Martedì, 2 Marzo 2021

Scuola: le regioni in cui si rientra in classe l'11 gennaio (e quelle che aspettano ancora)

Ci si muove in ordine sparso nei vari territori. Il Trentino Alto Adige parte per primo domani 7 gennaio, ma nel resto d'Italia gli studenti delle superiori dovranno attendere ancora per tornare in classe: oltre a lunedì 11, le altre date segnate in rosso sul calendario sono il 15, il 18 e il 25 gennaio. Facciamo chiarezza

11 gennaio 2021: è scritto nero su bianco il giorno della la riapertura delle scuole superiori nel testo del decreto legge 5 gennaio 2021 n. 1 approvato dal Cdm che dispone le nuove restrizioni in vigore dal 7 al 15 gennaio. Ma come si muoveranno le Regioni? Le scuole riapriranno in quali regioni? 

Scuola: la data della riapertura regione per regione

Partiamo dai punti fermi, che non sono pochi. Domani 7 gennaio tornano in classe gli studenti di elementari e medie in quasi tutta l’Italia (tranne Molise
Campania, Puglia e Calabria). Gli studenti delle superiori ancora una volta dovranno accontentarsi della didattica a distanza.

Il Trentino Alto Adige parte per primo domani 7 gennaio con le superiori. Quattro giorni dopo, l’11 gennaio tra le Regioni apripista ci sono la Lombardia, la Toscana, la Valle d’Aosta, il Lazio, la Sicilia e l’Emilia-Romagna. Poi è possibile la riapertura il 15 gennaio in Sardegna (che potrebbe però far slittare tutto a fine mese) e Puglia e in Piemonte il 18 gennaio. In Campania rientro in classe dal 25 gennaio. Gli ultimi a ripartire, in base alle ordinanze firmate per adesso dai governatori, sono il 1° febbraio il Friuli Venezia Giulia, il Veneto di Luca Zaia, le Marche e la Calabria. Ma sono giorni di indecisioni e di indiscrezioni.  Cerchiamo di fare chiarezza, per quanto possibile.

Scuola: che cosa stabilisce l'ultimo decreto legge

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sul sito del governo il testo del decreto legge 5 gennaio 2021. Si parla anche di scuola. Ecco il testo completo dell'art.4, quello relativo alla scuola:

"Dal giorno 11 gennaio 2021 al 16 gennaio 2021 le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, garantendo almeno al 50 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni l’attività didattica in presenza. La restante parte dell’attività didattica, è svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza. Nelle regioni in cui si applicano le misure di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 dicembre 2020, nonché su tutto il territorio nazionale nei giorni 7, 8 e 9 gennaio 2021, l’attività didattica delle istituzioni scolastiche di cui al presente comma si svolge a distanza per il 100 per cento della popolazione studentesca delle istituzioni scolastiche di cui al presente comma. 2. Per le istituzioni scolastiche diverse da quelle di cui al comma 1 resta fermo, dal 7 al 16 gennaio 2021, quanto previsto dal citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 dicembre 2020. Per lo stesso periodo resta fermo altresì, per ogni istituzione scolastica, incluse quelle di cui al comma 1, quanto previsto dallo stesso decreto in ordine alla possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali".

scuola 11 gennaio-2

Ma non è affatto certo che le Regioni che hanno deciso di tornare l’11 lo faranno davvero. Si monitorerà con attenzione l'andamento dei contagi nei prossimi giorni. I dati verranno forniti venerdì 8 gennaio, solo allora si saprà davvero se le lezioni a distanza continueranno per tutti oppure riprenderanno davvero in presenza. Ci va coi piedi di piombo la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa: "Se non ci sono le condizioni, inutile riaprire per poi chiudere di nuovo". I presidi faticano a navigare a vista in questo modo. "Fatico a capire le motivazioni di questo tira e molla continuo tra Regioni e governo. Come possono le loro visioni essere così distanti se si basano sugli stessi dati? Riprendere la frequenza il 7 o l’11 gennaio non cambia la situazione di contagi, scuole e trasporti" commenta Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi.

"Come è ormai noto la ripresa delle attività didattiche in presenza è stata rinviata a lunedì 11 gennaio. In quella data, salvo ulteriori rinvii, potremmo riaprire la scuola limitando per il momento l'accesso in Istituto al 50% degli alunni": l'avviso sul sito del liceo Volta di Milano è lo stesso per tutte le superiori della Lombardia. Tutto è pronto ed era pronto anche per il 7 gennaio, con le 12 prefetture della Regione che hanno messo a punto il piano per la ripartenza con orari scaglionati (a Milano questo include l'apertura dei negozi non alimentari alle 10:15) e un potenziamento dei mezzi di trasporto. Ma con la decisione di riaprire le scuole in presenza dall'11, tutto è stato rimandato a lunedì. Per chiedere il rientro a scuola in presenza, domani Priorità alla scuola ha organizzato una manifestazione a piazza Affari, poi un presidio davanti al Comune.

