Giovedì, 4 Marzo 2021

Il decreto per gli spostamenti tra regioni dal 15 febbraio e la scappatoia per muoversi per pochi giorni senza una legge

Il governo Draghi deve varare un provvedimento per prolungare il blocco ma i tempi sono stretti. L'esecutivo di Conte e Speranza lo farebbe solo su richiesta e con l'approvazione esplicita della nuova maggioranza. L'alternativa è che per qualche tempo siano "liberi tutti"

Ci vuole un decreto legge per prorogare il divieto di spostamento tra regioni dopo il 15 febbraio mentre 17 tra regioni e province sono in zona gialla e il resto dell'Italia in zona arancione. Ma al momento c'è un problema: i tempi dell'insediamento del nuovo governo Draghi non sono stati ancora definiti e anche se il nuovo esecutivo avrebbe i pieni poteri per varare il provvedimento dopo il suo insediamento c'è l'ipotesi che a muoversi siano Giuseppe Conte e Roberto Speranza. 

EDIT: "Il presidente non ci ha detto come intende comportarsi sui dpcm in scadenza, noi abbiamo posto il problema di quelli in scadenza e il presidente ci ha tenuto a dire che quello è ancora materia del governo in carica, com'è corretto che sia: non ci piace, ma un governo in carica c'è". Lo dice Giorgia Meloni, leader di Fdi, rispondendo a una domanda sulle misure Covid, dopo le consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi.

Un decreto legge per gli spostamenti tra regioni dal 15 febbraio?

Un passo indietro: ieri abbiamo spiegato che per decidere sulla scadenza del Dpcm, del decreto e sui territori in zona rossa, arancione e gialla il nuovo governo deve giurare entro giovedì. Venerdì 12 febbraio infatti è il giorno del nuovo report del ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità che in questi mesi è stato alla base delle ordinanze del ministro Speranza per portare le regioni in zona gialla, arancione e rossa. Venerdì scorso Speranza non ha varato nessuna ordinanza, lasciando così la Sardegna transitare da zona arancione a zona gialla semplicemente lasciando scadere il provvedimento di due settimane prima. Se il monitoraggio della situazione dell'emergenza coronavirus nei territori non porterà alla luce criticità, il nuovo ministro della Salute (a patto che abbia già giurato da Mattarella, altrimenti la decisione verrà presa da Speranza) potrebbe semplicemente non fare nulla. Ma se invece ci saranno regioni che dovranno essere spostate di zona in base ai nuovi parametri, allora dovrà essere varata una nuova ordinanza. Il calendario delle decisioni da prendere da parte del governo Draghi prevede: 

  • il 12 febbraio l'arrivo del nuovo monitoraggio dell'Iss sui parametri che portano le regioni in zona gialla, arancione e rossa;
  • il 12 o il 13 febbraio l'ordinanza del (nuovo?) ministro della Salute; 
  • il 15 febbraio la riapertura degli impianti di sci (salvo nuova proroga del divieto);
  • il 15 febbraio la scadenza del divieto di spostamento tra regioni; 
  • tra il 22 e il 28 febbraio l'avvio del confronto con le regioni sul nuovo Dpcm;
  • il 5 marzo la scadenza del Dpcm  che dispone il coprifuoco dalle 22 alle 5, la chiusura serale di bar e ristoranti, palestre e piscine, cinema e teatro, che dovrà quindi essere rinnovato.

Ora però c'è un problema di tempi. Il Fatto Quotidiano spiega oggi che l'attuale ministro della Salute (che è in corsa per vedersi confermato al suo posto) avrebbe già varato la proroga (che però non spetta a lui, ma all'intero governo) visto che ci sono di nuovo segnali di sovraccarico negli ospedali e la circolazione delle varianti in alcune regioni potrebbe deflagrare da un momento all'altro portando tutta l'Italia di nuovo in zona rossa. Ma il governo uscente, secondo il parere di Conte, non ritiene che sia giusto varare un provvedimento che limita la libertà di circolazione dei cittadini da dimissionario. 

