Venerdì, 30 Luglio 2021
Confusione totale

Quelli che rifiutano il mix di vaccini: si può avere la seconda dose AstraZeneca?

L'Ema ha ribadito che il bilancio rischi-benefici rimane positivo e il vaccino anglo-svedese resta autorizzato per tutta la popolazione, ma il governo italiano ha sospeso la somministrazione del farmaco a vettore virale per gli under 60. Richiami solo con Pfizer e Moderna. I dati sulla vaccinazione eterologa, però, sono limitati e molti rifiutano il mix di vaccini. Cosa fare? Speranza tentenna, il Comitato tecnico scientifico prende tempo. L'ipotesi del modulo del consenso informato che scarica tutta la responsabilità sul cittadino dopo un parere medico è stata anticipata dal premier Draghi

Fiale dei vaccini anti Covid-19: da sinistra, AstraZeneca, Johnson&Johnson, Pfizer e Moderna. Foto ANSA/TONY VECE

Sul vaccino AstraZeneca la confusione è totale e ha raggiunto un certo grado di completezza pochi giorni fa, quando l'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha ribadito che "il bilancio rischi-benefici resta positivo e il vaccino di Oxford resta autorizzato per tutta la popolazione, per tutte le fasce d'età". Questa, d'altronde, è la posizione che l'ente europeo ha avuto sin dall'inizio. Dopo giorni di rinnovate preoccupazioni per AstraZeneca, l'Ema ha battuto un tweet polemico in merito alla "disinformazione" creatasi intorno alla sicurezza del vaccino anti Covid-19 di Oxford. Non c'è un riferimento esplicito, ma il messaggio dell'Ema arriva 48 ore dopo la decisione presa dal ministero della Salute italiano che, su indicazione del Comitato tecnico scientifico, ha deciso l'11 giugno scorso di autorizzare il vaccino Vaxzevria solo agli over 60. Vaccinazione mista, dunque: chi tra gli under 60 ha ricevuto la prima dose AstraZeneca dovrà fare il richiamo con un vaccino a mRna, Pfizer-BioNtech o Moderna.

La decisione di Roberto Speranza è stata presa a seguito della morte di Camilla Canepa, la ragazza di 18 anni deceduta a Genova per complicazioni legate ad una trombosi al seno cavernoso. La giovane, operata purtroppo inutilmente per la rimozione del trombo e per ridurre la pressione intracranica dello stesso, aveva ricevuto la prima dose di AstraZeneca quindici giorni prima durante un open day della regione Liguria. Secondo i primi risultati dell'autopsia, sarebbe morta in seguito ad un'emorragia cerebrale. Al momento non è ancora chiaro se ci siano o meno relazioni con il vaccino di AstraZeneca.

Il mix di vaccini è sicuro?

Anche se l'Ema continua a ribadire che tutti i vaccini approvati restano autorizzati per tutte le fasce d'età, lunedì sera l'Aifa (l'Agenzia italiana del farmaco) ha pubblicato un nuovo parere, approvando la vaccinazione mista per gli under 60 e spiegando che non ci sono pericoli per la salute con il ricorso al mix di vaccini, cioè combinando insieme due farmaci anti covid tra prima e seconda dose. Si tratta di una pratica già adottata in altri Paesi come Germania, Spagna e Canada. Ma il mix di vaccini è davvero sicuro? Al netto dei pareri del virologo X e dell'epidemiologo Y, al momento non abbiamo studi esaustivi in merito. Mischiare vaccini differenti, "sulla base delle esperienze del passato, sembra una strategia che può essere impiegata, ma su quelli contro il Covid-19 ci sono prove limitate ed è importante raccogliere maggiori informazioni e monitorare con attenzione". Parole di Marco Cavaleri, responsabile della strategia vaccini dell'Ema. "Dalla prospettiva dell'Ema non è facile in questa fase esprimere una netta raccomandazione", proprio a proposito dei mix di vaccini contro il covid, ha aggiunto, "anche perché non è chiaro se la compagnia abbia interesse a chiedere l'autorizzazione per aggiungere informazioni sul prodotto". Un dato certo, ha spiegato Cavaleri, è che "non appena avremo più dati, ad esempio da uno studio britannico, valuteremo se fare una dichiarazione sul mix".

Le (poche) ricerche sulla vaccinazione eterologa condotte finora hanno dimostrato che chi ha ricevuto Pfizer come richiamo ha avuto una risposta anticorpale superiore a chi ha avuto la seconda dose di AstraZeneca, ma gli studi disponibili hanno arruolato poche centinaia di persone, un campione esiguo che non offre certezze granitiche. E quindi: non abbiamo studi completi a supporto della decisione sul mix vaccinale, ma dobbiamo attenerci alle indicazioni arrivate dal governo, somministrando alle persone che avevano ricevuto la prima dose di Astrazeneca un vaccino a mRna per il richiamo. Ecco perché la vaccinazione mista non piace a tutti.

