Domenica, 9 Maggio 2021

Nella Asl in cui 100 sanitari non vogliono vaccinarsi

Tanti sarebbero nel Leccese gli operatori del comparto sanità che non hanno aderito alla campagna vaccinale per motivi non riconducibili al loro stato di salute. A denunciare il caso è il gruppo consiliare "Con Emiliano" che parla di "scelta inaccettabile"

Foto di repertorio

Sarebbero almeno un centinaio in provincia di Lecce gli operatori sanitari che non hanno ricevuto il vaccino per scelta personale. La stima arriva dal gruppo consiliare "Con Emiliano", del quale fa parte l’assessore alle Attività Produttive, Alessandro Delli Noci. Il caso salentino non sarebbe una eccezione nel panorama regionale e per questo il movimento politico ha invitato i direttori generali delle Asl  pugliesi a prendere provvedimenti.

Lo spunto per l’iniziativa nasce da quanto accaduto presso il reparto oncologico del “Vito Fazzi” di Lecce, con una catena di contagio che ha coinvolto 18 pazienti e quattro sanitari, di cui uno che non si era vaccinato per motivi di salute. In molti altri casi però il rifiuto è avvenuto per ragioni che nulla hanno a che vedere con eventuali patologie.

Lecce: quei cento sanitari "no vax" che non vogliono fare il vaccino

"Proprio nella Asl di Lecce - aggiungono i consiglieri regionali nella loro denuncia - circa duecento tra medici, infermieri e oss non sono stati vaccinati. Di questi solo un centinaio hanno opposto motivi di salute, mentre per gli altri cento è stata una scelta personale, non hanno voluto vaccinarsi. Una scelta inaccettabile, aggiungiamo noi, visto il delicato ruolo che svolgono, un ruolo che impone una presa di coscienza in un momento così drammatico. Ogni medico ha il dovere di tutelare sé stesso e gli altri. Come può un professionista che ha come vocazione difendere la salute altrui fare una scelta così potenzialmente dannosa per la gente che è chiamato a proteggere?". 

"Al di là del caso di Lecce - si legge ancora nella nota del gruppo - chiediamo a tutti i direttori generali delle Asl pugliesi di adottare misure severissime nei confronti di quei sanitari che per scelta non si vaccinano contro il covid".

Ad oggi non ci sono stime sul numero dei sanitari che hanno rifiutato il vaccino per una scelta "ideologica". Secondo i dati comunicati  dall'assessora regionale al welfare Letizia Moratti, a fine gennaio in Lombardia più di un medico o infermiere su 10 non aveva aderito alla campagna vaccinale, tra questi però ci sono anche tanti professionisti impossibilitati a ricevere il farmaco anti-Covid per le ragioni più svariate (gravidanza, allattamento etc). 

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