Cosa ha detto Saviano sulla cocaina

Fanno discutere le parole pronunciate dallo scrittore al festival del cinema di Venezia: "La cocaina andrebbe legalizzata, solo così si bloccherebbero i pozzi di petrolio delle organizzazioni criminali". La destra insorge

Roberto Saviano. ANSA/CLAUDIO ONORATI

"Questo è pericoloso…". Così Matteo Salvini ha commentato le parole pronunciate da Saviano al Festival del cinema di Venezia, dove lo scrittore ha presentato  'Zerozerozero' la serie tv tratta dal suo romanzo-inchiesta sul traffico di cocaina uscito nel 2013. Cosa ha detto di così pericoloso Saviano?  "Il capitalismo contemporaneo - ha affermato il giornalista - è un turbo innescato dal narcotraffico. Il narcotraffico è una delle anime del capitalismo moderno. La legalizzazione sicuramente potrebbe interrompere questa massa di guadagna infiniti ma trasformerebbe l'economia".

Secondo Saviano la cocaina "andrebbe legalizzata, solo così si bloccherebbero i pozzi di petrolio delle organizzazioni criminali. La legalizzazione trasformerebbe l'economia mondiale: il narcotraffico di cocaina attraversa il mondo legale, gli da' forza, liquidità, rendere la sostanza legale cambierebbe le cose".

Gli affari milionari dei narcotrafficanti

Per dare più forza alla sua tesi lo scrittore snocciola dei dati impressionanti: "La coca la compri in Colombia a 2.000 euro al kg, arriva in Messico a 15.000 al kg, arriva negli Usa a 27.000 euro al kg, arriva in Italia a 54.000 circa euro al kg, che diventano 70.000 euro in Inghilterra e 45.000 euro in Spagna".

"Con 10.000 euro di cocaina pura comprata in Sudamerica - ha spiegato - diventi milionario. Da un kg se ne ricavano circa 3 tagliati, se tagliati con la schifezza si può arrivare anche a 4 kg. Da un kg di coca pura si ricavano circa 3.000 dosi, con un ricavo di circa 200.000 euro. Questo se parliamo di un mercato di altissima qualità. Sennò puoi arrivare anche 300.000-350.000 euro, come succede in alcune periferie dove tagliano la coca con il calcio per i cani o cose del genere. È chiaro che stiamo parlando dell'unica materia prima comparabile al petrolio. Ma che fa guadagnare molto di più del petrolio". 

Insomma, "non esiste nulla che ti fa guadagnare di più della cocaina" e leglizzarla vorrebbe dire "impedire a questa grande economia, l'unica comparabile a quella del petrolio, di attraversare il mondo legale, a cui però dà forza. Voglio ricordarvi - ha sottolineato Saviano - che lo sportello di Vienna dell'Onu dichiarò che nel 2014 la crisi economica, che aveva creato soprattuto problemi di liquidità alle banche, fu superata grazie alla liquidità del narcotraffico che si riversò nelle banche europee". 

L'intervento di Saviano al festival del cinema di Venezia, video

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"La cocaina ha successo perché la vita è orrenda"

Ma perché la cocaina è così richiesta e popolare? Intervistato da 'Repubblica' Saviano ha spiegato: "La droga rimane il mercato dei mercati perché la vita non ci basta, la vita è orrenda. Perché sei infelice, non ti piace, sei solo, c’è sempre qualcosa che non va. Ti vogliono sempre più performante e la coca arriva e tutto questo te lo fa vivere con maggiore forza, allegria. Poi è una droga che attiva, non è l’eroina che ti disattiva dal mondo. E quindi è la sostanza delle sostanze".

Gasparri: "Siamo al vaneggiamento"

Oltre che da Salvini le parole di Saviano sono state stigmatizzate (tra gli altri) anche dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: "Siamo ormai al vaneggiamento. Forse incoraggiato dalla nascita antidemocratica del governo più di sinistra della storia italiana, Saviano propone di legalizzare la cocaina. Una tesi folle e devastante. Questi apologeti della droga avvelenano le coscienze. Bisogna combattere sia la diffusione delle droghe che le cosche del narcotraffico mondiale. La balla della lotta al crimine con le droghe legali è farneticazione pura". Insomma, la destra insorge. Ma non è una sorpresa. 

"La legalizzazione non diventi un'ideologia"

Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza si dice invece d’accordo con Saviano, ma con riserva perché "senza un piano di prevenzione basilare, senza un ragionamento forte di investimento serio e importante sul grande traffico, senza una depenalizzazione dei consumatori, il rischio è che anche il grande tema della legalizzazione, affrontato da un grande scrittore ed intellettuale come Saviano, diventi pura ideologia".

Secondo il presidente del Cnca, Riccardo De Facci, infatti, "si dovrebbe partire da una revisione seria che depenalizza i consumatori e attivare servizi di riduzione del danno in tutte le Asl italiane. Siamo - commenta al'Adnkronos - uno dei pochi paesi europei che non ha un piano salute organico sulle droghe nelle scuole che parli di sostanze ma anche di altre dipendenze" continua De Facci.

"Un elemento sul quale Saviano ci ha fatto ragionare - sottolinea - è che forse gli organi di polizia dovrebbero concentrarsi sui grandi traffici. Come lui stesso dice, attualmente si riesce ad individuare un decimo delle quantità davvero distribuite".

"Il primo rischio dei grandi traffici - evidenzia De Facci - è che non lasciano fuori dal mercato i minori che, invece, in una situazione di legalità non potrebbero accedervi. In secondo luogo - conclude De Facci - si rischierebbe di lasciare intatte le organizzazioni criminali che non si occupano più della vendita in strada, dato il grosso vantaggio di importare dall'Ecuador o dalla Colombia, ad esempio, dove il guadagno viene raddoppiato o triplicato".

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