Giovedì, 17 Giugno 2021

La scomparsa di Saman Abbas, il silenzio di Letta e i tic della sinistra

Saman Abbas

Tra un tweet sulla dote ai 18enni e un altro sulla dote ai 18enni forse il segretario del Pd Enrico Letta potrebbe perfino trovare il tempo per dire due parole sul caso di Saman Abbas, la ragazza pakistana scomparsa da più di un mese da Novellara (Reggio Emilia) dopo aver rifiutato un matrimonio combinato. Al momento gli iscritti nel registro degli indagati sono cinque: i genitori, due cugini e lo zio. Gli inquirenti sospettano che la giovane sia stata uccisa e che il corpo sia stato occultato in una zona di campagna. Ma al di là di quanto verrà accertato dalla magistratura, casi come quelli di Novellara non possono essere liquidati con un'alzata di spalle. Quante sono oggi in Italia le ragazze che vorrebbero essere libere e invece sono di proprietà della famiglia? Quanti matrimoni combinati si celebrano in silenzio mentre noi, noi tutti, ci giriamo dall'altra parte? Non sono domande capziose, ma interrogativi che oggi un partito dovrebbe porsi, specie se quel partito si è dato come missione quella di proteggere le minoranze.

Certo, il tema è enorme e non si risolverà certo con le frasi di circostanza. Ma in mancanza di soluzioni, o quantomeno di soluzioni praticabili, anche iniziare a parlarne sarebbe un inizio. Poi è vero che sul caso è intervenuta la vicepresidente del Pd Irene Tinagli per dire che "la sinistra ha sempre sostenuto le battaglie per l'emancipazione femminile nel mondo islamico" (ne siamo sicuri?), e però ciò non toglie che il silenzio di Letta faccia pensare. Il sospetto, diciamolo pure senza infingimenti, è che sia scattato il solito tic pavloviano per cui dire certe cose non sta bene, specie se si è progressisti.  

Non siamo i soli a pensarlo. Che a sinistra ci sia paura di affrontare l'argomento, figurarsi a prenderlo di petto, lo sostiene anche Marwa Mahmoud, consigliera comunale del Pd a Reggio Emilia, che giorni fa ha lanciato un appello ai piani alti del partito. "Da parte nostra c'è timore a intervenire su questi temi, (…) si ha anche paura di essere additati come razzisti nonché facilmente strumentalizzati". Insomma, dice Mahmoud "si è tergiversato e si è preferito agire con forme di paternalismo, assistenzialismo, accoglienza. Che ci stanno, ma non basta. Perché poi tutto il resto diventa tabù. Parliamone e mettiamoci la faccia". Di fatto oggi di un problema così complesso e purtroppo sommerso se ne parla solo a destra, e se ne parla per dare addoso all'Islam come se noi, paese ultracattolico, non avessimo abolito il delitto d'onore solo nel 1981. Se ne parla solo quando una ragazza viene ammazzata o come nel caso di Saman scompare nel nulla. A 18 anni. Vittima non solo del patriarcato e di usanze retrograde, ma anche del relativismo culturale. Perché noi Saman non l'abbiamo difesa. Il segretario del Pd non ha nulla da dire?

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