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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Sesso dopo il coronavirus? Conseguenze ed effetti: 'sicuri' con due tamponi

Secondo la Società italiana di urologia, che sta portando avanti uno studio sulle alterazioni nei pazienti che hanno avuto il Covid 19, per riprendere l'attività sessuale sono necessari due tamponi negativi

Nel 15% dei pazienti con infezione da Covid-19 ha riscontrato la presenza del nuovo coronavirus nel liquido seminale, un fattore che può causare alterazioni nella produzione degli spermatozoi e nella funzione endocrina dei testicoli. Può inoltre determinare un'infiammazione su base vascolare che provoca gli stessi sintomi dell'orchite: dolore, vistoso gonfiore del testicolo e arrossamento dello scroto. E, a lungo termine, può creare le condizioni per un ipogonadismo. Richiede invece ancora validazione scientifica l'ipotesi per cui il virus nel liquido seminale potrebbe anche svolgere un ruolo nella trasmissione della malattia.

Se si è stati contagiati, invece, per riprendere l'attività sessuale è necessario attendere due tamponi negativi consecutivi. Lo riferisce la Società italiana di urologia, che sta portando avanti uno studio multicentrico per la valutazione delle alterazioni ormonali e della spermatogenesi nei pazienti affetti da Covid-19.

Sesso e coronavirus, attenzione alle alterazioni

I dati preliminari sembrano confermare un'alterazione ormonale, in particolare con un significativo incremento della concentrazione di prolattina nel sangue durante la malattia, con un impatto anche sul desiderio sessuale, mediato dallo stress della condizione di paziente con coronavirus. "In questa fase preliminare la presenza del coronavirus nel liquido seminale è una delle grandi questioni da affrontare - spiega il Roberto Scarpa, presidente Siu e direttore dell'Unità operativa complessa di Urologia del Campus Biomedico di Roma - Alcuni studi farebbero pensare a un possibile coinvolgimento del testicolo nel corso dell'infezione, probabilmente mediato da un'infiammazione locale o sistemica che potrebbe consentire a un'alta carica virale di superare la barriera emato-testicolare. A oggi sono ancora poche le indagini condotte e pochi i campioni di pazienti coinvolti, per accertare la presenza del virus nel liquido seminale".

Sesso dopo il coronavirus: per essere sicuri servono due tamponi negativi

Ma la malattia può incidere sul processo riproduttivo anche attraverso prostata. Come spiega inoltre Walter Artibani, segretario generale della Siu, "non c'è alcun meccanismo fisio-patologico che colleghi Covid-19 alla disfunzione erettile, per esempio, che dipende piuttosto da differenti fattori ormonali". Infine "una volta guariti dalla malattia, in mancanza di dati certi sul rischio di contagio, bisogna attendere di essere risultati negativi al tampone di controllo per due volte consecutive" per riprendere l'attività sessuale, ribadisce Damiano. "E tenere conto che, al momento, non esiste alcun report sulla trasmissione del virus da spermatozoi a ovociti, non si segnala nessuna trasmissione sessuale e dunque l'infezione non può oggi essere classificata come sessualmente trasmissibile. Il virus si trasmette però efficacemente attraverso i baci, pratica comunque comune durante i rapporti sessuali".

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