Giovedì, 4 Marzo 2021
Le misure del governo

"Vi spiego perché il divieto di spostamento tra comuni a Natale va mantenuto"

Il premier Giuseppe Conte ha aperto uno spiraglio sulla possibilità di spostarsi nei giorni di festa. Andrea Crisanti: "Dovevano pensarci prima, ma è una questione di responsabilità delle persone"

Il premier Giuseppe Conte, foto Ansa

Le regole che vietano di spostarsi anche tra comuni nei giorni di festa sono state introdotte per evitare che i festeggiamenti possano far impennare la curva dei contagi: il pericolo di una terza ondata è dietro l'angolo. Ma sono troppo rigide? Allo stato attuale le restrizioni agli spostamenti tra regioni e comuni inserite nel decreto legge 2 dicembre n. 158 e nel Dpcm 3 dicembre prevedono che:

  • dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 saranno vietati gli spostamenti tra regioni diverse;
  • il 25 e il 26 dicembre 2020 e il primo gennaio 2021 saranno vietati anche gli spostamenti tra comuni diversi (salvo che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute);
  • sarà sempre possibile, anche dal 21 dicembre al 6 gennaio, rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Spostamenti tra comuni a Natale: "Perché il divieto va mantenuto"

Il tema è da giorni al centro della discussione all'interno del governo. Le regole sugli spostamenti tra comuni vietati nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno cambieranno? In queste ore si valutano un emendamento al decreto legge e il limite provinciale (o per chilometri o per abitanti), ma il governo su questo è diviso, soprattutto perché nella maggioranza c'è un'ala "rigorista" che vorrebbe a tutti i costi mantenere i divieti fissati dal Dpcm 3 dicembre e dal decreto legge 2 dicembre n. 158. Nulla al momento è ancora deciso, ma il governo guidato da Giuseppe Conte si trova a dover fronteggiare le pressioni che arrivano dalle regioni, dall'unione delle province e anche da esponenti della maggioranza.

"Sì a deroghe agli spostamenti fra piccoli comuni, ma il Parlamento se ne assuma la responsabilità"

Il premier Giuseppe Conte ha aperto uno spiraglio sulla possibilità di spostarsi da un comune all'altro a Natale, Santo Stefano e Capodanno: "Se il Parlamento, assumendosene tutta la responsabilità, vuole introdurre eccezioni sui comuni più piccoli, in un raggio chilometrico contenuto, torneremo su questo punto. Ovviamente il Parlamento è sovrano. Ma serve grande cautela in qualsiasi eccezione". Conte, in conferenza stampa da Bruxelles al termine del Consiglio europeo, ha riconosciuto che il limite agli spostamenti tra comuni durante le festività "crea un problema oggettivo, perché è chiaro che chi è in un grande comune e ha anche la fortuna di avere parenti ha la possibilità di muoversi e pranzare insieme, mentre chi vive in paesini più piccoli può avere difficoltà".

"Per coerenza il governo deve mantenere il divieto di spostamento"

Sulla possibilità di rivedere il divieto di spostamento fra i comuni nei giorni clou delle feste natalizie, il professor Andrea Crisanti, intervenuto oggi a "Un giorno da pecora" su Rai Radio 1, ha detto la sua: "Non penso che ci sia da essere d'accordo o contrari perché nessuno sa quale sarà l'impatto. Ma io sono contrario, solo perché il governo aveva già deciso che questo era un divieto e per coerenza doveva mantenerlo. Oppure ci dovevano pensare prima". Il divieto in questione pensato in chiave di contenimento del rischio di Covid-19 "era concepito male dall'inizio - osserva l'esperto dell'università di Padova - perché ci sono tanti comuni in Italia uno vicino all'altro, e ci sono parenti e amici che magari stanno a dieci chilometri di distanza".

Ora, si chiede Crisanti, "che differenza fanno due giorni, in mezzo a tutta questa situazione di adesso, se ora si può andare ognuno dove gli pare? Io penso che sia una questione di responsabilità delle persone. Se le persone non capiscono che devono stare attente ed evitare assembramenti, e che la convivialità e il mangiare assieme è uno dei rischi più elevati, non c'è niente che li ferma". Il problema, infatti, "è non mischiare più nuclei familiari - puntualizza Crisanti -. Se uno stesso gruppo familiare è composto di 8 persone che hanno sempre vissuto insieme, non aumenta il rischio. Se uno fa una cena con 8 persone da 3 famiglie diverse è molto più a rischio. Contano i nuclei familiari".

"In alcuni contesti ci sono comuni che sono distanziati da strisce pedonali come confini. Sono però consapevole che gli italiani, almeno stando ai sondaggi, per la grande maggioranza dicono di accettare queste misure disposte dal Dpcm. Io tenderei a rimanere su un principio di precauzione", ha detto oggi Davide Crippa, capogruppo del M5s alla Camera, ai microfoni di Radio Cusano Campus, parlando della possibilità di spostamenti tra piccoli comuni.

