Mercoledì, 3 Marzo 2021
Le regole

Quando sono possibili gli spostamenti tra regioni evitando la multa

Il divieto di mobilità fino al 15 febbraio, con alcune eccezioni, e la novità delle seconde case (anche in affitto) introdotta nell'ultimo Dpcm

Gli spostamenti tra regioni sono vietati fino a lunedì 15 febbraio, a prescindere dai diversi colori dei territori in base al rischio epidemiologico, secondo le nuove indicazioni del Dpcm 14 gennaio 2021 che si applicano fino al 5 marzo. Ci sono tuttavia alcune eccezioni, a cominciare da quelle che già conosciamo da mesi: gli spostamenti tra regioni sono consentiti per motivi di lavoro, salute o necessità, o per rientrare presso il proprio domicilio o residenza. E a questo proposito il governo chiarisce cosa si intende con i termini "domicilio", "residenza" e "abitazione".

  • Residenza. La residenza è definita giuridicamente come il luogo in cui la persona ha la dimora abituale. La residenza risulta dai registri anagrafici ed è quindi conoscibile in modo preciso e verificabile in ogni momento;
  • Domicilio. Il domicilio è definito giuridicamente come il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. Il domicilio può essere diverso dalla propria residenza;
  • Abitazione. Il concetto di abitazione non ha una precisa definizione tecnico-giuridica. Ai fini dell’applicazione del dpcm, dunque, l’abitazione va individuata come il luogo dove si abita di fatto, con una certa continuità e stabilità (quindi per periodi continuativi, anche se limitati, durante l’anno) o con abituale periodicità e frequenza (per esempio in alcuni giorni della settimana per motivi di lavoro, di studio o per altre esigenze), tuttavia sempre con esclusione delle seconde case utilizzate per le vacanze. Per fare un ulteriore esempio, le persone che per motivi di lavoro vivono in un luogo diverso da quello del proprio coniuge o partner, ma che si riuniscono ad esso con regolare frequenza e periodicità nella stessa abitazione, possono spostarsi per ricongiungersi nella stessa abitazione in cui sono soliti ritrovarsi.

Spostamenti tra regioni: quando sono possibili senza prendere una multa

C'è poi l'importante novità delle seconde case (anche in affitto) introdotta nell'ultimo Dpcm. Fino al 15 febbraio si può andare nelle seconde case fuori regione di proprietà o in affitto a lungo termine, ma solo con il proprio nucleo familare convivente. Per tutte le altre motivazioni, come detto, sono vietati i viaggi fuori regione, a meno non ci siano motivi di lavoro, di salute o di necessità. La differenza più importante rispetto alle norme anti coronavirus valide nel periodo natalizio non si evince direttamente dal testo dell'ultimo decreto, ma arriva da un'interpretazione fornita da palazzo Chigi e riguarda proprio le seconde case: è consentito recarsi nelle seconde case fuori regione con il proprio nucleo familiare, a prescindere dal colore delle regioni. Per seconde case si intendono case di proprietà, ma anche case in affitto di lungo periodo. Rimangono escluse le case prese in affitto per una vacanza breve o soltanto per il fine settimana.

A parte la deroga per le seconde case fuori regione, fino a lunedì 15 febbraio non sono consentiti gli spostamenti fra regioni, anche gialle. In zona gialla ci si può spostare in tutta la regione, mentre in zona arancione e rossa solo nell’ambito del proprio comune. Gli spostamenti restano consentiti solo dalle 5 alle 22, perché dalle 22 alle 5 del mattino successivo scatta il coprifuoco notturno e ci si può spostare solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È permesso fare una visita al giorno ad amici o parenti, massimo in due persone, accompagnate da minori di 14 anni e da disabili conviventi: queste visite sono consentite in ambito regionale nelle regioni gialle, in ambito comunale in quelle arancioni e rosse. E ancora: per gli spostamenti resta in vigore la regola per i piccoli comuni al di sotto dei 5mila abitanti, che si possono spostare in un raggio di trenta chilometri, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

L'autocertificazione per gli spostamenti

Il modulo di autocertificazione non potrà essere accantonato almeno fino al 15 febbraio. È preferibile stamparlo, ma non è affatto obbligatorio. Chi non ha una stampante può scrivere l’autocertificazione a mano, seguendo il modello. Inoltre in caso di controllo delle forze dell’ordine se ne può compilare una al momento: saranno poi loro a verificare eventualmente la correttezza di quanto dichiarato in fase di controllo.

Qui per scaricare il modulo di autocertificazione

Nel nuovo decreto approvato dal Consiglio dei ministri, infatti, sono stati prorogati diversi divieti sugli spostamenti che necessitano la giustificazione tramite l’apposito modulo. Inoltre, la suddivisione delle regioni in zona gialla, arancione e rossa, il blocco degli spostamenti tra regioni fino al 15 febbraio e la conferma del coprifuoco dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, sono tutte misure che prevedono la compilazione del modulo di autocertificazione qualora dovesse avvenire uno spostamento. I cittadini sono tenuti a portare con sé un modulo di autocertificazione anzitutto nel momento in cui devono spostarsi tra una regione e un’altra: il decreto, infatti, ha prorogato il divieto di spostamento tra regioni fino al 15 febbraio, fatta eccezione per i motivi di lavoro, salute o necessità, o per rientrare presso il proprio domicilio o residenza.

Sulla base dell'ultima classificazione basata sui parametri del contagio, le zone rosse sono Bolzano, Lombardia e Sicilia. Passano in area arancione Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D'Aosta, mentre restano in questa fascia Calabria, Emilia-Romagna e Veneto. Sono infine solo cinque le regioni, oltre a una provincia autonoma, a restare nella zona gialla rafforzata: Molise, Basilicata, Campania, Sardegna, Toscana e provincia autonoma di Trento.

Chi vive in zona gialla ha bisogno dell’autocertificazione per spostarsi dopo il coprifuoco che scatta alle 22 e dura fino alle 5 del mattino. Diverso il discorso per chi vive in zona arancione: in quel caso il modulo serve solo per muoversi dal proprio comune (oltre che per chi si sposta in orario di coprifuoco), e lo si può fare per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute e urgenza. Sono più stringenti le regole in zona rossa: qui infatti il modulo di autocertificazione serve anche per muoversi durante la giornata all’interno del proprio comune, ma può essere chiesto anche a chi entra ed esce dalla propria città e/o regione per comprovate esigenze lavorative, per motivi di salute e per altri motivi ammessi dalle vigenti normative. In sintesi quando ci si trova in zona rossa l’autocertificazione in teoria è sempre richiesta: l’autocertificazione deve comprovare che ci si sta spostando per ragioni di necessità, lavoro o salute.

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