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Domenica, 26 Maggio 2024
La vicenda / Verona

"Ho pagato per far aggiungere il grana sulla pizza, ma nessuno sconto per la mozzarella tolta"

Nuovo scontrino sui social. Il cliente si è lamentato del conto, a suo dire troppo alto. La replica del locale: "La pizza era personalizzata"

È l'ennesimo scontrino destinato a far discutere. 64 euro per tre birre, due pizze e altrettante bottiglie d'acqua. Troppo? Il punto non è tanto (o almeno non solo) il prezzo, quanto piuttosto il sovrapprezzo. Almeno così si legge tra le righe del post che il giornalista veneto Alberto Tonello ha condiviso sulla sua pagina Facebook. "Ammetto che la riflessione mi è venuta passando lo scontrino al setaccio come faceva mia nonna di ritorno dal supermercato" esordisce il giornalista. "Perché l'ho fatto uscendo da una pizzeria?". Il motivo è presto detto: "L'ho fatto perché mi sembrava oggettivamente troppo 64 euro in due per una pizza normale e qualche birra industriale. Ho scoperto due cose antipatiche. La prima è che vendono una birra industriale a prezzi da artigianale" perché pagare 7 euro per una birra "da 0,4 cl è troppo".

La seconda "è che se aggiungi un ingrediente te lo mettono in conto", mentre se per un'allergia "un ingrediente lo devi togliere, te lo fanno pagare lo stesso". E così, prosegue l'autore del post, "una modesta salamino e carciofi, con grana in cottura, arriva a costare 13.5 euro. Una enormità per una pizza normale con ingredienti industriali". Il motivo, si legge ancora, è che il costo dei carciofi e del grana è stato aggiunto al conto (per un totale di 4 euro), mentre quello della mozzarella (sostituita appunto con il Grana) non è stato tolto.

Interpellata dal Gusto di Repubblica una dipendente della pizzeria ha ammesso che "sul menu non sono indicati i prezzi degli ingredienti che vengono aggiunti", ma che "in genere il cliente viene avvisato a voce del supplemento". Quanto al costo della mozzarella, dal locale hanno spiegato che "le pizze con altri ingredienti sostituiti a quelli originari vengono personalizzate dall'inizio, usando una base di pizza al pomodoro semplice. Non viene tolta la mozzarella e aggiunto altro al suo posto". Infine le birre. Quelle servite nel locale, ha precisato la dipendente, "non sono birre commerciali, che si trovano dappertutto: abbiamo una larga scelta anche perché il titolare è un appassionato". 

È giusto pagare un sovrapprezzo per un ingrediente in più, ma non godere di nessuno "sconto" se nel piatto ce n'è uno in meno? Sui social il dibattito è già partito. E non sono pochi gli utenti che danno ragione ai gestori del locale perché le pizze personalizzate, questo è il ragionamento, sono sempre costate qualcosina in più. Su un punto in ogni caso sembrano tutti d'accordo: questa storia degli scontrini sta sfuggendo di mano. 

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