Giovedì, 6 Maggio 2021

Seconde case, cosa succede a Pasqua: si può andare o no?

Il governo Draghi ha permesso di andare ma alcune Regioni hanno vietato gli spostamenti nelle abitazioni non principali fino a dopo il 6 aprile. Ora l'esecutivo vuole intervenire per cancellare le ordinanze

Il governo Draghi vuole intervenire per cancellare le ordinanze delle Regioni che attualmente vietano di andare nelle seconde case nonostante l'esecutivo abbia deciso che, anche nei giorni di Pasqua in cui tutta l’Italia sarà in zona rossa, sia possibile trasferirsi con la famiglia nell’abitazione in cui si è soliti passare alcuni periodi dell’anno.

Seconde case, cosa succede a Pasqua: si può andare o no?

Attualmente infatti, spiega il sito del governo, è permesso sia in zona rossa che in arancione il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, compreso il rientro nelle “seconde case” ubicate dentro e fuori regione. Sia il Decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2 che il Dpcm del 14 gennaio 2021 non hanno reiterato l’esclusione delle cosiddette seconde case (abitazioni non principali) ubicate fuori regione dal novero delle proprie abitazioni cui è sempre consentito il rientro. Le faq recitano: 

  • È possibile fare rientro nella cosiddetta “seconda casa”? Se sì, ci sono dei limiti?
     Dal 16 gennaio 2021, le disposizioni in vigore consentono di fare "rientro" alla propria residenza, domicilio o abitazione, senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette "seconde case". Pertanto, proprio perché si tratta di una possibilità limitata al "rientro", è possibile raggiungere le seconde case, anche in un'altra Regione o Provincia autonoma (da e verso qualsiasi zona: bianca, gialla, arancione, rossa), solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi nello stesso immobile anteriormente all’entrata in vigore del Decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2.

    Tale titolo, per ovvie esigenze antielusive, deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14 gennaio 2021.  Sono dunque esclusi tutti i titoli di godimento successivi a tale data (comprese le locazioni brevi non soggette a registrazione). Naturalmente, la casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo, e vi si può recare unicamente tale nucleo. La sussistenza di tutti i requisiti indicati potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa (art. 2704 del codice civile) o, eventualmente, anche con autocertificazione. La veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato.

Ciò nonostante, alcune regioni e province autonome hanno vietato ai loro residenti e domiciliati di andare nelle seconde case. Nel dettaglio: 

  • in Sardegna è vietato l’ingresso fino al 6 aprile ai non residenti ed è obbligatorio il tampone per chi arriva per ragioni di lavoro, salute o estrema necessità e urgenza;
  • in Valle d'Aosta e in Alto Adige è vietato andare nella seconda casa a chiunque arrivi da un’altra regione;
  • in Campania è in vigore il divieto di spostarsi e raggiungere le seconde case solo per i residenti ma non per chi arriva da fuori;
  • in Toscana è in arrivo  una nuova ordinanza dopo l’annullamento di quella che vietava l’ingresso nella regione a chi non ha il medico di base.

In particolare proprio ieri la Sardegna - che è ancora in zona bianca - ha pubblicato un'ordinanza del presidente della Regione Christian Solinas che vieta ai proprietari di seconde case non residenti di sbarcare nell'isola se non per comprovate esigenze lavorative o motivi di salute e comunque presentando la certificazione di vaccinazione avvenuta o di negatività al tampone. Un provvedimento che incrementa anche i controlli agli ingressi e che di fatto supera quello adottato e poi revocato dal sindaco di Sant'Antioco, che aveva anticipato le scelte della Regione imponendo la quarantena sugli arrivi nelle seconde case anche per chi era in possesso di tampone negativo. Ma l'Isola - con i nuovi 121 casi Covid di oggi (ieri erano 92), un tasso di positività che sale dallo 0,7% al 3% e +7 ricoveri in ospedale - , vede un aumento dei contagi e per questo il governatore si è mosso.  

Zona rossa e arancione: le regioni che cambiano colore oggi con l'ordinanza di Speranza

Cosa succede con le seconde case a Pasqua: si può andare?

Ma il governo, racconta oggi Repubblica, ha intenzione di impugnare le ordinanze di Sardegna, Valle d’Aosta, Alto Adige e delle altre regioni che hanno vietato l’ingresso nei loro territori ai proprietari di seconde case a meno che non debbano raggiungerle per motivi di lavoro, di salute o di necessità. In particolare, spiega il quotidiano, in Campania i proprietari di seconde case sono in rivolta: il provvedimento del governatore De Luca vieta di raggiungerle ma solo a chi è residente nella regione. Chi viene da fuori, invece, come chiarito dalle faq di Palazzo Chigi, è libero di andare. Ma per ora i governatori come Solinas non sembrano molto preoccupati: "Noi crediamo fortemente che, come ci sono i voli 'covid free' tra Roma e Milano, devono esserci dei voli e delle navi 'covid tested' per la Sardegna, unica zona bianca del Paese - ha detto ieri il governatore -. Questo non è un interesse solo per la nostra isola, avere una zona bianca è importante per tutto il Paese rispetto alla comunità internazionale". Non solo. "Stiamo interloquendo con le società di gestione aeroportuali che generano voli per la Sardegna, in particolare Roma e Milano, perché si possano effettuare tutte le verifiche in quelle sedi, evitando così che un soggetto potenzialmente positivo e contagioso possa imbarcarsi - sottolinea il governatore-. Su Milano ci sono già delle strutture funzionanti, perché alcune compagnie aeree per i voli internazionali pretendono il tampone prima dell'imbarco, e sugli scali di Roma stiamo per concludere un analogo accordo". 

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