"La mia battaglia per avere la seconda dose AstraZeneca"

"Mi sembra tutto assurdo. Sono irritata e allo stesso tempo sconcertata - racconta Valentina Cavalletti, quarantenne dipendente universitaria di Roma, spiegando la sua battaglia per fare la seconda dose di vaccino anti covid con AstraZeneca -. Ho fatto la prima dose di AstraZeneca nei giorni del fuoco incrociato su questo vaccino per i rischi trombotici. Ma ho deciso che era giusto farlo. Ora non mi permettono di fare la seconda dose che, a detta di tutte le agenzie del farmaco, è anche più sicura rispetto alla prima ed è stata utilizzata su milioni di persone. Mentre mi chiedono di sottopormi alla somministrazione eterologa sulla quale non ci sono dati scientifici, né una sperimentazione sostanziosa e la metà degli scienziati afferma che sarebbe necessario un minimo di dati".

La sua protesta è arrivata al ministro della Salute Roberto Speranza, al quale ha scritto una lettera: "Le scrivo, anche a nome di tanti amici e amiche che hanno i loro appuntamenti nei prossimi giorni, per chiederle di ripristinare la libertà di scelta per la seconda dose dei vaccini AstraZeneca". "Mi sfugge il motivo dell'obbligatorietà delle seconde dosi, ormai ampiamente testate con AstraZeneca - ha detto ancora Valentina Cavalletti -. Sono tante le persone che stanno rinunciando perché non considerano sufficienti i dati disponibili, quelli che le agenzie regolatorie stesse riferiscono. Personalmente mi sono già sottoposta allo stress di una 'sperimentazione', accettando AstraZeneca in un momento in cui le notizie non rassicuravano di certo. Ora chiedo solo di scegliere liberamente di poter optare per una seconda dose che è stata fatta a milioni di persone piuttosto che tornare di nuovo a sperimentare".

Il consenso informato per la seconda dose AstraZeneca firmato dal cittadino

La regione Lazio, dove alcuni cittadini non hanno voluto sottoporsi al mix di vaccini, ha chiesto chiarimenti al ministero della Salute sulla scelta della vaccinazione eterologa. Secondo l'assessore regionale Alessio D'Amato, la quota di cittadini che non ha voluto effettuare la seconda dose con un farmaco diverso dal siero di Oxford si aggira intorno al 10%. Si tratta di persone, hanno spiegato dall'Unità di crisi regionale, che "in maniera consapevole e informata chiedono di completare il percorso vaccinale per l'immunizzazione con il medesimo vaccino, ovvero AstraZeneca. In caso di rifiuto da parte dei cittadini del mix eterologo, sarebbe opportuno rimettersi alla valutazione del medico in scienza e coscienza. Per questa quota di persone abbiamo chiesto al ministero della Salute di dare un parere riguardo a uno specifico consenso informato". Anche Michele Emiliano, presidente della regione Puglia, ha detto la sua su questo tema: "Se qualche cittadino chiede di fare AstraZeneca come seconda dose, nonostante abbia meno di 60 anni, in linea teorica lo può fare perché quelle del ministero sono raccomandazioni. Ma è il medico vaccinatore a decidere, l'ultima parola è sua".

Questa confusione non fa bene alla campagna vaccinale: ovvio. Ma il problema c'è, esiste, riguarda quasi un milione di cittadini in attesa della seconda dose e merita di avere una soluzione per assicurare a tutti il completamento del ciclo vaccinale. Cosa fare con gli under 60 che dicono "no" al richiamo con un vaccino anti covid diverso da AstraZeneca e chiedono di avere la seconda dose del farmaco di Oxford? La soluzione per "accontentare" tutti l'ha proposta proprio l'assessore D'Amato e si chiama "consenso informato". Chi non vuole sottoporsi al mix vaccinale, seguendo una linea già adottata ad esempio in Spagna, potrebbe firmare un modulo di consenso informato assumendosi la responsabilità della somministrazione della seconda dose di AstraZeneca.

Per dirimere la questione, il ministero della Salute ha passato la palla al Comitato tecnico scientifico, che ora deve esprimersi sulla possibilità di consentire a chi lo chiede di fare il richiamo con AstraZeneca dietro firma di un consenso informato. "È ragionevole consentire a chi lo vuole di fare il richiamo con AstraZeneca dopo aver firmato il consenso informato", ha detto l'epidemiologo Donato Greco, componente del Cts e consulente dell'Organizzazione mondiale della sanità, in un'intervista a La Stampa. "Alle persone vanno spiegate per bene le cose, anche a costo di perdere qualche minuto in più. Ma quella del consenso informato credo sia una soluzione accettabile, sulla quale il Cts deve però ancora esprimersi", ha concluso l'esperto. Una risposta definitiva è attesa, oltre che auspicabile, nelle prossime ore.

Edit - Nel corso di una conferenza stampa tenutasi nel pomeriggio di oggi e convocata d'urgenza "per fare chiarezza sui vaccini", il presidente del Consiglio Mario Draghi ha detto che "vaccinarsi è fondamentale" e "l'eterologa funziona, ma la cosa peggiore è non fare la seconda dose di vaccino". Chi non vuole il mix di vaccini, ha aggiunto il premier, "è libero di fare la seconda dose con AstraZeneca, ma a due condizioni: ci deve essere un parere medico e un consenso informato firmato".

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