Domenica, 28 Febbraio 2021
Il caso

Il certificato vaccinale o il tampone negativo per andare in vacanza in Sardegna nel 2021

Il settore turistico ha bisogno di certezze, ancor di più se si tratta di territori nei quali il turismo è essenziale per la tenuta economica (e sociale, di conseguenza). Solinas dice che la Regione è al lavoro sui controlli per gli arrivi nell'isola. L'anno scorso non si trovò la quadra. Cosa è cambiato adesso? Nulla, o quasi

Foto archivio Ansa

Si guarda già all'estate 2021: il settore turistico ha bisogno di certezze, ancor di più se si tratta di territori, come la Sardegna, nei quali il turismo è essenziale per la tenuta economica (e sociale, di conseguenza). Il governatore Christian Solinas ha fatto sapere che la Regione è al lavoro per la prossima estate sui controlli per gli arrivi nell'isola. "Chi entra in Sardegna - sottolinea - dovrà presentare un certificato di negatività o di avvenuta vaccinazione, il sistema dei controlli partirà ben prima dell'inizio della stagione estiva". Una misura che può portare a breve a un nuovo scontro con il governo centrale, dopo quello ormai celebre dell'inizio della scorsa estate sull'obbligatorietà dei test agli arrivi in porti e aeroporti. Si fece poco o nulla alla fine.

Certificato vaccinale o test Covid negativo per le vacanze in Sardegna nel 2021

Solinas ribadisce oggi quanto già detto dall'assessore regionale della Sanità mario Nieddu, ovvero che "la situazione in Sardegna sta migliorando come confermano gli screening. Con l'aggiunta delle vaccinazioni, già in atto e le prossime che verranno effettuate, ci sono tutte le condizioni per uscire dall'incubo". Cosa fare dunque? "Abbiamo però la necessità di difenderci ancora dal virus e dalle sue pericolosissime varianti, evitare quanto più possibile di ritrovarcele anche qua, a condizionare la salute dei sardi e minare l'economia. Ecco perché è necessario tutelarci attraverso le certificazioni sanitarie di chi arriva. Un modello che vogliamo introdurre nel più breve tempo possibile".

Se non vi sembra un annuncio nuovo, ne avete ben donde. Infatti anche la scorsa estate Solinas aveva chiesto a lungo un "certificato di negatività" per i turisti che volevano trascorrere un periodo di vacanza nell'isola. Non se ne fece nulla. Il piano era il seguente all'epoca: il certificato di negatività per arrivare in Sardegna sarebbe dovuto essere presentato "non quando si prenoterà il biglietto ma entro tre giorni dalla partenza. Cosi il passeggero si presenterà all'imbarco munito di carta d'imbarco, documento d'identità e questo certificato". E chi non avesse avuto il certificato? "Si lavora a due ipotesi: o non ci si imbarca, oppure stiamo verificando se sarà possibile realizzare questi test direttamente all'arrivo" annunciava il Presidente della Regione. Risultato? Niente, i turisti sbarcarono normalmente, senza dover mostrare quasi nulla.

Erano infatti evidenti i profili di incostituzionalità, subito sollevati dall'ex ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia: "Rileggete l'articolo 120 della Costituzione - spiegava -. Una Regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone". Non è cambiato nulla su quel versante in questi mesi.  Si puntò sull'autocertificazione da compilare prima di arrivare in Sardegna abbinata a una app da scaricare su base volontaria. Bisognava indicare, oltre a nome e cognome, anche luogo e data di nascita, codice fiscale, e-mail e numero di telefono, un documento di identità e i luoghi in cui intendeva soggiornare. Scarsa efficacia.

Solinas ci riprovò a settembre, ma l'ordinanza venne impugnata: il piano di imporre a tutti coloro che intendevano fare ingresso nel territorio regionale di presentare, all’atto dell’imbarco, l’esito di un test (sierologico o molecolare o antigenico rapido), effettuato nelle 48 ore precedenti non andò a buon fine. L'Avvocatura dello Stato a metà settembre depositò l'atto di impugnazione del provvedimento della Regione Sardegna. Il mancato rispetto di alcuni articoli costituzionali sulla libera circolazione delle persone era la ragione fondamentale del ricorso depositato al Tar della Sardegna. 

Il certificato di negatività al test molecolare per ansare in Sardegna?