"Permettiamo alle famiglie di stare insieme a Natale"

All'interno del governo ha preso posizione pubblicamente anche Luigi Di Maio. "Ritengo che sia assurdo non permettere ai familiari che abitano in piccoli Comuni limitrofi di trascorrere il Natale e il Capodanno insieme. Lo dico per una questione logica. Ci sono grandi città da milioni di persone con una densità molto vasta dove è possibile spostarsi liberamente, mentre tra piccoli Comuni di poche migliaia di persone non è permesso", ha scritto il ministro degli Esteri in un post su Facebook. "Questo è un problema che va risolto e mi auguro che tutte le forze di maggioranza siano d'accordo nel trovare una soluzione".

"Sarà già un Natale diverso rispetto agli altri, dove tutti avremo tante limitazioni e dovremo fare ancora più attenzione del solito per evitare la diffusione del virus, ma almeno dove possibile permettiamo alle famiglie di stare insieme – ha scritto ancora Di Maio -. Naturalmente tutti i cittadini dovranno agire tenendo bene a mente che se non rispettiamo le norme anti Covid, quindi mascherina e distanziamento, il rischio di una terza ondata poi diventa concreto". "Ma con senso civico e responsabilità riusciremo a trascorrere le feste insieme ai nostri cari – ha concluso -. Tante persone, anche senza imposizioni o obblighi di legge, scelgono ogni giorno, in tanti piccoli gesti quotidiani, di essere prudenti e rispettosi. A loro va il mio grazie".

Chi vuole mantenere il divieto di spostamenti tra comuni a Natale

Rimane invece improntata alla massima prudenza la posizione del ministro della Salute, Roberto Speranza. "Ho molto rispetto per il dibattito parlamentare, da qui a Natale ci sono due settimane, e ancora un pezzo di discussione, ma per me le norme approvate dal governo sono giuste", ha detto nella puntata di Porta a Porta di ieri sera. "Mi piacerebbe dire che è tutto finito ma purtroppo non è così - ha sottolineato Speranza - e il numero più drammatico è quello dei decessi, oggi 887. Non possiamo assuefarci a questi numeri, perché dietro ognuna di quelle persone c'è una vita, parenti che piangono e tanto dolore. Abbiamo chiesto ancora pazienza e sacrifici agli italiani anche per questo Natale".

"L'estate è persino meno rischiosa del Natale"

Con i colori delle varie regioni "stiamo concedendo spazi di libertà", e dobbiamo "riuscire a reggere in queste due settimane molto insidiose. io sono spaventato anche dall'esperienza dell'estate perché tanti hanno pensato purtroppo che la partita fosse vinta e che il Covid fosse finito. Poi abbiamo visto quello che è successo. E l'estate è persino meno rischiosa del Natale, perché, per motivi climatici, tradizionalmente si sta molto all'aperto e il contagio è più difficile. Invece durante le vacanze di Natale è chiaro che si tende a stare nei luoghi chiusi, spesso anche con difficoltà ad areare per motivi di temperature basse. Dunque abbiamo veramente la necessità di tenere il punto".

"Meglio una chiusura, abbiamo ancora troppi morti"

Anche Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, è contrario all'ipotesi di rivedere le norme sugli spostamenti tra comuni a Natale previsti da decreto e Dpcm. "Oggi dico che è meglio una chiusura. Ieri abbiamo avuto oltre 800 morti, abbiamo 60mila morti, forse arriveremo a 100mila. Dobbiamo resistere, cosa ci costa resistere altre due settimane? Nel governo non c'è una marcia indietro, c’è una valutazione. Ma ritengo che ora sia sconsigliabile allentare le misure", ha detto a Omnibus, su La7.

I 3 motivi per cui è sconsigliabile aprire gli spostamenti tra comuni

Sileri ha spiegato perché secondo lui è sconsigliabile aprire gli spostamenti tra comuni vicini: "Il 26 novembre negli Stati Uniti c’è stato il Giorno del Ringraziamento, i numeri dimostrano che negli Usa c’è una ripresa del contagio. La rigidità nel periodo natalizio è necessaria per ridurre il rischio di una terza ondata. Nel momento in cui aumentano i contatti, è inevitabile che aumentino i contagi e i morti. Fa male scrivere un Dpcm rigido, non c’è dubbio, ma è necessario per ridurre i rischi di una terza ondata. Secondo punto: c’è un numero troppo alto di decessi. Terzo punto: gli ospedali non possono concentrarci esclusivamente sul covid, ci sono altre patologie. Bisogna resistere nell’ultimo miglio di una maratona, arriverà il vaccino e poi la strada sarà in discesa. Le misure sono rigide ma bisogna resistere. Cosa ci costa resistere altre 2 settimane? Abbiamo 60mila morti, forse arriveremo a 100mila. Abbiamo malati di cancro che hanno difficoltà a fare una Tac. Ma cosa ci costa resistere altre due settimane?", si è domandato.

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