Covid: la scuola è un luogo sicuro?

"Per ora, il poco che sappiamo e il tanto che non sappiamo ci dicono, purtroppo, che il mantra della ministra Azzolina, «le scuole sono luoghi sicuri», è privo di reale fondamento - scrive oggi sul Corriere della Sera lo scrittore Paolo Giordano - . Perché «scuola», a livello epidemiologico, significa molto più dell’ambiente classe in cui tutti sono seduti composti e distanziati con la mascherina, significa più del perimetro dell’edificio in cui si svolgono le lezioni. A più riprese ci siamo dimostrati incapaci di organizzare, perfino di comprendere, quella nebulosa complessa, perciò siamo costretti a scegliere sempre la via di maggiore cautela. Soprattutto per le scuole superiori. Fino a quando? Il criterio mancante nel dibattito pubblico potrebbe essere questo: non è ammessa scuola superiore in presenza senza un tracciamento funzionante. Aprirla da bendati è semplicemente troppo rischioso". 

Il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, ha firmato l'ordinanza in base alla quale a partire dal 18 gennaio sarà valutata, dal punto di vista epidemiologico generale la possibilità del ritorno in presenza per l'intera scuola primaria, e successivamente, dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado. Per tutti resta confermata la didattica a distanza dal 7 gennaio. La scuola dell'infanzia e i primi due anni delle elementari torneranno in presenza l'11 gennaio.

"In Toscana, come preannunciato, eravamo pronti a riaprire le scuole già da giovedì 7 gennaio. Il Governo ha rinviato all’11 gennaio il ritorno degli studenti delle superiori alla didattica in presenza. Dal 7 quindi torneranno in aula solo gli alunni di elementari e medie. Ci impegniamo per far rientrare in classe i nostri figli senza arrenderci al Covid. In Toscana, con la responsabilità di tutti, vogliamo provarci", ha scritto su Facebook il presidente della Toscana Eugenio Giani.

Azzolina: "Dall'11 gennaio rientro a scuola al 50 per cento"

"Il governo ha autorizzato dall'11 di gennaio l'ingresso nelle scuole anche per gli studenti delle superiori che potranno rientrare in una percentuale pari al 50%". Lo ha detto la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, intervistata martedì pomeriggio a Rai News 24. "E' stato deciso di posticipare all'11 perché nel fine settimana si attendono i monitoraggi rispetto agli indici regionali".

"Sulla scuola non ci può essere battaglia politica, è il futuro, il volano del Paese che deve tornare a essere un paese per giovani, che ci porteranno fuori dalla crisi" ha detto la ministra dell'Istruzione. "Deve essere interesse di tutti, maggioranza e opposizione, fare il bene dei nostri studenti e delle nostre studentesse. Le scuole superiori dovevano riaprire a dicembre, si è fatto un grande lavoro con i prefetti che provincia per provincia hanno lavorato insieme ai trasporti e ogni singola provincia ha redatto un piano operativo. Oggi ci sono tutte le condizioni perché la scuola riparta in sicurezza" ha assicurato.

Ma la palla passa ora alle Regioni. "Le Regioni hanno la competenza per assumere delle decisioni, se ci sono Regioni che hanno contagi altissimi sono comprensibili le difficoltà, ma se si chiude la scuola allora si deve chiudere tutto il resto. Anzi la scuola dovrebbe essere l'ultima a chiudere" spiega Azzolina. "Il 7 si ritorna a scuola, è una data confermata, che si porta dietro un enorme lavoro che il governo ha fatto insieme ai prefetti e a tutti gli attori coinvolti. Tornano in classe 5 milioni di studenti del primo ciclo, gli stessi che hanno frequentato le scuole nelle ultime settimane, anche nel pieno della seconda ondata. Se anche le ricerche scientifiche ci dicono che nella scuola c'è stato solo il 2% dei focolai forse è anche grazie al fatto che i banchi singoli hanno permesso il distanziamento insieme con altre misure adottate. Ringrazio il commissario Arcuri per il grande lavoro che ha fatto: 2,4 milioni di banchi in pochi mesi è un risultato straordinario".

Scuola: l'apertura rinviata all'11 gennaio in tutta Italia

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