Un forte aumento dei contagi era stato registrato da luglio e agosto in avanti, realisticamente a causa dell’arrivo di turisti dalle altre Regioni d’Italia, soprattutto a partire dalla Costa Smeralda e poi in tutta l'isola, ma anche dopo l'apertura ferragostana delle discoteche. La Sardegna, di fatto risparmiata dalla prima ondata di Covid, ha poi pagato un prezzo salato nel corso della seconda ondata, come tutte le altre regioni italiane. Ora Solinas torna a chiedere un certificato di negatività o di avvenuta vaccinazione, e assicura che si troverà la quadra ben prima dell'estate: non è dato sapere al momento con quali strumenti normativi. L'unica certezza è che il confronto sul tema non sarà più con boccia, bensì con Martastella Gelmini, nuova ministra per gli affari regionali e le autonomie nel governo Draghi. Entrambi "di centrodestra", ma non è affatto detto che ciò possa cambiare qualche carta in tavola.

Anche Federalberghi si sta concentrando sul tema del passaporto sanitario, come fatto sapere dal presidente sardo Paolo Manca. Il certificato di negatività al test molecolare rappresenta in teoria un modo per ridurre il rischio della circolazione del Covid-19, ma non per annullarlo, visti gli ormai noti tempi di incubazione del virus. La scorsa estate le cose non funzionarono. Il 2021 è tutto da scrivere. 

I risultati degli screening in Sardegna a febbraio: "Sardi e sicuri"

Si è conclusa con la giornata di oggi intanto la seconda tappa della campagna di screening anti-Covid 'Sardi e sicuri', il progetto della Regione realizzato con Ares-Ats e la collaborazione del professor Andrea Crisanti, microbiologo e ordinario dell'Università degli studi di Padova. Coinvolti 52 comuni della provincia di Nuoro. Il capoluogo barbaricino è stato il primo banco di prova per lo screening in un grande centro urbano. I tamponi antigenici eseguiti nella seconda e ultima fase sono stati complessivamente 41.746, di cui 17.785 nella sola giornata odierna. La tappa nuorese dello screening fa registrare così 82.020 test eseguiti nelle quattro giornate del 6, 7, 13 e 14 febbraio, con il raggiungimento del target fissato inizialmente.

Ancora parziale il dato dei casi rilevati. Al momento le positività al Covid confermate, comprensive anche del dato sul tracciamento dei contatti, sono 22 e si riferiscono ai test eseguiti nel primo weekend, il 6 e 7 febbraio.

“Per il territorio del nuorese e per tutta l'Isola un risultato importante: premia un modello che si conferma vincente. Con la loro adesione allo screening, così come già accaduto nella prima tappa in Ogliastra, i sardi hanno dimostrato, ancora una volta, grande senso di responsabilità e spirito solidale. Le istituzioni, i volontari e i cinquecento operatori, in prima linea nell'attività dei test antigenici, hanno lavorato in sinergia per rendere possibile un progetto che prosegue con convinzione e andrà avanti fino a quando non avremo coperto l'intero territorio regionale. Davanti abbiamo un unico e irrinunciabile obiettivo: liberare l'isola da un virus che da un anno impone ai sardi sofferenze e sacrifici, con ripercussioni sanitarie, sociali ed economiche che stiamo contrastando con ogni mezzo”, dichiara il presidente Solinas.

"In Sardegna – prosegue il Presidente – la curva epidemiologica rallenta la sua crescita in modo significativo. L'ultimo rapporto dell'Istituto superiore di Sanità certifica la nostra regione a basso rischio. La zona bianca è a un passo. Per questo motivo, oggi come non mai, è fondamentale proseguire con forza l'azione di monitoraggio del Covid sul nostro territorio, per interrompere la catena dei contagi, fermare la diffusione del virus e portare l'Isola fuori dall'emergenza nel più breve tempo possibile".

Come andare in Sardegna nell'estate 2021

Chissà che la Regione non provi a chiedere un parere al professor Andrea Crisanti anche su come gestire gli arrivi dei turisti nell'estate 2021. Le strade percorse nel recente passato non hanno funzionato. Inoltre chiedere un certificato vaccinale negativo per entrare in Sardegna (tema etico-privacy a parte, ricordiamo che il vaccino Covid non è obbligatorio oggi e probabilmente non lo sarà nemmeno in futuro), visti i tempi con cui stanno procedendo le vaccinazioni in Italia, significherebbe escludere in partenza le fasce più giovani della popolazione, per le quali non vi sono certezze sulle date future di somministrazione. Per loro rimarrebbe l'altra ipotesi, il certificato di negatività.

Ma lo scorso anno la Regione si scontrò con la Costituzione su questo punto. Secondo Solinas le sue ordinanze non imponevano "nessuna limitazione della circolazione delle persone", semplicemente si era ritenuto indispensabile "prevedere un filtro in ingresso che non limita in alcun modo la libera circolazione delle persone ma incide sull'attività di screening ad ampio spettro dei soggetti positivi, anche asintomatici o paucisintomatici, consentendo di individuarli tempestivamente ai fini dell'applicazione dei protocolli sanitari in uso sull'intero territorio nazionale". La soluzione non si trovò: il settore turistico ora chiede tempi rapidi. Certezze. Chiarezza.

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