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Martedì, 5 Marzo 2024
Sicurezza stradale

Perché è così difficile togliere per sempre la patente a chi guida ubriaco

Chi viene sorpreso al volante dopo aver assunto droghe o alcol può tornare a sedersi al posto di guida. A volte dopo pochi mesi, a volte - nei casi più gravi - dopo qualche anno. Le leggi sono sufficientemente severe? Cosa dice il codice della strada

La revoca della patente non è quasi mai definitiva. Lo dicono, banalmente, le norme contenute nel codice della strada. Di fronte a questo dato di fatto e ai numeri (ancora troppo alti) delle vittime della strada la domanda è più che lecita: le leggi che abbiano sono adeguate o, al contrario, andrebbero rese più severe? Il tema è tristemente tornato d'attualità dopo la morte di Francesco Valdiserri, il ragazzo di 18 anni, figlio di due giornalisti del 'Corriere della Sera', investito e ucciso nella notte tra il 19 e il 20 ottobre, a Roma, mentre camminava sul marciapiede quando era da poco passata la mezzanotte.

È stato travolto da una Suzuki Swift guidata da una ragazza di 23 anni che ora si trova agli arresti domiciliari. La giovane è risultata positiva all'alcol test (con un tasso alcolemico pari a tre volte il consentito) e "non negativa" al test per i cannabinoidi. Tre anni fa le era stata ritirata la patente per guida in stato d'ebbrezza. Ci si chiede (domanda retorica) se questa ennesima tragedia della strada si potesse evitare. E ci si interroga, inevitabilmente, su quanto siano ancora pericolose le nostre strade, specie a Roma dove solo nell'ultima settimana sei persone hanno perso la vita.

I dati sugli incidenti provocati da droga e alcol

Secondo l'ultimo report di Istat e Aci, nel 2021 in tutta Italia sono stati registrati 151.875 incidenti stradali e si sono contate 2.875 vittime. Su un totale di 52.459 incidenti con lesioni, sono stati 5.085 quelli con almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti in stato di ebbrezza e 1.676 quelli per i quali si è rilevato l'effetto di stupefacenti, pari al 9,7% e al 3,2% degli incidenti rilevati. Nel 2019 le percentuali erano dell'8,7 e del 3,4%, mentre nel 2020 del 9,2 e 3,5%.

Tradotto: il numero di automobilisti che in seguito a un incidente viene trovato ubriaco è in aumento. Non solo. Dai dati comunicati dalle Polizie Municipali o Locali, risulta anche che il 36% delle sanzioni per guida in stato di ebbrezza e il 57% di quelle per guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti sono state elevate in occasione di incidente stradale. 

Stiamo facendo abbastanza sul versante delle normative sulla sicurezza? La tragedia avvenuta a Roma è stata molto commentata sui social: c'è chi, tra gli utenti, si è augurato lo stralcio a vita della patente per la conducente e chi ha messo l'accento sul fatto che fosse stata in passato trovata positiva all'alcol test.

Quando scatta la sospensione o la revoca della patente

Le leggi in casi del genere sono inequivoche. La guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti viene punita anche con la sospensione della patente, ma si tratta appunto di una misura temporanea che a seconda del tasso alcolemico rilevato può variare dai tre mesi ai due anni. Per tornare in possesso del certificato di guida è necessario sottoporsi ad esami specifici che dovranno accertare se il guidatore ha fatto di nuovo uso di sostanze alteranti. Oltre alla multa e alla sospensione della patente, se il tasso alcolemico accertato è superiore a 0,8 grammi per litro si rischia anche l'arresto fino a 6 mesi. 

Diverso è il caso della revoca che invece presuppone di dover rifare una seconda volta l'esame per riottenere la tessera rosa. In questi casi il certificato di guida viene cancellato ed è necessario rifare tutto da capo. La revoca scatta solo nei casi più gravi. Ad esempio se si guida con la patente sospesa o si commettono particolari infrazioni al codice della strada; per provvedimento dell'Autorità giudiziaria (come una condanna per omicidio stradale) o per mancanza dei "requisiti fisici o morali".

Oltre a chi non è più fisicamente in grado di guidare la patente viene tolta anche ai "delinquenti abituali" e a chi si macchia di determinati reati. Subisce la revoca del certificato di guida anche chi viene sorpreso alla guida ubriaco per la seconda volta in due anni o causa un incidente con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l. La revoca può durare un minimo di due anni e un massimo di 10 se a seguito "di incidente stradale con lesioni mortali". In quest'ultimo caso il termine può essere aumentato se viene accertata un'alterazione psicofisica provocata da alcol o stupefacenti. 

Togliere la patente a vita dunque non è un'opzione contemplata dal codice della strada (se escludiamo il venir meno dei requisiti fisici) e chi viene trovato al volante ubriaco o drogato può tornare a sedersi al posto di guida. A volte dopo pochi mesi, a volte - nei casi più gravi - dopo qualche anno. Se sia giusto o no lo lasciamo decidere a chi legge. 

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