Lunedì, 2 Agosto 2021
L'intervista

San Marino è (quasi) Covid free: un solo positivo, zero ricoveri e Sputnik per tutti 

Il Paese che si trova all'intero del territorio italiano ha già raggiunto la soglia per l'immunità di gregge, l'intervista a Sergio Rabini, direttore sanitario dell'Istituto per la Sicurezza Sociale: ''Sputnik è il vaccino dei sammarinesi, da noi nessun effetto collaterale grave. Adesso si riparte con il turismo vaccinale''

Un'immagine del V-Day avvenuto lo scorso 25 febbraio a San Marino (Foto Ansa)

Nessun paziente ricoverato in ospedale per Covid, un solo positivo in isolamento domiciliare e tre persone in quarantena. Sono i dati sull'andamento dell'epidemia di coronavirus in San Marino che,  alla mezzanotte del 14 giugno contava un totale di 5.091 casi dall'inizio della pandemia, di cui appunto 1 positivo, 90 decessi e  5mila guarigioni. Numeri confortanti che portano il piccolo Paese situato all'interno del territorio italiano ad un passo dall'essere totalmente Covid-free.

A San Marino c'è un solo positivo

I numeri forniti dall'Istituto per la Sicurezza Sociale sull'aggiornamento delle infezioni da Covid-19 e l’andamento della campagna vaccinale a San Marino sono confortanti e come spiega il direttore sanitario dell'ISS Sergio Rabini, l'uomo a capo del sistema sanitario sammarinese: ''Abbiamo soltanto un paziente positivo, purtroppo da diverso tempo a causa di diverse patologie pregresse, ma a prescindere da questo caso, possiamo dire di essere Covid free''.

''Tra la prima e la seconda ondata - ha raccontato Rabini a Today.it - abbiamo avuto 5.091 casi di positività, con 90 decessi e 5mila guariti, tranne appunto l'ultimo paziente. Anche noi abbiamo pagato a caro prezzo la pandemia: durante le ondate la nostra curva epidemiologica è andata di pari passo con quella italiana, con i nostri numeri che erano in linea con quelli delle zone più critiche, senza dimenticare che per molto tempo siamo stati circondati dalle regioni in zona rossa''.

Un brutto momento che ormai San Marino sembra aver lasciato alle spalle. Nella settimana tra il 7 e il 13 giugno i tamponi eseguiti sono stati 589: tutti hanno dato esito negativo, con l'indice di positività, ossia il rapporto tra i nuovi positivi e i tamponi effettuati, che ogni giorno è stato pari allo 0,00%.

Con la campagna vaccinale raggiunta l'immunità di gregge

Uno dei fattori che ha contribuito all'uscita dalla pandemia di San Marino, che va ricordato ha una popolazione di quasi 34mila abitanti, è stata senza dubbio la campagna vaccinale: fino al 13 giugno erano state somministrate 43.506 dosi, di cui 21.783 persone vaccinate con la prima dose e 21.723 con la seconda dose o con la dose unica. Il 51,6% dei vaccinati sono femmine e il 48,4% sono maschi, mentre i turisti vaccinati sono 465. Secondo il direttore sanitario dell'Istituto per la Sicurezza Sociale di San Marino i dati di oggi mostrano gli effetti delle misure applicate e della campagna vaccinale: ''Da questo punto di vista siamo molto soddisfatti: abbiamo raggiunto il target del 75% dei vaccinati, sia con la prima che con la seconda dose. Sono numeri importanti che ci fanno rientrare nelle caratteristiche per l'immunità di gregge''.

La svolta con il vaccino Sputnik

Quali vaccini anti-covid sono stati impiegati? Niente AstraZeneca, ancora al centro delle polemiche: i cittadini di San Marino sono stati vaccinati con Pfizer e con il siero russo Sputnik V. Nello specifico 18.978 prime dosi, 18.388 seconde dosi e 803 dose unica con vaccino Sputnik V 2.809 prime dosi, 2.409 seconde dosi, 123 dosi uniche con vaccino Comirnaty (Pfizer/BioNTech).

