Martedì, 9 Marzo 2021
Scienza

Pfizer, Moderna o AstraZeneca? Quelli che vorrebbero scegliere quale vaccino farsi somministrare

"Quale mi fate? Ah, preferivo l'altro" avrebbe detto un anziano tra i primi a essere vaccinati ieri nel Lazio. Il consigliere di Speranza Ricciardi: "Questo tipo di scelte non le possono fare i cittadini". Che cosa bisogna sapere prima di confrontare i vaccini Covid

Pochi casi isolati, ma che inevitabilmente fanno sensazione. "Ma quale vaccino mi verrà fatto? Ah Moderna. Preferivo Pfizer": dice secondo il Corriere della Sera una signora di 87 anni che ieri a Roma ha appena ricevuto la sua dose di vaccino anti Covid-19. In fase di prenotazione alcuni pensano di poter scegliere la "marca", altri quando si accorgono di avere il richiamo fissato a 28 giorni con Moderna, e quindi non a 21 come con Pfizer, annullano la prenotazione e ricominciano da capo. Perché? Ha senso "scegliere" quale vaccino per se stessi e per i propri cari?

"Quale vaccino mi fate? Ah Moderna. Preferivo Pfizer"

Sono partite ieri mattina le somministrazioni del vaccino anti covid agli over 80 nel Lazio: "In tutti i 50 punti si sta procedendo con regolarità e al momento non si registrano né disfunzioni né mancate presentazioni da parte degli anziani prenotati" spiegava l'Unità di Crisi COVID della Regione Lazio. "Si invitano i cittadini a recarsi nei punti di somministrazione all'orario previsto dalla prenotazione. In tutti i centri vaccinali si segnala una grande adesione e soddisfazione della parte degli utenti". Il tema è attuale, anche più dopo lo studio (non sottoposto a peer review) che suggerisce che il vaccino Oxford / AstraZeneca fornisce solo una protezione minima contro la malattia causata dal ceppo sudafricano di Covid-19

Ricciardi: "Questo tipo di scelte non le possono fare i cittadini"

"La scienza, e questo è sempre stato così - ha detto di recente il consigliere di Roberto Speranza, Walter Ricciardi - sa qual è il vaccino migliore per quella fascia di popolazione. Lo facciamo già per l'influenza. Il vaccino anti influenzale di un certo tipo viene dato ai giovani, Quello invece di un altro tipo viene dato agli anziani. Questo tipo di scelte non le possono fare i cittadini perché non hanno gli strumenti per distinguere tra vaccino adiuvato, vaccino genetico o vaccino adenovirale. Per cui è opportuno che anche in questo caso ci sia una linea guida nazionale, che venga ben spiegata ai cittadini”.

"La scelta del vaccino" anti-Covid "deve essere lasciata al medico curante che, sulla base della storia clinica del suo paziente, deve scegliere il più adatto" dice l'immunologa dell'università di Padova Antonella Viola.

Che cosa bisogna sapere prima di confrontare i vaccini Covid

Ci sono cose che è opportuno sapere. Sul Covid-19 c'è molto ancora da studiare, bisogna costantemente monitorare ciò che sta accadendo: sul fronte vaccini dovremmo tutti aspettarci che le indicazioni cambieranno frequentemente con l'arrivo di nuove informazioni nei prossimi mesi su come utilizzare al meglio i vari prodotti sviluppati da scienziati e aziende farmaceutiche. In un lungo articolo sul Guardian si sottolinea come i vaccini non garantiscono una protezione completa e nel Covid-19 i casi gravi sono relativamente rari. Quindi, proprio per questo, servono studi più ampi condotti su periodi di tempo più lunghi per dimostrare l'efficacia dei vaccini. "Ogni sperimentazione/trial coinvolge persone diverse in luoghi diversi e anche le definizioni utilizzate per decidere se hanno sviluppato la malattia o meno sono diverse. Solo quando due vaccini vengono confrontati nella stessa sperimentazione si può giudicare con precisione se uno funziona meglio di un altro, e questo raramente viene fatto. È davvero difficile resistere al confronto tra i vaccini dai risultati di diversi studi di fase 3, ma tali confronti sono fuorvianti" scrive l'esperto Adam Finn.

Non è tutto. Nei test si coinvolgono  per lo più giovani sani, meno portati ad ammalarsi per diversi motivi. Il mondo reale è un po' diverso.   Una volta che i vaccini sono somministrati a tutta la popolazione, "le persone che li ricevono non vengono sottoposte a screening allo stesso modo.  Con i vaccini Covid-19, le persone che li ricevono per prime saranno per lo più molto più anziane di quelle negli studi e le persone anziane generalmente hanno risposte immunitarie più deboli e sono più inclini ad ammalarsi gravemente a causa di infezioni virali".  Le stime dell'efficacia nel mondo reale generalmente risultano inferiori rispetto alle stime dell'efficacia dei test, scrive il quotidiano inglese.

Se un vaccino viene approvato da Ema e Aifa è perché viene considerato sicuro ed efficace.

I vaccini Pfizer/BioNTech e Moderna sono vaccini a RNA messaggero, che agiscono attraverso l’iniezione di un frammento del materiale genetico (RNA) del microbo, avvolto in una nanoparticella costituta da diversi lipidi (liposomi). La tecnologia dei vaccini a RNA messaggero è nota da circa dieci anni, ma nonostante la sua attrattività (concetto semplice, velocità di sviluppo e facilità di produzione), prima della pandemia della COVID-19, non aveva beneficiato degli investimenti necessari. Il vaccino Astra Zeneca sfrutta invece informazione genetica contenuta su DNA a doppio filamento.

L'immunologo Forni assucura su AstraZeneca: "Efficace"

L'immunologo e accademico dei Lincei Guido Forni rassicura su AstraZeneca. In una intervista al "Giornale" invita infatti ad avere fiducia del vaccino di Oxford: "Con Astrazeneca - dice - 7 persone su 10 saranno sicuramente protette e il 100% di loro non svilupperà forme gravi di Covid". "I dati - aggiunge - dicono che Astrazeneca funziona meno bene rispetto agli altri ma vedremo cosa dirà la realtà. Il vaccino di Oxford è buono e, in questa fase in cui scarseggiano le dosi, è fondamentale per proseguire la campagna vaccinale. Inoltre è l`unico a bloccare la trasmissione dell`infezione o a diminuirla in mono notevole".

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