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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Scuola

Torna la Dad: colpa dei tamponi lenti

I problemi nelle scuole dopo l’entrata in vigore del nuovo protocollo per la gestione dei contagi nelle classi, che avrebbe dovuto scongiurare il rischio dad. Asl in affanno, presidi e genitori in protesta

Nonostante gli intenti, il rischio Dad a scuola non sembra essere stato scongiurato. Si susseguono infatti le notizie sull'aumento dei contagi nelle scuole e sulle classi di nuovo alla prese con la didattica a distanza. Il protocollo con le nuove regole in vigore dallo scorso 8 novembre per la gestione dei casi di positività al coronavirus nelle scuole - e ridurre il rischio Dad - era stato accolto da forti dubbi. Il principale timore era quello relativo ai ritardi (inevitabili) di quella che è e rimane una macchina complessa, alle prese con una domanda di test già al limite dopo l'introduzione del green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro.  Il nuovo protocollo nel caso di un positivo prevede infatti un primo tampone immediato per i compagni di classe (se il risultato è negativo si potrà tornare subito a scuola) e poi un secondo dopo cinque giorni. Con due positivi in classe, vaccinati o negativizzati negli ultimi sei mesi faranno la sorveglianza con testing, mentre per i non vaccinati scatta la quarantena. Con tre positivi per classe, invece la quarantena scatta per tutti. 

Parlando da Genova, a margine del salone nazionale dell’educazione OrientaMenti, il ministero dell'Istruzione Patricio Bianchi è intervenuto sulla questione. "Non temo un ritorno alla Dad, stiamo controllando la situazione e lavorando insieme per permettere ai ragazzi di vivere un anno sereno in presenza", ha detto, ribadendo che la scuola "oggi è in una situazione di sicurezza" e citando i dati relativi all’andamento della campagna vaccinale: "Il 95% del personale ha fatto la prima dose di vaccino, il 92% la seconda e sta andando a grandi passi verso la terza. I ragazzi tra i 16 e i 19 anni vaccinati sono sopra l'84%. Siamo cioè in una situazione di grande protezione e con le autorità sanitarie locali stiamo lavorando per il controllo". Ma le voci dalla scuola raccontano un'altra storia. 

Genitori e studenti chiedono "una scuola in presenza e sicura"

A Bologna, genitori e rappresentanti dei consigli di istituto di Bologna denunciano i problemi che si stanno verificando nelle scuole, legati proprio alla lentezza sui tamponi e alle quarantene, chiedendo che la Regione garantisca a tutti, ragazzi e insegnanti, "una scuola in presenza e sicura". "Nonostante i casi odierni siano circa un quarto di quelli dell'anno scorso nello stesso periodo, i tempi di ricezione delle comunicazioni-appuntamenti per il tampone sono eccessivamente lenti, obbligando di fatto le scuole a ricorrere nuovamente alla Dad per molte classi", affermano la rete dei genitori, il forum delle associazioni dei genitori e il coordinamento dei presidenti dei consigli di istituto. Si segnalano lentezze anche nelle "scuole sentinella", dove si sta sperimentando lo screening attraverso l'utilizzo dei tamponi salivari, con tempi di refertazione non "tempestivi", con il rischio di rendersi "quasi nulla l'utilità". Tra le proposte per uscire dall'impasse, la richiesta di punti tampone rapido "dedicati esclusivamente ai cittadini in età scolare" e quella di "prevedere che le farmacie riservino fasce orarie all'interno della giornata dedicate esclusivamente all'esecuzione di tamponi ai bambini ed ai ragazzi che frequentano le scuole ed i nidi", ma dalla Regione filtra l'intenzione di creare canali riservati ai tamponi rapidi solo per gli studenti sotto i 12 anni. Un altro tema di riflessione è quello legato ai purificatori d'aria. Per il momento qualche sindaco si è mosso autonomamente in tale senso, ma, denunciano famiglie e rappresentanti dei consigli di istituto, "non sono ancora stati programmati interventi strutturali per intervenire in ogni scuola della nostra regione". La scelta di acquistare questi presidi "non può essere lasciata all'intraprendenza del singolo dirigente scolastico o degli enti locali", affermano le famiglie, ma "ci deve essere un impegno politico che garantisca a tutte le scuole la possibilità di acquistarli-riceverli evitando sprechi o acquisti non sicuri".

L'allarme dei presidi: "I dipartimenti di prevenzione spariscono nel weekend"

Ritardi e lentezze sono stati denunciati anche dall'Anp, l’associazione nazionale dei presidi. La nota ministeriale del 6 novembre scorso, n. 1218, specifica che "le azioni di sanità pubblica ricadono nell’ambito delle competenze dei Dipartimenti di Prevenzione (DdP) che risultano incaricati della disposizione delle misure sanitarie da intraprendere, inclusi l’isolamento dei casi, la quarantena dei contatti e le tempistiche per il rientro a scuola degli alunni/studenti/operatori scolastici". In più aggiunge che "fino all'intervento dell'autorità sanitaria, nell’immediatezza della conoscenza del caso positivo, l’Istituto scolastico attiva la seguente procedura già definita e standardizzata, che non comporta alcuna valutazione discrezionale di carattere sanitario". Il presidente dell’Anp, Antonello Giannelli, sottolinea  "con amarezza" che "quel 'caso in cui le autorità sanitarie siano impossibilitate ad intervenire tempestivamente' rischia di tradursi in un 'quasi sempre'", considerato che in più parti d’Italia "i dipartimenti di prevenzione non riescono a garantire la tempistica del testing o, addirittura, non applicano le nuove procedure di tracciamento". Giannelli punta poi il dito contro "l'aspetto più critico" della vicenda, ossia il fatto che i dipartimenti di prevenzione "spariscono dai radar delle scuole già dal tardo pomeriggio del venerdì per ricomparire solo il lunedì mattina mentre le segnalazioni di casi positivi, infatti, arrivano alle scuole anche di domenica. Il grande senso di responsabilità dei dirigenti non consente loro di ignorarle in attesa della ripresa lavorativa del lunedì e, pertanto, provvedono, nell'assordante silenzio dei dipartimenti, a quanto previsto dalla nota ministeriale del 6 novembre nella consapevolezza che questo è necessario per combattere la diffusione del contagio".

Crescono i contagi nelle scuole

Nelle Marche in una settimana sono più che raddoppiate le classi in quarantena. Secondo i dati dell'Ufficio scolastico regionale, aggiornato a lunedì, 95 le classi in isolamento contro le 40 della settimana precedente. In quarantena 38 classi delle scuole secondarie di secondo grado, 21 delle secondarie di primo grado, 27 delle primarie e 9 nelle scuole d’infanzia. Si segnala un focolaio anche in una scuola primaria a Mira (Venezia), con 25 casi di positività finora rilevate e 64 i contatti scolastici finora in quarantena.

Le Regioni provano a mobilitarsi per risolvere la situazione. Ad esempio, la Asl Toscana nord ovest ha individuato sul proprio territorio 14 postazioni, con orari dedicati, dove studenti e alunni delle scuole potranno eseguire il tampone rapido in caso di contagi in classe. Un Qr Code sarà inviato via email ai contatti del caso positivo e con quello si potrà eseguire il test di controllo, semplificando le procedure, fanno sapere dalla Regione. In Puglia, invece, "i contatti scolastici, ovvero le persone che sono state a contatto con" un caso positivo al Covid-19 "confermato entro 48 ore dall'insorgenza dei sintomi o dal test positivo" possono effettuare "un test antigenico rapido gratuito in farmacia, presso un laboratorio di analisi o dal pediatra di libera scelta".

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