Da hashtag a Movimento, lo sciopero del 15 marzo segna la nascita di "Futuro Verde"

Un movimento nato dal web e organizzato tramite WhatsApp: questo è #fridaysforfuture scintilla che ha portato gli studenti allo sciopero globale che venerdì 15 marzo riempirà anche le piazze italiane per chiedere il rispetto degli accordi sul clima

Il 15 marzo lo sciopero per il clima. Foto da Fridays For Future - Italy

Perché lo sciopero il 15 marzo? "Siamo l'ultima generazione che può fare qualcosa, come possiamo rimanere indifferenti?". Raggiungiamo Luca Polidori mentre si trova a Bruxelles dove vive e lavora da qualche anno. Ci risponde con la voce energica di chi ha 22 anni e ancora quella voglia di provare a cambiare il mondo. "Abbiamo undici anni di tempo per invertire la rotta" ricorda Luca citando l'ultimo rapporto del comitato Onu sui cambiamenti climatici (IPCC).

Sciopero, un milione in piazza per il clima: soluzioni per il futuro cercasi

Aggiornamento: dopo la pubblicazione di questo articolo abbiamo ricevuto diversi messaggi dai gruppi FridaysforFuture locali che indicano come le posizioni di seguito riportate non rappresentino la posizione di tutti gli attori, anche perché - al di là degli autoproclamati coordinatori dei manifestanti locali - non esiste una vera e propria struttura decisionale alla guida il movimento.

Luca è uno degli animatori della comunità italiana dei fridays for future, un movimento globale nato su ispirazione dell'attivista Greta Thunberg. Un movimento figlio della Rete e nato da un hashtag, #fridaysforfuture o #FFF dal nome dagli scioperi portati avanti proprio di venerdì dalla sedicenne svedese davanti al parlamento di Stoccolma per chiedere maggiore attenzione al problema delle emissioni e dell'inquinamento dei gas serra. Fridays for future dal dicembre scorso ha attecchito anche in Italia autorganizzazioni in una miriade di movimenti spontanei in tutta Italia, ora alla prova di maturità della piazza dopo selfie ed espressione d’intenti.

"Un movimento nato dal web e organizzato tramite chat su gruppi WhatsApp" racconta Luca Polidori a Today.it. "Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare i governi a cambiare strategia di fronte ad una emergenza globale che può essere fermata. Abbiamo undici anni per invertire la rotta, siamo l'ultima generazione a poter fare qualcosa".

Perché scendete in piazza, qual è il vostro obiettivo?

"Non ci occupiamo di Tav - sorride - né di altri obiettivi contingenti. Il nostro Pianeta è malato, ma abbiamo già la cura. Lo si è stabilito negli accordi di Parigi sul clima, accordi che nessuno però vuole rispettare. Ecco perché  scendiamo in piazza, per ricordare ai nostri governi che esiste un patto a cui devono attenersi".

Luca cita il noto accordo universale sul clima adottato da 195 paesi nel dicembre 2015 alla conferenza sul clima di Parigi (COP21). Gli stessi paesi firmatari hanno presentato piani nazionali di azione per il clima (INDC), ancora insufficienti per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 2ºC, ma l’accordo traccia la strada verso il raggiungimento di questo obiettivo. Come segnala Greenpace gli obiettivi sono stati tutt'altro che rispettati e nel 2018 le emissioni di gas serra sono addirittura aumentate; lo stesso regolamento relativo all'applicazione dell'accordo di Parigi è stato adottato solo lo scorso dicembre a Katowice.

Sciopero 15 marzo cosa sono i #fridaysforfuture

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Luca Polidori presenta Fridays For Future Italy

Luca, come è nato il movimento #fridaysforfuture?

"Greta (Thunberg, ndr) ci ha ispirato, così abbiamo iniziato a parlare tra di noi qui a Bruxelles, ma il movimento in Belgio è cresciuto subito. Ho pensato che fosse il tempo per portare la stessa ondata di novità anche in Italia così ho registrato il dominio e creato la pagina internet di fridaysforfuture.it (il sito ora in manutenzione, ndr) e registrato la pagina su Facebook. In poche settimane è diventata virale e il movimento ha attecchito ovunque".

Alcuni detrattori dicono che dietro di voi ci sono partiti politici e lobby. Da dove vengono i vostri soldi?

"Quali soldi - sorride - per dominio e hosting ho speso 30 euro di tasca mia, la pagina facebook è registrata a nome mio e non abbiamo mai pubblicizzato nulla. Con i ragazzi che animano le realtà locali del movimento ci sentiamo tramite WhatsApp".

Ha parlato di Movimento... non è che qualche politico abbia già tentato di "mettervi il cappello"?

"Speriamo che per cambiare qualcosa non ci resti che presentarci alle elezioni - sospira Luca - Siamo indipendenti e ci siamo strutturati per rimanere indipendenti. Abbiamo fin da subito avvertito l'esigenza di dotarci di un'associazione e di uno Statuto. Per questo vi posso dire che è già nata Futuro Verde, è questo il nome".

Quante persone vi aspettate nelle piazze?

"Abbiamo cercato di contarci quando abbiamo chiesto l'autorizzazione alle Questure, ci aspettavamo 50mila persone, ma ora le adesioni sono cresciute e saremo sicuramente più".

Sarà una piazza di studenti? Chi ci sarà e quali sono le manifestazioni previste?

