Giovedì, 21 Ottobre 2021
Digitalizzazione

Spid obbligatorio, cosa cambia dal 1 ottobre: rivoluzione Inps e Agenzia delle Entrate

Tutte le vecchie credenziali per accedere ai servizi digitali dei portali della pubblica amministrazione non saranno più operative e sarà necessario avere lo Spid o la Carta di identità elettronica. Le cose da sapere e cosa succede per professionisti e imprese

Dal primo ottobre lo Spid diventerà la chiave indispensabile per accedere ai servizi digitali dei portali della pubblica amministrazione. Una rivoluzione annunciata che ora diventerà effettiva, facendo piazza pulita di tutte le precedenti modalità di accesso che la maggior parte dei cittadini ha usato in questi anni. Per accedere ad esempio ai servizi online dell'Inps o dell'Agenzia delle Entrate, infatti, non sarà più possibile utilizzare le credenziali precedentemente in uso (come il Pin) ma bisognerà dotarsi di Spid, ossia il Sistema Pubblico di Identità Digitale. In alternativa, sarà possibile usare la Carta di Identità Elettronica (Cie) o la Carta nazionale dei servizi (Cns),che richiedono un apposito lettore. Tutte le altre credenziali non funzioneranno più.

Il cambiamento è stato stabilito dal decreto "Semplificazione e innovazione digitale", poi convertito in legge (la 120/2020), con nuove regole per la digitalizzazione dei servizi pubblici. Al 15 settembre 2021, secondo il report pubblicato sul portale Avanzamento Digitale dell'Agid (l'Agenzia per l'Italia digitale) in Italia sono state erogate 24.387.240 identità Spid.

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Tutto sullo Spid: cos'è, come averlo e come funziona

Lo Spid, che si compone di username e password, rappresenta l'identità digitale e personale di ogni cittadino, che viene così "riconosciuto" dalla Pubblica Amministrazione, per poter usare in maniera sicura e personalizzata tutti i servizi digitali che via via vengono offerti.

Possono richiedere lo Spid tutti i cittadini che hanno compiuto 18 anni. Per farlo è necessario avere un documento di riconoscimento italiano in corso di validità (ad esempio la carta di identità), la tessera sanitaria o il codice fiscale e un indirizzo email insieme a un numero di cellulare. Esistono diversi "identity provider" accreditati che forniscono lo Spid. Ognuno di loro offre diverse modalità di registrazione, a pagamento o gratuito. Basta scegliere quello che maggiormente si adatta alle proprie esigenze, ad esempio per il livello di sicurezza offerto (sono tre in tutto) oppure per la modalità di riconoscimento (di persona, via webcam, audio-video con bonifico, Cie, Cns o firma digitale), e seguire le indicazioni. Sul sito dell'Agid dedicato allo Spid si trova uno schema semplificato con tutti i gestori abilitati con un confronto tra le varie caratteristiche.

Una volta scelto l'identity provider, bisogna registrarsi sul sito del gestore. I passaggi da seguire sono tre:

  • Inserimento dei dati anagrafici
  • Creazione delle credenziali Spid
  • Riconoscimento

C'è anche la possibilità di creare lo Spid "dal vivo", andando in una delle pubbliche amministrazioni che svolgono gratuitamente le procedure di riconoscimento e possono rilasciare lo Spid (una di queste è Poste Italiane, che offre anche la possibilità di identificazione e registrare da casa).

Non solo Spid: cosa sono la Carta di identità elettronica e la Carta nazionale dei servizi

Lo Spid non è l'unico strumento per accedere ai servizi digitali della Pa. Sono validi infatti anche la Carta di identità elettronica e la Carta Nazionale dei servizi. La prima, simile alla nuova patente plastificata già in vigore ormai da diverso tempo, si può richiedere al proprio Comune di residenza alla scadenza della propria carta di identità oppure in seguito a smarrimento, furto o deterioramento. Ha un costo di 17,69 euro, oltre i diritti fissi e di segreteria, ove previsti, stabiliti da ciascun comune. La Carta Nazionale dei Servizi è un dispositivo dotato di chiavetta usb o smart card con un microchip che consente di accedere ai servizi digitali della Pa. Viene rilasciata dalle Camere di Commercio.

Cosa succede per professionisti e imprese

Le vecchie credenziali non saranno più operative per i cittadini, ma professionisti e imprese potranno continuare ad usarle ancora per qualche tempo. Per loro infatti valgono ancora le credenziali Entratel, Sister e Fisconline.

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