Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Separato e senza reddito di cittadinanza: ora Giovanni vive in un furgone

La separazione e l'incubo della strada: una storia simile a quella di tanti uomini che hanno passato la soglia dei cinquanta

Da quando si è separato dalla moglie la sua casa è un furgoncino. La storia di Giovanni, 55enne di Camaiore (Lucca), non è troppo diversa da quella di tanti uomini che hanno passato la soglia critica dei cinquanta: troppo giovani per sperare nella pensione, troppo "vecchi" per essere assunti. 

In realtà Giovanni un lavoro ce l’ha. Per qualche mese ha fatto il guardiano in un bagno di Viareggio, ma il suo è un contratto da stagionale e a ottobre sarà di nuovo senza stipendio. Non avrà più soldi per pagare l’assicurazione del furgone o mettere la benzina per accendere il riscaldamento. E il reddito di cittadinanza? "Al momento risulta ancora nel nucleo familiare della moglie e dunque non ne ha diritto" ci spiega Emanuele Battella di Colonia Cristiana Sos Emegenza Italia, una onlus attiva in Toscana che si occupa di aiutare le persone in difficoltà economiche. "Stiamo seguendo la sua pratica, ma bisogna aspettare il divorzio".

Nel frattempo Giovanni tira e campare. E sogna un lavoro. "Può fare il guardiano, tagliare l’erba… va bene qualsiasi cosa" aggiunge Battella. "Può anche guidare anche il camion visto che è in possesso della patente C e ha fatto quel lavoro tanti anni in una ditta della Versilia. Ha anche il patentino per muletto e carrello elevatore, i suo ex datori di lavoro gli possono fare una bella lettera di referenze".

Chi lo conosce descrive Giovanni come "una persona meravigliosa" che sta vivendo un momento di difficoltà. La casa in cui viveva era intestata alla moglie e così, oltre al dolore per la separazione, deve affrontare anche l'umiliazione della vita di strada. 

La solidarietà in casi come questo fa ancora la differenza: una volontaria della onlus gli porta dei pasti caldi permettendogli di farsi la doccia e di potersi cambiare. Un barista di Viareggio gli ha regalato 450 euro per potersi comprare dei vestiti e il minimo indispensabile per prendersi cura di sé. Ma il peso della miseria si fa comunque sentire. Giovanni è costretto a dormire ingobbito perché i sedili del suo furgone non sono reclinabili. Quando è esausto si sposta nel cassone in modo da potersi stendere.

"Da quando fa questa vita soffre di coliche renali - spiega Battella - ed è stato in ospedale varie volte. Ora poi in queste giornate piovose e umide non sa dove sbattere la testa… si sveglia la mattina presto per via del freddo e i dolori". E poi c’è la paura - sempre in agguato - di imbattersi in qualche balordo. "Purtroppo siamo consapevoli che trovare lavoro a 55 anni è molto difficile - dicono dalla Onlus - ma Giovanni ha bisogno di una mano perché per lui la pensione è sempre molto lontana". 

Chiunque voglia offrire un lavoro a Giovanni può chiamare il 389 14 54 500 scrivere alla onlus Colonia Cristiana su facebook

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