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Domenica, 23 Giugno 2024
Sicurezza alimentare

"Spesso buono oltre": c'è un problema con la nuova etichetta sugli alimenti

La possibile novità desta qualche perplessità. Federalimentare: "La dicitura non può essere legalmente definita, crediamo che questo tipo di espressioni non dovrebbero essere richieste su base obbligatoria, ma solo volontaria". Incertezze sulla responsabilità degli operatori

C'è già il primo altolà, e arriva da chi quel cibo lo produce e lo mette sul mercato. Preoccupazioni più che legittime quelle di Federalimentare, che è contraria alla possibile nuova data di scadenza sugli alimenti con la dicitura "Spesso buono oltre". "Questa dicitura - si legge in una nota - non può essere legalmente definita, quindi crediamo che questo tipo di espressioni non dovrebbero essere richieste su base obbligatoria, ma solo volontaria". La proposta arriva dalla Commissione Ue e ha l'obbiettivo, meritevole, di ridurre lo spreco alimentare. Ogni anno decine di chili di cibo procapite, cibo ancora buono, finisce nella spazzatura.

Un parere che andrà ascoltato, quello di Federalimentare. Aderiscono alla fedrazione le associazioni nazionali di categoria dell'industria alimentare, nei fatti quasi 7.000 imprese produttive distribuite sull'intero territorio nazionale.

Si può comunicare ai consumatori la distinzione tra date di scadenza vincolanti e quelle più qualitative che si riferiscono non alla sicurezza del prodotto, ma alle qualità organolettiche? Secondo l’industria alimentare il problema della proposta europea non è tanto nel merito dell'obbiettivo di voler ridurre lo spreco alimentare, quanto nella scelta del metodo. Secondo gli imprenditori, espressioni come "spesso buono oltre" comportano incertezze relative alla responsabilità legale degli operatori del settore alimentare, con possibili conseguenze per l'integrità del marchio.

Coldiretti è più possibilista, ma avverte: "Eventuali aggiunte in etichetta che aiutino a fare scelte di acquisto consapevoli sono positive purché siano chiare e ben comprensibili. È importante infatti mantenere in etichetta il termine minimo di conservazione". C'è il rischio di creare confusione.

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