Giovedì, 25 Febbraio 2021
Migranti

Perché l'Unione Africana ha chiesto le scuse di Salvini

Polemiche per alcune frasi pronunciate dal ministro durante un summit a Vienna

Matteo Salvibi

La Commissione dell’Unione Africana  ha chiesto oggi al leader della Lega Matteo Salvini di "ritirare le sue dichiarazioni offensive" nei confronti dei migranti pronunciate durante un summit a Vienna. Ma cosa ha detto di tanto grave il ministro da provocare le ire dell'UA?

Queste le parole del vicepremier: "In Italia, sentiamo il bisogno di aiutare i nostri figli ad avere più figli, e non ad avere nuovi schiavi per sostituire i bambini che non facciamo". Parole che forse Salvini ha pronunciato con una certa leggerezza, ma che alludevano evidentemente alle condizioni lavorative cui spesso i migranti che emigrano in Italia sono costretti a sottostare. 

L'Unione Africana però non l'ha presa bene e si è detta "sconvolta" e "allarmata" per i commenti di Matteo Salvini nel corso di una recente conferenza a Vienna, "in cui ha paragonato i migranti africani con gli schiavi". 

"Nell’interesse di un impegno costruttivo nel dibattito sulla migrazione tra i due continenti, l’Unione africana chiede che (Matteo Salvini) ritiri le sue dichiarazioni offensive", ha aggiunto la Commissione.

L'UA ha poi ricordato che "la migrazione dall’Italia negli ultimi due secoli è stata il caso più importante di migrazione nella storia moderna dell’Europa". "L’attuale ‘crisi migratoria’ in Europa - spiega la Commissione - offre un’opportunità per l’Africa e l’Europa di avviare un dialogo non solo sulle questioni migratorie, ma anche più in generale sulla cooperazione allo sviluppo tra i due continenti". 

La replica di Matteo Salvini

Salvini ha replicato spiegando di non aver mai equiparato i migranti a degli schiavi: "Le mie dichiarazione a Vienna - ha detto il vicepremier - erano esattamente in difesa dei profughi e degli immigrati che qualcuno qua in Europa usa come 'schiavi'. Ho affermato che non c'è bisogno di importare nuovi schiavi - che è questa l'immigrazione di massa - in difesa dell'identità, del diritto al lavoro, della salute di milioni di cittadini africani". "Non ho niente di cui scusarmi, anzi evidentemente c'è qualcuno che non è stato in grado di leggere o di ascoltare quello che c'era da leggere e ascoltare", ha affermato Salvini al quale "resta il dubbio" che è possibile "ci sia stato un difetto di traduzione in francese arrivato a questo organismo".

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