valorizzasse il ruolo della contrattazione collettiva e di come facciamo crescere non solo la paga oraria ma estendere anche diritti, tutele, garanzie a quei lavoratori oggi non coperti dai contratti. Questo è il nostro obiettivo".

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"Imprese e sindacati dicano insieme al Governo di tagliare il cuneo fiscale. L'85% dell'erario si basa sui prelievi dei lavoratori e pensionati. Finora tutti i governi non ne hanno tenuto conto. Speriamo che sia la volta buona"

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