"Noi vedremo il futuro e per questo siamo più arrabbiati. Possiamo chiamarlo sciopero degli studenti perché la scintilla parte dalle scuole superiori e dalle università, ma questo movimento non ha limiti perché il cambiamento climatico riguarda tutti. Certo, la nostra generazione, quella di coloro che ora ha 20 anni si troverà a subirne le conseguenze di chi invece probabilmente gli effetti ultimi del global warming non sarà in tempo per viverli, ma già oggi se ne accusano gli effetti".

Qual è e dove è l'appuntamento?

"Indicativamente l'appuntamento per tutti è davanti ai municipi delle proprie città, possiamo dire che quasi ovunque dalle 9 alle 13 succederà qualcosa. Ovviamente nelle città più grandi ci aspettiamo maggiori adesioni, così a Roma, Genova, Torino, Napoli. A Milano dove il movimento #fridaysforfuture è stato solo una scintilla già sono in programma eventi fino alle 18 insieme ad altre associazioni e movimenti".

Sciopero 15 marzo: i motivi

Lo sciopero di venerdì 15 marzo sarà uno 'Sciopero per il Clima': promosso da studenti e studentesse, non sarà solo uno sciopero degli studenti, ma di tutti coloro che vorranno scendere in piazza per chiedere alla politica impegni concreti sul Clima, la manifestazione per il clima sarà uno sciopero globale che abbraccerà centinaia di città in 89 paesi in tutto il Mondo. L'iniziativa prende il nome di Global Strike for Future ed è stata ispirata e lanciata da Greta Thunberg, la sedicenne svedese che ha preso in contropiede i grandi del mondo con i suoi accorati speach prima a Davos poi all'ultimo forum per il clima COP24 di Katowice.

Manifestazioni sono previste in 109 piazze italiane, in particolar modo a Roma, Milano e Torino dove si svolgeranno le manifestazioni più importanti. (la mappa più sotto)

"A questi ragazzi dobbiamo delle risposte" spiega il ministro dell'ambiente Sergio Costa che ha simbolicamente aderito alla marcia per il clima, manifestazione che seguirà da Nairobi dove parteciperà all'assemblea delle Nazioni Unite sull'ambiente.

Stanotte partirò per Nairobi per partecipare all'assemblea delle Nazioni Unite sull'ambiente. 182 Paesi del mondo saranno presenti. Tempo fa ho incontrato il mio omologo delle isole Fiji e con lacrime agli occhi mi ha detto "I miei nipoti li vedo senza patria" riferendosi al fatto che quelle isole del Pacifico, come altre, tra 20 anni saranno sommerse dalle acque. Io che sono nonno non posso restare indifferente.

"L'emergenza climatica e quella della plastica non sono separate. A Nairobi si voteranno risoluzioni globali per liberarci dalla plastica e la proposta che come Italia porteremo avanti è di muoverci su due binari, un Trattato globale che ha però tempi lunghi e impiegare la Convenzione di Basilea sui rifiuti transfrontalieri che invece possiamo fare subito. E perché fare domani quel che possiamo fare oggi? - conclude il ministro Costa - Non c'è tempo da perdere."

I portavoce del MoVimento 5 Stelle in Commissione Ambiente alla Camera ed al Senato hanno fatto sapere che senderanno in piazza per lo sciopero del 15 marzo: "Una manifestazione senza bandiere - spiegano in una nota - a questo evento non mancheremo come cittadini tra i cittadini senza alcuna bandiera, perché sappiamo quanto siano urgenti interventi per contrastare il clima che cambia". 

Sciopero 15 marzo: tutti gli appuntamenti

Lo sciopero di Venerdì 15 marzo interesserà tutta Italia. L'appuntamento indicativo è dalle 9 alle 13 davanti a tutti i municipi nei comuni italiani, con alcune piccole differenze.

Sciopero 15 marzo, la mappa delle proteste per il clima

Mattarella: "Siamo sull'orlo di una crisi climatica globale"

"Siamo sull'orlo di una crisi climatica globale, per scongiurare la quale occorrono misure concordate a livello planetario ". Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scandisce le parole nel Teatro comunale di Belluno.

"È a Belluno, oggi, che avviamo questa riflessione. È giusto farlo sulle Alpi" spiega Mattarella che a Belluno ha incontrato le comunità colpite lo scorso ottobre dalla tempesta Vaia.

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"Mai come in occasione della tempesta Vaia è stato chiaro, all'opinione pubblica italiana, che i mutamenti climatici in atto nel mondo comportano effetti pesanti anche sull'ambiente del nostro Paese e sulle condizioni di vita della nostra popolazione".

"Gli sforzi compiuti nelle diverse conferenze internazionali, che si sono succedute, hanno, sin qui, conseguito risultati significativi ma parziali e ancora insufficienti".

Riscaldamento globale, cosa è possibile fare

riscaldamento globale-4

Limitare il riscaldamento globale ad un aumento di 1,5 gradi Celsius è ancora possibile, ma solo con "cambiamenti rapidi, di ampia portata e senza precedenti" spiegano gli esperti del Ipcc. Il rapporto è stato stilato da 91 esperti di 40 paesi diversi, sulla base di 6000 lavori, articoli e studi scientifici, che a loro volta hanno coinvolto migliaia di revisori. Per capirci, le impressioni personali sul "fa più caldo" "fa più freddo" meglio lasciarle ai commentatori da divano.

Clima, Cnr: "In Italia una netta deriva"

Gli effetti del cambiamento climatico si stanno già facendo sentire anche in Italia: un nuovo studio di cui è coautore Antonello Pasini ricercatore del Cnr-Iia, mostra come l'andamento dei nuovi record storici di temperature in Italia segua una netta deriva climatica.

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