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Domenica, 14 Aprile 2024
Allerta smog / Milano

Aria tossica, sconsigliato uscire di casa: Milano quarta al mondo per inquinamento

Nella giornata di domenica la piattaforma di monitoraggio IqAir indicava che i livelli di polveri sottili nel capoluogo lombardo erano inferiori solo a quelli di Delhi (India), Lahore in Pakistan e Dacca in Bangladesh. Ma il sindaco Sala ribatte: "Non è un dato serio"

La qualità dell'aria in Pianura Padana registra da giorni concentrazioni di inquinanti ben sopra il livello di guardia. Nella giornata di domenica 18 febbraio, il sito svizzero IqAir, che rileva la qualità dell’aria nel mondo, consigliava ai cittadini residenti a Milano di evitare attività fisica all’aperto, di chiudere le finestre in casa, di indossare una mascherina all’aperto e di utilizzare i purificatori d’aria. Raccomandazioni che non sono state riprese da nessun ente istituzionale, ma che parlano chiaramente di un'emergenza silenziosa che coinvolge milioni di persone.

Quanto ci costano i siti più inquinanti d'Italia (today.it)

La replica di Sala e il report dell'Agenzia spaziale europea

Nella giornata di domenica, la piattaforma IqAir indicava la città di Milano come la quarta al mondo per livelli di inquinamento nell'aria con un punteggio di 199 (oggi, lunedì 19, il punteggio è sceso a 159, collocandosi comunque come città più inquinata d'Italia). Peggio del capoluogo lombardo per qualità dell'aria, nella giornata del 18 febbraio risultavano solo Dacca in Bangladesh, Lahore in Pakistan e Delhi in India.

L'area veniva indicata con il colore rosso e con la dicitura "non salutare". IqAir indicava inoltre una concentrazione di PM2.5 (una tipologia di poveri sottili particolarmente fine e sospesa nell'aria) tra le 27 e le 29 volte superiore al valore guida della qualità dell’aria indicato dall’Organizzazione mondiale sella Sanità (Oms).

Ma sul punto, il sindaco Giuseppe Sala parla di "dato poco serio". "Sono le solite analisi estemporanee, gestite da un ente privato", ha affermato commentando la notizia. "Questo è un ente privato con nessuna titolarità. Parliamo di cose serie e questa non è una cosa seria". "Io - ha proseguito Sala - sono anche seccato di dover rispondere a domande su questioni che non esistono".

Sul tema dell'inquinamento "non abbiamo fatto miracoli nessuno di noi, né la Regione Lombardia né Milano. Ciò nonostante noi stiamo continuando a cercare di fare qualcosa. La mia amministrazione credo che abbia dimostrato, anche con decisioni divisive, di volere fare qualcosa sull'ambiente, ma non possiamo andare dietro a cose del genere. L'appello è a seguire i dati di Arpa e a contestare se mai le decisioni che prendiamo. Stiamo chiamando anche Regione Lombardia al tavolo perché è chiaro che Milano da sola può fare fino a un certo punto".

Sebbene la piattaforma IqAir sia effettivamente un privato, dati così preoccupanti non sono né un caso isolato, né vengono riportati da un unico soggetto. L'Agenzia spaziale europea (Esa), ha redatto un report relativo al mese di gennaio 2024 in cui lancia l'allarme sulle concentrazioni di particolato su tutta la Pianura Padana. I dati sono stati raccolti dal servizio europeo di monitoraggio dell’atmosfera Copernicus noto come Cams, ed elaborati in un'animazione grafica dall'Esa.

"L’animazione mostra le concentrazioni orarie di PM10 nella Pianura Padana dal 1° gennaio al 31 gennaio 2024 - spiega l’Esa - Si può vedere chiaramente che la topografia e le condizioni meteorologiche uniche della valle contribuiscono all’accumulo di inquinamento da particolato e al degrado della qualità dell’aria, in particolare durante il clima stagnante".

Le condizioni climatiche e geografiche della Pianura Padana aggravano infatti il problema dell'inquinamento. Come spiega l'Agenzia all'interno del report, si tratta di una regione densamente popolata e altamente industrializzata, "con conseguente emissione di grandi quantità di inquinanti nell’atmosfera. La sua geografia e le sue caratteristiche meteorologiche aggravano il problema".

L'area, "circondata dalle Alpi a nord e dagli Appennini a sud, funge da bacino naturale, creando un microclima che spesso intrappola gli inquinanti. In determinate condizioni meteorologiche - prosegue l'Esa - la valle diventa una conca dove si accumulano inquinanti, tra cui particolato e ossidi di azoto, portando ad elevate concentrazioni di inquinanti atmosferici".

Le conseguenze per la salute umana

L'Esa sottolinea come l'inquinamento atmosferico della Pianura Padana sia caratterizzato da andamenti stagionali distinti. In inverno, la qualità dell'aria peggiora soprattutto a causa "della maggiore domanda di energia per il riscaldamento". In questi mesi, sono le concentrazioni di particolato fine e grossolano (PM2.5 e PM10) ad aumentare. "Al contrario - spiega l'Agenzia - i mesi estivi possono essere caratterizzati da livelli elevati di ozono, dovuti all'aumento della radiazione solare e alla presenza di precursori (ossidi di azoto e composti organici volatili) emessi da varie fonti".

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"Le fluttuazioni dei livelli di inquinamento atmosferico nella Pianura Padana e in tutto il mondo hanno ripercussioni significative sulla salute umana e sull'ambiente", avverte il report. Il particolato (Pm10) svolge infatti un ruolo cruciale nel determinare la qualità dell'aria di una determinata zona: "Il Pm10 è inalabile e può avere un impatto sulla salute respiratoria; PM2.5 - più fine - pone rischi per la salute entrando nel flusso sanguigno attraverso i polmoni, causando malattie cardiovascolari, malattie respiratorie e allergie. L'accumulo di PM2.5 e PM10 costituisce pertanto una seria preoccupazione per la salute umana".

L'Oms e la Commissione Europea "hanno fissato limiti rigorosi alla concentrazione media annua di PM2.5 in prossimità della superficie": una soglie che "non dovrebbe essere superata per nessuna località per un determinato numero di giorni all'anno, in genere fissati a 35 giorni".

Nebbia e viabilità

Le condizioni atmosferiche stanno inoltre impattando sulla viabilità su strada. La presenza di forte nebbia ha provocato diversi incidenti sulla A1 Milano-Napoli, in seguito al quale è stato chiuso - poco prima delle 9 del mattino di lunedì 19 febbraio - il tratto fra Piacenza (dal bivio per la A21 Torino-Piacenza-Brescia) e Parma in direzione Bologna, con conseguenti code.

Chiuse in entrata, in entrambe le direzioni, anche le stazioni di Basso Lodigiano, Fiorenzuola e Fidenza. Sul posto sono presenti Autostrade per l'Italia, Polizia Stradale e mezzi di soccorso.
Banchi di nebbia si registrano anche sulla A22 tra Verona e Modena, al momento senza chiusure. Nei giorni scorsi era stato chiuso un tratto di circa 80 chilometri per tre giorni di fila. 

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