Il governo Draghi ha un problema: Salvini ministro

Chi varerà il decreto legge per bloccare gli spostamenti tra regioni

Ma, spiega l'articolo, secondo fonti di Palazzo Chigi Giuseppe Conte potrebbe invece emanare il provvedimento se glielo chiedesse Mario Draghi e con il consenso palese della maggioranza che sosterrà il nuovo governo. Altrimenti potrebbe passare qualche giorno tra la "liberazione" e la nuova stretta. Ed è inutile sottolineare che in questo caso si scatenerebbe una corsa a spostarsi tra regioni esattamente come è successo con i tre giorni concessi prima del Decreto Natale. 

L'eventuale nuovo divieto – sempre fatti salvi motivi di lavoro, salute, necessità e rientro anche nelle seconde case – riguarda le regioni gialle, mentre per quelle arancioni (o rosse, ma al momento non ce ne sono) rimarrebbe fino al 5 marzo in forza del Dpcm del 14 gennaio.

Servirebbe una nuova normativa, secondo diversi esperti, anche per la riapertura degli impianti da sci, possibile dal 15 febbraio in base alle linee guida già approvate dalla Conferenza delle Regioni e validate dal Comitato tecnico scientifico. Anche per palestre e piscine c’è un protocollo validato dal Cts, ma la scadenza è il 5 marzo, come per cinema e teatri. In una nota inviata alla Conferenza delle Regioni il ministro degli Affari Regionali e le Autonomie Francesco Boccia ha confermato che la decisione dovrà essere presa dal nuovo governo: "II 15 febbraio scade il divieto tra le regioni, sarà il nuovo governo a fare una valutazione, sulla base del quadro epidemiologico, sulla mobilità tra le regioni nelle diverse fasce e in particolar modo in fascia gialla, anche perché - conclude il ministro - eventuali misure limitative necessitano di un apposito decreto". Ma il Giornale scrive oggi che se il nuovo incaricato Mario Draghi non avrà ancora finito l'iter parlamentare per il 15 febbraio (serviranno almeno un paio di giorni in più) il vuoto normativo rimane inammissibile.

E un «liberi tutti» viene ritenuto inaccettabile sia da voci autorevoli del ministero della Salute sia all'interno del Cts che sarebbe favorevole ad una interpretazione più ampia di «affari correnti» visto che attualmente esiste un'emergenza sanitaria nazionale da non trascurare neppure per un periodo brevissimo.

Oggi il nodo confini, con ogni probabilità verrà affrontato anche nella riunione straordinaria della Conferenza Stato-Regioni convocato d'urgenza per definire in modo univoco il piano vaccinale nella fase due. 

Le regole per aprire palestre e piscine (dal 6 marzo?)

EDIT: In questo periodo "siamo sulla lama di un rasoio che potrebbe farci precipitare nel peggio, bisogna assolutamente prorogare il blocco degli spostamenti tra regioni". Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il virologo Fabrizio Pregliasco, Direttore sanitario IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano. Nei prossimi giorni dovrebbero riaprire anche gli impianti sciistici. "Si ma c'e' un rischio riapertura piste da sci, fosse per me non le riaprirei. Non ho paura della problematica riguarda lo sci in senso stretto, il guaio e' quel che c'e' intorno. Un po' come a scuola. Servirebbe almeno contingentare le presenza, tenendo sempre presente che e' necessario limitare i contatti". Come valuta i dati sull'efficacia del vaccino AstraZeneca? "Dai dati sembra proteggere molto meno sulle forme leggere ma pare ottima sulle forme piu' gravi". Lei sarebbe disponibile a fare il ministro della Salute, nel caso glielo chiedessero? "Chi lo sa - ha risposto Pregliasco a Un Giorno da Pecora -, ma non credo che si ponga il problema" .

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