Giovedì, 16 Settembre 2021
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Le scuole riaprono a dicembre o a gennaio?

Se l'indice Rt sarà sotto l’1 (adesso non lo è), riaprire i licei dal 4 dicembre senza aspettare la fine delle feste è possibile, ma non probabile. Miozzo (Cts): "Se torniamo in presenza il 7 gennaio avremo regalato praticamente un anno all’ignoranza, all’asocialità". Ma la data più realistica sarebbe secondo qualcuno addirittura più avanti

Riaprire le scuole in tutta Italia già a dicembre 2020 o aspettare gennaio 2021, dopo, l'Epifania, rimandando comunque la decisione sulla data all'inizio dell'anno prossimo? Il governo Conte non chiude alla prima ipotesi, anzi. Tutt'altro. Se l'indice Rt sarà sotto l’1 (adesso non lo è), riaprire i licei dal 4 dicembre senza aspettare la fine delle feste del 10 gennaio è possibile. Saranno ovviamente decisivi i dati di questa ultima decade di novembre per prendere decisioni in merito.

Quando si torna a scuola: dicembre 2020 o gennaio 2021?

Nelle scorse ore il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, avrebbe fatto sapere al ministro della Salute Roberto Speranza che gli scienziati sono pronti a dare il via libera già oggi, che l’indice è all’1,18%. Lo assicura il quotidiano La Stampa. Non ci sarà però, per adesso, alcuna accelerazione. Si deciderà solo a ridosso del 3 dicembre. Nell'esecutivo in tanti (la renziana Bonetti e soprattutto la ministra dell'Istruzione Azzolina) sono al lavoro per fare in modo che si possa dare un segnale importante. Una delle ipotesi sul tavolo sarebbe quella di aprire i licei in presenza al 50% già il 4 dicembre. "Non appena avremo pienamente riportato sotto controllo la curva interverremo per ripristinare la didattica in presenza nelle scuole" ha detto Giuseppe Conte, perché "per il governo rimane prioritario consentire agli studenti che sono passati alla didattica a distanza di poter recuperare al più presto la ricchezza di una offerta didattica incentrata sulla interrelazione personale tra docenti e alunni e degli alunni tra loro".

Se dal 4 dicembre si decidesse di aprire i negozi fino alle 22 per lo shopping, con bar e ristoranti e centri commerciali aperti nei weekend, è difficile pensare che la scuola "in presenza", almeno parzialmente, resti un tabù per l'esecutivo. Ma difficilmente qualcosa si muoverà il 4 dicembre, scrive oggi La Repubblica.  Il  ritorno di oltre 3 milioni di studenti nelle aule "rimane in stand-by e certo non sarà allo scadere del Dpcm, il 3 dicembre, nonostante ieri la ministra Lucia Azzolina abbia ribadito che tutta la struttura ministeriale, insieme agli uffici territoriali, sta lavorando per riportare in classe quanto prima gli studenti".

Ad oggi l’ipotesi più realistica rimane il 7 gennaio. Ma la Lucia Azzolina spinge affinché almeno una parte possa rientrare prima.

Ci sono tante idee diverse sul tavolo: un ritorno tra i banchi anticipato solo dei ragazzi delle seconde e terze medie, che oggi fanno lezione da casa nelle regioni rosse, o degli studenti di prima superiore e dei maturandi. Oppure una riapertura per zone a seconda dell’andamento dei contagi.

Date riaperture, Miozzo (Cts): "Le scuole sono sotto controllo"

Agostino Miozzo, cooordinatore del Comitato tecnico scientificoche con tutte le indicazioni date dal Comitato tecnico scientifico per tempo le scuole sono un luogo sotto controllo. Distanziamento, uso delle mascherine, igiene. Tutti elementi che riducono i rischi. E intervistato dal quotidiano romano, avverte: "Chiediamo che si faccia in fretta, che parta uno scaglionamento degli ingressi. Lo abbiamo scritto nell’ultimo verbale: c’è l’esigenza di procedere a una tempestiva soluzione delle tematiche riguardanti il mondo della scuola. In Campania la maggior parte degli studenti da marzo ad oggi ha fatto quattordici giorni in classe, se torniamo in presenza il 7 gennaio avremo regalato praticamente un anno all’ignoranza, all’asocialità. È un danno permanente che stiamo facendo ai nostri ragazzi".

