Coronavirus, l'Iss avverte: "Per muoversi tra regioni serve numero di contagi più basso"

Se la curva del contagio sta calando il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, ricorda come non sia questo il momento di allentare le misure di sicurezza: "Capire la capacità del sistema di controllare gli scostamenti della curva"

Per ripristinare la mobilità fra Regioni sarà necessario un numero di nuovi casi ridotto ancora di più rispetto a oggi. A dirlo il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, in conferenza stampa su Covid-19 in cui ha chiarito alcuni aspetti dell'ormai noto valore Rt, l'indice di contagiosità, che sarà uno dei parametri per decidere in merito alla riapertura delle Regioni. Come spiegato dal Ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia non verranno infatti riaperti i confini con le regioni ad alto rischio

"L'indice di contagiosità cambia su base settimanale - ha precisato Brusaferro - è un valore importante per capire la capacità del sistema di controllare gli scostamenti della curva epidemica". Curva che "sta calando, più o meno rispetto al punto di partenza delle varie Regioni".

L'indice di contagio Rt "oscilla molto" a seconda delle aree, ma si mantiene sotto il valore di 1 in tutte le Regioni italiane, tranne che in Val d'Aosta, dove è pari a 1,06. Ma non ci sono allarmi.  "In alcune regioni il numero di casi è ancora elevato denotando una situazione complessa, ma in fase di controllo. In altre il numero di casi è molto limitato. Non si registrano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri sul territorio nazionale, e si osservano livelli di resilienza in miglioramento"

Quella che viene ribadita è l'importanza di incrementare la capacità di intercettare precocemente eventuali focolai. "È la chiave di lettura di questa e delle prossime settimane- sottolinea Brusaferro - Non possiamo escludere un aumento, ma è legato alla capacità di intercettare i casi, e questo è soprattutto vero dove i casi sono pochi".

Perché quindi l'indice oscilla tanto? Bastano pochissimi casi in un'area dove il virus circola poco per far salire questo valore. Ecco dunque le stime aggiornate di Rt regione per regione:

Abruzzo 0,86, Basilicata 0,63, Calabria 0,17, Emilia Romagna 0,49, Campania 0,45, Friuli Venezia Giulia 0,63, Lazio 0,71, Liguria 0,52, Lombardia 0,51, Marche 0,48, Molise 0,51, Piemonte 0,39, Bolzano 0,45, Trento 0,77, Puglia 0,56, Sardegna 0,27, Sicilia 0,69, Toscana 0,59, Umbria 0,53, Valle d'Aosta 1,06, Veneto 0,56.

L'indice di contagio non è una pagella, non è un giudizio, ma un sistema di attenzione che aiuta il livello locale a intervenire rapidamente. "Serve per continuare a garantirci quei gradi di libertà faticosamente conquistati - spiega Brusaferro - L'uso di questo strumento deve essere uno dei navigatori. E i dati che abbiamo oggi sono dati buoni un po' per tutto il Paese".

"Il virus circola, ma i focolai si sono numericamente ridotti"

Ovviamente "abbiamo un'Italia a più velocità e il livello di ripartenza è diverso se si parte da zero casi o da un centinaio o un migliaio di casi", ha osservato Brusaferro che ha invece sottolineato come la curva epidemica mostra chiaramente il calo dei contagi e come il coronavirus colpisca in prevalenza persone anziane, prevalentemente donne (benché sia più letale tra gli uomini, ndr). "Tanto più andremo verso un numero di casi limitato - ha aggiunto - tanto più la segnalazione dei casi diventerà sensibile per intercettare precocemente scostamenti, e questo è veramente un bene".

In questo contesto il governo sta ragionando per togliere la limitazione agli spostamenti tra regioni che hanno lo stessa situazione epidemiologica: in sostanza, nelle regioni con un basso numero di contagi potrebbe non essere consentito l'ingresso a persone che provengono da regioni con un maggior numero di casi.

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Per avere un quadro chiaro sulle aperture dei confini interregionali, dovremo però attendere il report di venerdì 29 maggio. Ventuno i parametri che le singole regioni devono comunicare al ministero della Salute. Anche se, come abbiamo visto, ad oggi il monitoraggio rimane alquanto incompleto. 

Ripartenza al buio: perché il monitoraggio previsto dal governo non funziona 

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