Domenica, 7 Marzo 2021
Lo zar ci salverà?

Sputnik ora "attrae" anche l'Italia: cosa sappiamo sul vaccino di Putin

L'Unione europea vorrebbe contribuire a produrre il farmaco presentato direttamente dal presidente russo. "Ben venga", dicono diversi esperti italiani dopo i risultati sull'efficacia pubblicati sulla rivista The Lancet. Ma bisogna attendere le valutazioni dell'Ema

Il vaccino russo Sputnik V. EPA/JUAN CARLOS TORREJON via ANSA

Sputnik V funziona? Sì, secondo i risultati preliminari di uno studio di fase 3 pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista "The Lancet" e accolto come un'ottima notizia dalla comunità scientifica internazionale. Il vaccino russo, somministrato in due dosi a ventuno giorni di distanza l'una dall'altra, ha dimostrato di avere un'efficacia del 91,6% contro Covid-19. L'effetto protettivo non è statisticamente diverso per gli over 60 rispetto al gruppo 18-60 anni e il profilo di sicurezza è alto, con la maggior parte (94%) degli effetti avversi che si presenta in forma lieve. Lo studio è stato condotto su quasi ventimila partecipanti.

Anche se gli autori precisano che sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere l'efficacia del vaccino sui pazienti asintomatici e sulla trasmissione del virus, secondo questo importante studio il farmaco russo è sicuro ed ha un'efficacia maggiore dei farmaci sviluppati da AstraZeneca (60%) e Johnson&Johnson (66%). Il problema è che l'Ue finora non ha comprato nemmeno una fiala di questo vaccino, ma nelle ultime ore si stanno facendo passi in avanti. Andiamo con ordine.

Cosa pensano gli esperti italiani del vaccino russo Sputnik V 

Secondo Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), "per il vaccino russo anti-Covid Sputnik, la pubblicazione apparsa giorni fa su The Lancet è significativamente interessante. Io credo - ha spiegato intervenendo a "Buongiorno" su SkyTg24 - che ci dobbiamo accostare a ogni vaccino con un atteggiamento che definirei laico, cioè valutare quello che è il profilo di sicurezza ed efficacia attraverso analisi rigorose, come quelle che garantiscono l'autorità regolatoria europea e quella italiana, e fare valutazioni sulle pubblicazioni scientifiche che verranno a essere prodotte".

Anche Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, ha accolto con favore i risultati sull'efficacia del siero "di Putin": "Il vaccino russo contro Covid-19 Sputnik V sembra avere buoni dati. Non c'è nessuna preclusione. Ma bisogna attendere le valutazioni dell'Ema (l'Agenzia europea per i medicinali), come è giusto in un sistema coordinato, perché siamo europei. Non ci sono pregiudizi su nessun vaccino: cinese, cubano o russo che sia. Abbiamo bisogno di tutte le possibilità, ma all'interno di un sistema di regole - ha precisato - e avendo come orizzonte la solidità dei dati scientifici". In questo momento, ha continuato Ippolito, "abbiamo bisogno di più vaccini. Più armi abbiamo e meglio possiamo combattere. E quando avremo i dati di Ema si potrà decidere concretamente anche sul vaccino russo. Non possiamo considerare l'Agenzia europea del farmaco solo quando ci serve e invocare l'autorità nazionale quando pensiamo che non ci serva".

Sono tre i motivi che rendono Sputnik V particolarmente vantaggioso, secondo l'immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud della Fondazione italiana di medicina personalizzata: "Il primo è quello dell'indiscutibile tollerabilità, un aspetto che forse dovremmo cominciare a considerare con un minimo di attenzione perché è un punto a suo vantaggio; altro elemento è il costo molto competitivo rispetto agli altri vaccini prodotti; poi la conservabilità del vaccino, che non ha bisogno di molte attenzioni e può essere trasportato. Guardiamo quindi con grande attenzione all'ipotesi dell'inserimento del vaccino russo nella rosa dei vaccini che potranno essere somministrati anche in Italia".

Cosa sappiamo sul vaccino Sputnik V e cosa farà l'Unione europea

Sputnik V è un vaccino sviluppato in Russia dal Gamaleya Research Institute of Epidemiology and Microbiology ed è stato presentato per la prima volta ad agosto 2020 durante una conferenza stampa presieduta da Vladimir Putin. A differenza dei vaccini a mRNA di Pfizer-BioNTech e Moderna, sfrutta la tecnologia a vettore virale (utilizzata invece da AstraZeneca e Johnson & Johnson). Si tratta di un vaccino a doppia iniezione: con la prima si somministra il virus innocuo "Ad26"; con la seconda, dopo 21 giorni, il virus innocuo "Ad25". La scelta di utilizzare due vettori differenti è stata fatta per ridurre il rischio che, dopo la prima dose, l’organismo produca anticorpi contro il primo vettore, con una conseguente riduzione di efficacia della vaccinazione. L'alta percentuale di efficacia di Sputnik V riscontrata da Lancet è stata salutata con favore dal Cremlino. Un dato che il portavoce Dimitry Peskov ha definito "molto importante". Questi studi, secondo Peskov, "hanno confermato come la registrazione rapida del vaccino in Russia fosse giustificata. Il numero di Paesi che registrano lo Sputnik V aumenta ogni giorno e abbiamo in programma di stabilire le basi per la produzione all’estero il prima possibile".

Come detto all'inizio, il problema è che l'Ue finora non ha comprato nemmeno una fiala di questo vaccino. Ma ci sono passi in avanti su questo fronte, perché l'Unione europea ora vorrebbe contribuire a produrlo. La Spagna ha mostrato un'apertura verso il farmaco e Mosca ha già contattato un'azienda tedesca - la IDT Biologika - per parlare di una produzione congiunta. Il ministro della Salute tedesco Jens Spahn ha confermato che la Germania e altri Paesi europei prenderanno in considerazione l’ipotesi di coprodurre il vaccino russo: "Potremmo fornire supporto per la produzione di un vaccino che in diversi Paesi in Europa è ancora in attesa di approvazione, mentre in altri non è addirittura previsto".

Una chiara manifestazione di interesse è arrivata anche da Madrid: "Questo governo accoglierà con estremo favore qualsiasi vaccino autorizzato dall'Ema", ha dichiarato il nuovo ministro spagnolo della Salute, Carolina Darias. L'Europa non ha manifestato chiusure all’ingresso di questo vaccino: "Se la casa farmaceutica che produce lo Sputnik V farà richiesta di autorizzazione all'Agenzia europea del farmaco - ha detto la commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides - seguirà le stesse valutazioni di tutti gli altri". "Se Sputnik ottiene il via libera, l'omologazione dell'Agenzia europea del Farmaco e dell'Alta Autorità francese per la salute non ci sarà nessun blocco alla sua diffusione", ha detto anche il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian. Nell'Unione europea, l'Ungheria è finora l'unico Paese di aver già autorizzato questo vaccino senza attendere il pronunciamento dell'Ema. Il 2 febbraio il Paese ha ricevuto 40mila dosi del farmaco russo. 

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