Spostamenti tra regioni dal 3 giugno, il "dettaglio" che spinge verso la riapertura totale

Fontana ottimista: "Lombardi liberi di circolare in tutta Italia". Il rebus delle riaperture dei confini regionali può avere una prima risposta nelle prossime ore con i dati dei monitoraggi, ma la decisione slitterà ancora e c'è una contraddizione che non potrà essere ignorata

C'è ancora un grosso punto di domanda sulla possibile riapertura agli spostamenti tra regioni dal 3 giugno prossimo. Il rebus delle riaperture dei confini regionali può avere una prima importante risposta nelle prossime ore con i dati dei monitoraggi sull'andamento epidemiologico. Il report (21 sono gli indicatori 'sorvegliati speciali') ci consegnerà l'istantanea dei contagi della seconda settimana dopo le prime riaperture del 4 maggio e in parte anche di quelli legati al 18 maggio, data di ripartenza per molte attività commerciali. I dati elaborati dal ministero della Salute e dall'Istituto superiore di sanità (Iss) saranno la bussola del governo, chiamato a una decisione difficile: riaprire o no anche le regioni del Nord in cui i numeri dei contagi non sono ancora scesi come si auspicava?

Spostamenti tra regioni, le due ipotesi e la grande paura: "E' troppo presto"

E' ottimista il governatore Attilio Fontana: “In Lombardia i dati dei contagi da Coronavirus sono tutti estremamente positivi. Sono in miglioramento rispetto alle precedenti stime”. Fontana nel tardo pomeriggio di ieri decide di giocare d’anticipo, e in diretta Facebook si dice “convinto che dal 3 giugno i lombardi saranno liberi di circolare in tutta Italia”. E' possibile che non sia oggi il giorno decisivo. Gli esperti potrebbero prendersi altre 24-36 ore per valutare altri numeri, e l'ultima parola del governo potrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha più volte ribadito che R0 (l'indice di contagio)  "è molto importante ma non è un solo criterio a definire l'intero spettro del monitoraggio, e solo sulla base della ponderazione complessiva di tutti i 21 criteri indicati i presidenti di regione possono decidere misure di restrizione ulteriori".

Spostamenti tra Regioni dal 3 giugno 2020: perché la riapertura è probabile

La sensazione di molti è che si vada verso la riapertura degli spostamenti tra regioni, senza limitazioni ulteriori. Sullo sfondo c'è infatti una contraddizione che non potrà essere ignorata. Dal 3 giugno si rischia addirittura una disparità di trattamento tra chi sta in Italia e chi arriva dall’estero, turisti compresi: il decreto in vigore infatti non impone a partire dal 3 giugno nessuna misura di sorveglianza per chi arriva dai Paesi dell’area Schengen e soprattutto non prevede alcuna limitazione di spostamento. L'ipotesi di poter avere parallelamente un’apertura ritardata di una o due settimane in alcune regioni appare quindi complicata. 

Se questa disposizione non sarà modificata, osserva il Corriere della Sera, è strano che l’esecutivo possa limitare gli spostamenti interni soltanto per gli italiani. Anche perché la scelta di impedire gli ingressi dall’estero appare impensabile, "soprattutto dopo gli impegni presi dal titolare della Farnesina Luigi Di Maio con gli altri governi e le insistenze dell’Italia a garantire la libera circolazione".

Il professor Carlo Signorelli, docente di Igiene e Sanità pubblica all’Università Vita e Salute San Raffaele di Milano e all’Università di Parma, durante la diretta Facebook dalla regione Lombardia di ieri inviatava all'ottimismo: "Non esiste solo l’indicatore ‘RT’ per stabilire se una ragione è più o meno a rischio. L’algoritmo su cui si basa l’ISS fa riferimento a 21 valori che esaminano i singoli aspetti di questa malattia. E più che ai dati della singola giornata è necessario fare attenzione ai trend che, in Lombardia, sono in diminuzione. Calano i ricoverati in terapia intensiva e negli ospedalI e tutto lascia intendere che possiamo guardare avanti con moderato ottimismo. È importante -continua Signorelli - sottolineare un altro segnale: in Lombardia, dove c’è una centrale unica per le chiamate di emergenza urgenza, nelle ultime settimane si è tornati, per le urgenze di tipo respiratorio, ai livelli antecedenti il Covid".

L'obiettivo in sostanza è aprire "tutto" dal 3 giugno, e tutto spinge in quella direzione: ma al momento non si può escludere un rinvio di una ulteriore settimana.

Spostamenti tra Regioni dal 3 giugno: l'ottimismo dell'esperto

Favorevole agli spostamenti Zeno Bisoffi, professore associato all’Università di Verona, è direttore del dipartimento malattie infettive nell’Irccs Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. A Quotidiano.net spiega: "Ho un atteggiamento molto meno rigido rispetto alle indicazioni che ci sono state finora riguardo i trasferimenti da una regione all’altra. Del resto, il rischio che corro o faccio correre a un’altra persona, se dalla provincia di Verona mi sposto alla provincia di Trento, che è un’altra regione, sostanzialmente è identico a quello che corro o faccio correre se mi sposto a Vicenza o Padova, che sono all’interno della mia regione. Questi confini generalizzati mi hanno sempre destato qualche perplessità. Ora, mi pare che andiamo verso il superamento di questo criterio, dopo il 2 giugno dovrebbero cadere i vincoli regionali, e credo che questa sia sicuramente una buona cosa".

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"Il punto non sono tanto gli spostamenti quanto i comportamenti. Vai in un’altra regione? Osserva le norme e tutto andrà bene. Lo dico anche per l’economia, io credo che ormai si possa andare serenamente in vacanza. Chiaramente non sarà lo stesso modo di andare in ferie dell’anno scorso".

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