Sabato, 15 Maggio 2021
C'è l'intesa

L'azienda italiana che produrrà Sputnik, il vaccino russo anti covid

Si tratta della prima firma di un accordo del genere in Europa, mentre si attende l'autorizzazione dell'Ema (l'agenzia europea per i medicinali)

C'è l'accordo e si tratta della prima firma di un patto del genere a livello europeo. Il primo luogo di produzione in Europa di Sputnik V, il vaccino russo anti covid, potrebbe essere in Italia, in Lombardia. L'intesa è stata raggiunta tra Adienne Pharma&Biotech, azienda farmaceutica con sede principale a Lugano, in Svizzera, e il fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif), che ha la titolarità del brevetto del vaccino realizzato dall'istituto di ricerche russo Gamaleya, di proprietà dello Stato. La stipula dell'accordo viene riferita dalla Camera di commercio italo-russa e prevede la produzione del vaccino Sputnik V presso la società italiana Adienne Srl di Caponago (in provincia di Monza e Brianza), parte della holding svizzera. Secondo quanto riportato, la produzione del vaccino in Lombardia dovrebbe essere avviata nel mese di luglio 2021.

Quando arriva Sputnik V? C'è ancora da attendere per l'ingresso nel mercato europeo. Il comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Ema ha avviato il 4 marzo 2021 la rolling review (revisione ciclica) di Sputnik V (Gam-Covid-Vac), un vaccino anti Covid-19 sviluppato dal Centro nazionale russo di ricerca epidemiologica e microbiologica Gamaleya. Secondo l'Agenzia italiana del farmaco, "l'Ema valuterà inoltre se Sputnik V rispetta gli usuali standard di efficacia, sicurezza e qualità dell'Ue. Sebbene non sia possibile prevedere la tempistica complessiva - dicono - la procedura dovrebbe essere più breve rispetto a quella ordinaria, grazie al lavoro già svolto durante la revisione ciclica". La rolling review è uno strumento regolatorio di cui l'Ema si serve per accelerare la valutazione di un medicinale o vaccino promettenti durante un'emergenza sanitaria pubblica.

Sputnik V potrebbe essere decisivo per far decollare la campagna vaccinale partita a rilento. Certo è che il vaccino russo funziona, secondo i risultati preliminari di uno studio di fase 3 pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista specializzata The Lancet e accolto come un'ottima notizia dalla comunità scientifica internazionale. Il vaccino russo, somministrato in due dosi a ventuno giorni di distanza l'una dall'altra, ha dimostrato di avere un'efficacia del 91,6% contro Covid-19. L'effetto protettivo non è statisticamente diverso per gli over 60 rispetto al gruppo 18-60 anni e il profilo di sicurezza è alto, con la maggior parte (94%) degli effetti avversi che si presenta in forma lieve.

Lo studio è stato condotto su quasi ventimila partecipanti. Anche se gli autori precisano che sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere l'efficacia del vaccino sui pazienti asintomatici e sulla trasmissione del virus, secondo questo importante studio il farmaco russo è sicuro ed ha un'efficacia maggiore dei farmaci sviluppati da AstraZeneca (60%) e Johnson&Johnson (66%).

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