Miozzo ha parlato anche con il Corriere della Sera, e cita le indicazioni delle maggiori organizzazioni delle Nazioni Unite come Who, Unesco e Unicef, oltre che le decisioni di Paesi "che non mi sembrano Stati sottosviluppati dell’Africa centrale" come Francia, Regno Unito e Germania. "Tutti concordi: le scuole devono, non possono ma devono, restare aperte". Ma sulle date il coordinatore del Cts sembra rassegnato al mese di gennaio. "Il 7 gennaio è giovedì, quindi ci sarà un probabile slittamento a lunedì 11. In ogni caso l’indicazione di riapertura a gennaio non è garantita, visto che non abbiamo alcuna certezza sullo sviluppo della pandemia".

"Mi pare evidente che" tenendo le scuole chiuse "non ci si renda conto del disastro che si sta consumando nelle giovani generazioni, il devastante impatto sulla sfera psichica e sociale non è evidente immediatamente, ma lo sarà nel lungo periodo.

Quando si torna in classe in Italia

Insomma, in sintesi è quasi da escludere un salto in avanti con aperture a inizio dicembre, è possibile ma difficile un rientro in classe a metà dicembre, mentre la data più realistica a oggi è quella dell'11 gennaio: "I dati ci dicono che i contagi in età scolastica non sono significativamente diversi da quelli di altre classi di età e non abbiamo evidenze per capire se siano avvenuti a scuola o fuori". A fine 2020 per gli studenti italiani i mesi di scuola in presenza, a conti fatti, saranno stati una manciata.

G20: "La scuola in presenza è essenziale"

"Abbiamo intrapreso azioni per mitigare l'impatto della pandemia di COVID-19 sulla formazione scolastica. Sottolineiamo l'importanza della continuità dell'istruzione in tempi di crisi attraverso l'attuazione di misure per garantire un apprendimento in presenza sicuro e una qualità efficace dell'insegnamento e apprendimento a distanza e misto, a seconda dei casi". E' quanto si legge nella dichiarazione finale del vertice virtuale del G20 a Riad.

"Un'istruzione inclusiva, equa e di qualità per tutti, soprattutto per le ragazze, resta la chiave per sbloccare un futuro più luminoso e combattere le disuguaglianze. È il fondamento dello sviluppo personale in quanto fornisce ai bambini, giovani e adulti le conoscenze, le capacità, i valori e le attitudini necessari per raggiungere il proprio pieno potenziale", aggiungono i leader nella loro dichiarazione finale. Dalle parole bisogna passare ai fatti: non è dato sapere quando riaprono le scuole in Italia.

Scuole aperte in Germania: come stanno andando le cose

In Germania il ministro della Salute Jens Spahn ha proposto un nuovo piano per il contenimento dei contagi da coronavirus nelle scuole: "L'obiettivoè interrompere per davvero le catene di infezione e allo stesso tempo rimanere operativi", ha dichiarato Spahn. Come riferisce il quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung", si prevede l'impiego di test rapidi per la Sars-Cov2 e la quarantena domiciliare per la classe dove si sia verificato un contagio. Al momente invece l'isolamento e' prescritto esclusivamente per l'alunno infetto e per il suo compagno di banco.

"Dopo i test rapidi con esito negativo per cinque giorni, gli studenti potranno tornare a scuola". In Germania il governo federale e le autorità nei singoli Land intendono evitare a ogni costo la chiusura delle scuole. 

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