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Domenica, 26 Maggio 2024
Indebolire l'Occidente

Diplomatici Usa colpiti da malori improvvisi: l'ombra russa dietro la sindrome dell'Avana

Il disturbo ha colpito diplomatici e agenti segreti statunitensi con sintomi che vanno dalle vertigini all'amnesia. La Cia li definisce "incidenti sanitari anomali", ma secondo una nuova inchiesta, dietro ci sarebbero i servizi segreti russi

Perdite di memoria, vertigini, mal di testa e spossatezza generale. Nelle ultime ore la "sindrome dell'Avana" ha conquistato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo, ma su questo misterioso disturbo da anni sono puntati gli occhi dei servizi d'intelligence statunitensi e non solo. 

Per la Cia, si tratta ufficialmente di "incidenti sanitari anomali". Ma sugli inspiegabili malesseri registrati a partire dal 2016  spunta ora l'ipotesi della mano lunga del Cremlino. Secondo un'inchiesta condotta congiuntamente da diverse testate internazionali (Insider, Der Spiegel, 60 Minutes) un servizio segreto militare russo - il Gru - avrebbe condotto diversi attacchi contro funzionari statunitensi utilizzando armi soniche o a microonde, i cui effetti sono compatibili con i sintomi sperimentati dai diplomatici Usa.

Le prime sfruttano le frequenze non udibili dall'orecchio umano per danneggiare l'udito e, nei casi peggiori, l'apparato nervoso. Le armi a microonde utilizzano invece il campo elettromagnetico emettendo impulsi elettrici ad altissima tensione e intensità in grado di surriscaldare anche il corpo umano danneggiando i tessuti. 

La Russia ha prevedibilmente negato ogni accusa parlando di speculazioni giornalistiche prive di fondamento: "Nessuno ha mai pubblicato o espresso prove convincenti di queste accuse infondate" ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov . "Queste non sono altro che accuse infondate da parte dei media". 

Cosa c'entra l'Avana

È il 2016 quando iniziano a circolare notizie di insoliti disturbi accusati da alcuni diplomatici statunitensi stanziati presso l'ambasciata degli Stati Uniti a Cuba. 

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La sindrome - secondo i primi rapporti redatti - compare improvvisamente con strani rumori, simili a una vibrazione o a un ronzio, che sembrano provenire da una direzione specifica. La durata di questi sintomi può andare da 20 secondi a mezz'ora, e sembra verificarsi sempre quando i diplomatici si trovano in casa o in albergo. Ma la sindrome non esaurisce qui i suoi effetti. Le alterazioni dell'udito si estendono spesso all'intero arco sensoriale, con appannamento della vista, nausea, spossatezza, vertigini e perdite di memoria. I danni neurologici sembrano essere in molti casi permanenti. 

Il racconto dell'ex 007

La teoria degli attacchi sferrati dagli 007 russi convince diversi ex funzionari che soffrono attualmente della sindrome. Tra loro Marc Polymeropoulos, ex agente della Cia incaricato delle operazioni in Europa ed Eurasia inviato nel 2017 a Mosca. A Der Spiegel, l'ex 007 ha raccontato di essere stato seguito da un uomo ma di non essersi preoccupato più di tanto: pedinamenti a distanza sono classici nel suo ruolo. Poi, di notte, improvvisamente, un dolore lancinante descritto come "una morsa sul cranio". Il dolore, insieme ad altri disturbi, non lo ha mai abbandonato e lo ha costretto a lasciare prematuramente la carriera nel 2019.

Secondo le inedite rivelazioni dell'inchiesta, colpevoli di questo ed altri attacchi sarebbe l'Unità 29155, una delle più note unità di sabotaggio e assassinio del servizio di intelligence militare russo "Gru".

"Non ha senso - dice Polymeropoulos - che un numero significativo di persone della Cia, che hanno tutte lavorato nel contesto della Russia, 'vegetino' da un giorno all'altro". 

Il giallo dei casi in Germania prima del 2016

Nel 2016, sono stati una dozzina i diplomatici americani ad accusare gli insoliti sintomi descritti. Ma i casi segnalati sono andati aumentando: nel 2018 altri diplomatici statunitensi - tra cui numerosi agenti della Cia - di stanza in Cina, hanno riportato gli stessi sintomi.

Un altro caso è stato denunciato da un funzionario dell’ambasciata americana in Uzbekistan, poi nel 2019 e nel 2020 due episodi sospetti sono stati registrati nei pressi della Casa Bianca. E, ancora, Berlino, Australia, Colombia e Vienna, dove più di 20 diplomatici statunitensi hanno denunciato sintomi riferibili alla sindrome dell'Avana. In tutto, nel mondo, sono più di 1000 i casi ascrivibili al disturbo, e tutti riguardano agenti o diplomatici occidentali.

