Giovedì, 25 Febbraio 2021
"La vita degli studenti sconvolta"

La "nuova" scuola: che cosa succederà (probabilmente) per tutto gennaio

Per ora l'ordinanza del ministro della Salute limitatamente al periodo 7-15 gennaio riduce la presenza in classe alla metà della capienza. Ma il "capo" dei presidi Antonello Giannelli ritiene che poi si proseguirà nello stesso modo ancora per un po': "L'organizzazione della vita degli studenti sarà sconvolta". Gli orari sono un rebus

A scuola dal 7 gennaio, sì: ma con tanti dubbi. "Si ricomincia, lo vogliamo tutti. Però se si fossero tenute in maggior conto le esigenze degli studenti non avremmo queste proteste". Sono parole del presidente dell'Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalita' della scuola (Anp), Antonello Giannelli, in un'intervista al Corriere della Sera.

Scuola: si riparte il 7 gennaio (in presenza al 50 per cento)

E' di qualche giorno fa il via libera alla ripresa delle lezioni in presenza nella scuola al 50% da giovedì 7 gennaio. Il Viminale, in una nota, ha annunciato a fine 2020 che "le prefetture hanno adottato i documenti operativi all'esito dei lavori dei tavoli di coordinamento scuola-trasporti istituiti in tutte le province in vista della ripresa" e "dell'ordinanza del ministro della Salute del 24 dicembre 2020 che limitatamente al periodo 7-15 gennaio riduce la presenza in classe al 50%"

Il capo dei presidi si chiede però oggi il perché "si fanno pagare solo alla scuola la rigidità e i ritardi nell'adeguamento del sistema dei trasporti. Si sarebbe potuto scaglionare l'orario di inizio delle altre attivita'" in quanto "la metà degli studenti italiani delle scuole superiori frequenta un istituto tecnico o un professionale: sono almeno 6 ore al giorno. L'organizzazione della loro vita sarà sconvolta. Escono alle 16.30, senza aver mangiato, prendono un bus o un treno, arrivano a casa affamati alle sei di sera. A che ora faranno i compiti? Alle 21...". Tanti problemi. A rigor di logica, "la didattica dovrà tenere conto del cambio di orario. Compiti, direi che ce ne potranno essere pochi. Se si fosse rimasti su un doppio turno tra le 8 e le 9, questi problemi si sarebbero potuti risolvere". "Tutti vogliamo che la scuola torni in presenza, ma è sbagliato far pagare questo prezzo", analizza il capo dei presidi, che aggiunge: "I presidi dovranno trovare soluzioni che non scontentino nessuno".

"Noi pensiamo che in una settimana passare dal 50 al 75% sia difficile. Si fa fatica a comprendere che tutte queste decisioni richiedono scelte organizzative complesse all'interno degli istituti. Bisogna tener conto di tutte le giuste esigenze di docenti e personale. Il problema trasporti non è risolto. Auspichiamo di continuare al 50% fino alla fine di gennaio" dice poi Giannelli alla Stampa.

Come sarà la scuola "stravolta" del 2021

Dalle regioni emergono preoccupazioni vere. Un incontro "urgentissimo" con il presidente della Regione Michele Emiliano, e gli assessori alla Sanità, Trasporti e istruzione, è stato chiesto dall'Anp Puglia (Associazione dei presidi) in vista della conclusione delle attività dei vari tavoli di "coordinamento" istituiti dall'ultimo DPCM presso le prefetture per regolare la ripresa delle attività nelle scuole superiori. "Non nascondiamo la nostra delusione - afferma il presidente, Roberto Romito - per la sostanza di gran parte delle decisioni assunte dai partecipanti ai tavoli fra i quali, non figuravano le scuole, sebbene esse siano a tutti gli effetti pubbliche amministrazioni dotate di autonomia funzionale e organizzativa".

Si parla di "delusione e forte preoccupazione" per il fatto che i tavoli in prefettura hanno "preso atto della sostanziale rigidità dell'offerta (dei trasporti, ndr) e, quindi, hanno scaricato sulle scuole l'onere esclusivo di modificare la propria domanda attraverso la diversificazione in due turni degli orari di ingresso e di uscita, che è stata loro imposta dalle varie deliberazioni prefettizie". "Pertanto - prosegue - si ripete lo schema perverso che da mesi stiamo denunciando: i trasporti (e la sanità, e l'edilizia scolastica) non si adeguano né si potenziano significativamente, o rimandano tali eventi al futuro; le scuole, invece, oggi come ieri e come domani, si devono adeguare, con lo stravolgimento totale del loro assetto organizzativo, faticosamente raggiunto in mesi di lavoro ininterrotto, tra infinite e mutevoli disposizioni, norme e protocolli". Per l'Anp, "la diversificazione in due turni apre più problemi di quanti non ne risolva". L'associazione propone invece di far rientrare a scuola il 50% degli studenti con un unico turno prolungando però di qualche giorno la didattica a distanza e spostando il rientro al 15 o 18 gennaio per dare il tempo per organizzarsi. "Questo - conclude - abbiamo proposto ai vari 'tavoli' regionali l'ultimo dei quali tenutosi lo scorso 30 dicembre, al quale sono risultati però assenti, con nostro disappunto, proprio i rappresentanti della Regione Puglia".

Orari scuola gennaio 2021: tutti i problemi sul tavolo

Che sia "necessario tornare a scuola in presenza" lo dice anche Paola Serafin, che guida i dirigenti scolastici della Cisl. "Ma bisogna che la riapertura sia un impegno dell'intera società, non solo della scuola. Sembra invece che la scuola debba rimodulare il proprio lavoro e il resto può rimanere così come è. Ma non è così che può funzionare" dice all'Ansa. "In alcuni casi le soluzioni sono onerose per le scuole: si chiede per esempio di rimodulare l'orario ma se i ragazzi entrano a scuola alle 10 invece che alle 8,30 rischiano di stare in giro ugualmente fino all'orario di ingresso in istituto. Inoltre in alcune scuole con attività pomeridiane e laboratori in atto, è estremamente difficile rimodulare gli orari"

La scuola riapre il 7 gennaio, ma al 50%

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La "nuova" scuola: che cosa succederà (probabilmente) per tutto gennaio

Today è in caricamento