Scuola, a dieci giorni dalla riapertura è il caos: si rischia di ripartire "a distanza"

I presidenti delle Regioni pungolano il Governo: De Luca minaccia lo stop in Campania mentre Zaia impone in Veneto la misurazione della febbre all'ingresso. Ma il vero problema sarà come arrivare in aula: i mezzi pubblici con le nuove norme sono insufficienti

Quella della riapertura delle scuole è una partita giocata in ritardo. Lo spiega il governatore del Veneto Luca Zaia che denuncia come a soltanto 10 giorni (lavorativi) dall'inizio dell'anno scolastico sia al lavoro "l'ufficio complicazione affari semplici".

"Ministeri, istituti e agenzie, i Comitati tecnico scientifici Mi ricorda l'antica Grecia, con il paziente in barella sull'agorà e ognuno che passa dice la sua. Ma qui rischiamo che il paziente muoia in attesa della cura".

Se prima sono stati i banchi al centro del dibattito (quelli "innovativi" arriveranno in alcune scuole solo ad ottobre, ndr) ora sono le mascherine e il distanziamento sugli scuolabus a dividere ministeri, esperti e Regioni. "Noi veneti siamo un po' 'tedeschi' per mentalità - spiega Zaia - Le regole saranno: distanziamento di un metro da bocca a bocca, mascherine obbligatorie per tutto il personale, insegnante e non, ma non per gli alunni in classe: i più giovani farebbero fatica a tenerla durante tutto l'orario scolastico. Dovranno metterla negli spostamenti, all'ingresso e all'uscita. Misurazione delle temperature all'ingresso e ventilazione dei locali. L'alternativa è non aprire le scuole".

Proprio sull'opportunità di lasciare alle famiglie il compito della misurazione della febbre si era scatenato il dibattito negli ultimi giorni dopo la pubblicazione delle linee guida per il trasporto scolastico da parte del ministero dei trasporti. Un documento che peraltro prevede una diminuzione della capacità degli scuolabus a fronte di un parco mezzi che le regioni denunciano insufficiente.

In una intervista al Messaggero, Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale dei presidi, ha sottolineato come non si riuscirà a far arrivare gli studenti a scuola come prima, in orario." Se non viene raddoppiato il servizio, vuol dire che studenti e docenti arriveranno a scuola in un lasso di tempo più ampio. Quindi c'é la necessità di scaglionare le entrate delle scuole". 

Scuolabus fino a due ore prima della campanella, a bordo distanziati e con la mascherina

Solo ieri il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca aveva denunciato come nelle condizioni attuali la riapertura delle scuole in Campania non fosse possibile. "Non so quello che saranno in grado di fare nelle prossime due settimane - ha aggiunto De Luca - ma avremo scelte complicate da fare".

Fulvio Bonavitacola, coordinatore della commissione Trasporti della Conferenza delle Regioni, spiega come non vi sia ancora un accordo sulla questione trasporti, sulla base di un ok del CTS per aumentare fino al 75%-80% la capienza sui mezzi pubblici (ora al 50%) in vista della riapertura delle scuole.

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In Basilicata si valuta l'alternanza tra didattica in presenza e didattica a distanza per gli istituti secondari superiori. Per la Regione questa è ''l'unica e concreta soluzione che nell'immediato potrebbe garantire un dimezzamento dell'utenza di studenti viaggiatori per garantire il distanziamento di un metro e dunque la sicurezza degli alunni che deve essere assicurata non solo a scuola, ma anche fuori dalle aule e quindi sui mezzi di trasporto''.

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