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Ma i primi casi di attacchi potrebbero essere avvenuti anche prima del 2016, nel cuore dell'Europa. Secondo Mark Lenzi, diplomatico statunitense, diversi funzionari americani sarebbero stati attaccati a Francoforte nel novembre del 2014. Due casi sarebbero stati registrati addirittura nell'edificio del consolato statunitense. "Ma invece di indagare sui casi nel 2014, il governo degli Stati Uniti ha scelto di guardare dall'altra parte e far finta che non fosse successo nulla", afferma Lenzi parlando a Der Spiegel.

Secondo le ricerche svolte nel corso dell'inchiesta, proprio in quei giorni due membri della famigerata unità Gru 29155 si erano recati a Ginevra per poi spostarsi fino a Francoforte. Inoltre, diversi ex dipendenti di Stato americani hanno riconosciuto le foto degli 007 russi mostrategli dai giornalisti impegnati nell'indagine. 

Gli agenti dell'unità 29155 del servizio segreto russo sono addestrati per le operazioni all'estero più delicate e, secondo le agenzie di sicurezza occidentali, da anni starebbero conducendo una "guerra ombra" in Europa con l'obiettivo di indebolire l'Occidente.

Cosa sono le armi a microonde

Sulle cause di simili disturbi non c'è alcuna ufficialità. Alcune teorie affermano che le vittime potrebbero aver immaginato i sintomi, essere state avvelenate con insetticida o, semplicemente, aver udito il richiamo di alcuni insetti presenti sull'isola caraibica, come il "grillo delle indie dalla coda corta". 

All'epoca Trump aveva dato apertamente la colpa a Cuba, la quale aveva negato fermamente le accuse senza tuttavia fornire spiegazioni più coinvincenti. Nel 2022, Joe Biden ha firmato l'Havana Act (Helping American Victims Afflicted by Neurological Attacks) che sancisce il supporto finanziario di tutti gli ex funzionari vittime di questa sindrome. L'Havana Act, però, attribuisce il disturbo a "condizioni preesistenti, malattie convenzionali e fattori ambientali".

Un'altra spiegazione, ben più esplosiva, parla di veri attacchi sferrati dall'intelligence russa con armi soniche o a microonde. Secondo gli esperti, la seconda categoria di armi sembrerebbe più compatibile con i sintomi della malattia e con l'ipotesi di presunti attacchi russi. 

"In teoria, le applicazioni delle armi sono possibili con questa tecnologia", ha detto allo Spiegel Axel Bangert, professore di elettronica a microonde all'Università di Kassel. "Gli ingegneri militari se ne sono interessati per decenni per migliorare i sistemi di attacco e ricognizione". 

"Quando colpiscono l'essere umano, i raggi penetrano nel corpo a una profondità dipendente dalla frequenza, le molecole vengono messe in vibrazione e convertite in energia termica". 

Secondo quanto riferito, sono già state sviluppate armi che funzionano con radiazioni ad alta frequenza: il Pentagono avrebbe già investito milioni nell'Active Denial System (Ads), che utilizza microonde a una frequenza di 95 gigahertz. Con questa tecnologia, la pelle umana verrebbe riscaldata fino a più di 50 gradi celsius quando l'antenna del dispositivo viene puntata verso l'obiettivo, anche a una distanza di 500 metri.

Un'altra azienda statunitense avrebbe presentato un prototipo simile, denominato "Medusa", di dimensioni sufficientemente piccole per essere trasportato in macchina. La ricerca non sarebbe mai andata oltre la presentazione del prototipo ma non è escluso che sia proseguita in segreto. A dirlo è James Giordano, professore di neurologia ed etica presso il Georgetown University Medical Center. Giordano è stato chiamato come consulente dopo i casi di "sindrome dell'Avana" registrati nel 2016 a Cuba.

Le armi a microonde come il prototipo "Medusa" hanno un "effetto temporaneamente invalidante" ma "con una bassa probabilità di morte o lesioni permanenti", spiega. "Lo stato di questa scienza è stato per la maggior parte, se non abbandonato, praticamente lasciato incolto negli Stati Uniti, ma non è rimasto incolto altrove".

Il diverso quadro politico ed etico che circonda la sperimentazione scientifica in Russia e in Cina crea "opportunità uniche per far avanzare lo sviluppo bioscientifico e tecnologico in modi che sarebbero insostenibili negli Stati Uniti e nei programmi dei nostri alleati della Nato", ha spiegato Giordano al Guardian.

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