Giovedì, 6 Maggio 2021

Migranti, la Turchia riapre la porta dell'Europa: l'atto finale della guerra in Siria

Profughi siriani verso l'Europa: il via libera di Erdogan ci riporta al 2015-2016 quando a migliaia si incamminarono in massa sulla rotta balcanica. Tutto parte dal controllo della "sacca di Idlib"

Rifugiati siriani lasciano la città turca di Edirne avvicinandosi alla frontiera con la Grecia FOTO EPA TOLGA BOZOGLU

Un flusso di migranti: così la Turchia mette pressione all'Europa dopo l'escalation della situazione a Idlib, nella Siria nordoccidentale. Il ministero degli Esteri turco in una nota rilanciata dall'agenzia di stampa Anadolu spiega come Ankara - che ospita il maggior numero di rifugiati al mondo - non possa far nulla "in relazione ad alcuni richiedenti asilo che hanno iniziato a muoversi verso i confini con l'Occidente".

Il tutto dopo gli ultimi sviluppi della guerra civile che ha coinvolto la sacca di Idlib, dove si trovano centinaia di migliaia di sfollati stretti tra l'offensiva dell'esercito regolare di Damasco che ha cinto d'assedio l'ultima parte di territorio siriano rimasto nelle mani dei ribelli e delle milizie salafite sostenute dalla Turchia.

Che cosa sta succedendo in Siria

Hanno fatto scalpore le immagini rilanciate dei media internazionali che mostrano i profughi siriani lasciare la città turca di Edirne alla volta della Grecia. Lo scenario ci riporta al 2015-2016 quando a migliaia si incamminarono in massa verso l’Europa.

Ovviamente tutto nasce dalla annosa questione della guerra civile siriana giunta al suo atto finale. A partire dalla fine del 2019 è stata infatti lanciata una nuova offensiva da parte del regime di Bashar al-Assad volta a riconquistare la regione di Idlib, ultimo bastione in mano dell’opposizione armata ma zona di de-escalation secondo gli accordi di Sochi firmati dal presidente turco Recep Tayyip Erdo?an e quello russo Vladimir Putin.

Un compromesso che ha permesso alla milizia jihadista Hayat Tahrir al-Sham – già legata al network di al-Qaeda col nome di al Nusra - a consolidarsi nell’area di de-escalation. Milizia che, insieme alla composita galassia di gruppi ribelli sunniti, non è stata disarmata dalla Turchia, come invece era stato stabilito a Sochi e ora divenuta casus belli per la nuova offensiva di Damasco sostenuta dall’aviazione russa.

Siria, cosa succede nella sacca di Idlib

A Idlib - cuore agricolo del nord-ovest della Siria - è stato scovato e ucciso Abu Bakr al Baghdadi, il leader dello Stato islamico. È il punto di contatto con la Turchia, ma anche l'impronta di Ankara sul suolo siriano a pochi passi da Aleppo - uno degli snodi commerciali più importanti del Medio Oriente - e alle spalle di Latakia - unico accesso al mare della Siria e sede degli avamposti militari della Russia. 

idlib siria-2

Già così è facile capire l'importanza geopolitica della regione, l'ultima su cui Assad non abbia riportato il controllo di Damasco dall'esplosione della guerra civile nel 2011. 

Per Assad vincere a Idlib significa vincere la guerra e riaprire e mettere in sicurezza le due autostrade M4 e M5s per rilanciare l'economia del paese.

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Siria, che cosa succede in Turchia

Per Erdogan la sacca di Idlib significa rischiare una nuova ondata di profughi che si aggiungerebbe ai 4 milioni di siriani già accolti in Turchia ma sempre più invisi alla popolazione e strumento di propaganda dell’opposizione.

La Turchia - sulla base dell’accordo di Sochi - è presente a Idlib con "punti di osservazione", avamposti militari già finiti più volte sotto attacco. Ieri, come ricordavamo, l’episodio più grave con almeno 33 militari turchi rimasti uccisi in un attacco aereo. Erdogan ha puntato il dito contro i siriani e non contro i russi che pure hanno il completo controllo dello spazio aereo nell’area e ha chiesto l’intervento della Nato.

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, dopo una riunione del Consiglio del Nord Atlantico chiesta dalla Turchia si è limitato a condannare i continui e indiscriminati attacchi aerei condotti dal regime siriano e dal suo sostenitore, la Russia, nella provincia di Idlib, chiedendo di fermare l'offensiva.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov anticipando un altro incontro fra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan, ha spiegato che sarà necessario introdurre "nuove misure" oltre agli accordi già presi e messi a dura prova dagli sviluppi sul terreno.

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Migranti, Grecia chiude valico di confine

Intanto la Grecia ha chiuso il varco di confine con la Turchia di Kastanies/Pazarkule nel timore dell'arrivo dell'ondata di profughi in fuga in queste ore dalla guerra nel nord ovest della Siria dopo che Ankara ha anticipato di non poter più garantire il blocco del flusso.

Centinaia di civili siriani in fuga sono già arrivati nella zona di confine. Atene ha dispiegato i militari, oltre che la polizia.

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Il premier Kyriakos Mitsotakis ha parlato al telefono con la cancelliera Angela Merkel della nuova crisi dei profughi.

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