Anzi, come ribadito da Rabini, ''l'asso nella manica'' della campagna vaccinale è stato proprio il siero russo: ''Noi abbiamo usato soltanto due vaccini: Pfizer e Sputnik, anche se quest'ultimo è diventato per definizione ''il vaccino dei sammarinesi''. Secondo noi sono i migliori in circolazione, inoltre, le dosi di Pfizer ci sono arrivate tramite un memorandum con l'Italia, un accordo totalmente rispettato, ma che all'inizio ha avuto qualche inceppo, motivo per cui abbiamo dovuto volgere lo sguardo verso la Russia''.

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(Il vaccino anti-covid Sputnik V - Foto Ansa)

Infatti, il vaccino Sputnik V in Italia non è stato adottato, mentre per San Marino è diventato il pilastro della campagna vaccinale: ''Quasi il 90% della popolazione è stato vaccinato con Sputnik, ma all'inizio non era previsto che lo utilizzassimo. Infatti, lo scorso febbraio, quando tutti i Paesi avevano iniziato a vaccinare, noi non potevamo partire perché i vaccini non c'erano a causa dei ritardi per l'Italia, che poi si sono ripercossi a cascata anche su di noi. Così, considerando gli ottimi rapporti con la Russia, abbiamo deciso di stipulare un accordo per il siero Sputnik: grazie alle prime dosi inviateci da Mosca lo scorso 25 febbraio, San Marino ha potuto avviare la sua campagna vaccinale''.

L'utilizzo dei due sieri era subordinato ad alcuni criteri ben precisi: ''Quasi tutti hanno fatto lo Sputnik, tranne le fasce degli over 84 e under 18, per cui non è stato testato. Per questi cittadini è stato somministrato Pfizer, così come per quei pazienti immunodepressi o con patologie particolari per cui il medico specialista consigliava il siero statunitense''.

Su eventuali effetti collaterali Rabini ha assicurato: ''Da noi non sono state registrate conseguenze gravi, a parte quelle più classiche e controllabili, conseguenti a tutti i vaccini anti-covid, come la febbre, il mal di testa o il dolore nella zona dell'inoculazione. L'unico caso particolare ha riguardato una persona, giunta in ospedale con una forte reazione allergica, ma non in shock anafilattico. La situazione per fortuna si è risolta dopo una terapia cortisonico-antistaminica''.

San Marino, ora via al turismo vaccinale

Ma perché in Italia non viene utilizzato Sputnik? Proprio San Marino ha avviato due studi scientifici sulla sicurezza e l'efficacia del siero russo: ''Il primo studio, quello sulla sicurezza è in corso di svolgimento con l'Università di Bologna, mentre il secondo, quello sull'efficacia, è svolto in collaborazione con l'Istituto Spallanzani di Roma. I risultati preliminari sono già incoraggianti – ha sottolineato Rabini – inoltre, adesso abbiamo messo in campo una strategia per il turismo vaccinale''.

A quanto pare, le richieste arrivano da tutto il mondo e, come spiega Rabini, c'è soltanto un ''piccolo compromesso'': ''Adesso che il grosso del lavoro è terminato abbiamo deciso di riattivare l'economia del Paese tramite il turismo vaccinale e riceviamo richiesta da tutto il mondo. La procedura è semplice: chi viene a San Marino per vaccinarsi deve rimanere almeno tre giorni in una struttura del posto, sia per la prima che per la seconda dose. Oltre a questo, ho deciso di allentare alcune misure, senza però toglierle del tutto. Ad esempio, indossare la mascherina è ancora obbligatorio, ma da noi non c'è il coprifuoco. È chiaro, regole meno stringenti, ma non vuol dire ''tana libera tutti''''.

''Il nostro ospedale è covid-free - ha concluso Rabini - ho chiuso personalmente lo scorso mese il reparto per l'isolamento dei pazienti Covid, le terapie intensive sono vuote e i contagi sono praticamente nulli. Zero nell'ultima settimana, soltanto tre negli ultimi 40 giorni, tutti guariti nel giro di qualche giorno. Lo diciamo con cautela e con speranza, ma almeno da noi, questa battaglia, è stata vinta''. 

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