Mercoledì, 4 Agosto 2021
Covid-19

Stato di emergenza: si va verso la proroga fino al 31 dicembre 2021?

Draghi sarebbe orientato a mantenerlo. La proroga potrebbe non essere a corto raggio, ma di ben sei mesi, fino a fine anno. Pochi giorni fa il ministro della Salute Roberto Speranza aveva detto di augurarsi la fine dello stato di emergenza a luglio "per dare un segnale positivo al Paese". Segnale che forse non arriverà: che cosa significa in concreto

Sarà molto probabilmente prorogato lo stato di emergenza in scadenza il 31 luglio. E la proroga potrebbe non essere a corto raggio, ma di ben sei mesi, fino a fine anno. Nessuna decisione ufficiale, sia chiaro: la decisione deve essere presa entro i prossimi 44 giorni. Si tratta dell’ultima data entro la quale il Consiglio dei ministri può prorogare lo stato di emergenza senza un passaggio parlamentare: poi la proroga è ancora possibile ma necessita non più di una semplice delibera, ma di un provvedimento di legge. Lo stato d'emergenza è regolato dalla legge 24 febbraio 1992 n.225 (Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile) come da ultimo modificata dal D.L. n. 59/2012 (Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile), all'articolo 5 reca norme concernenti lo stato di emergenza e il potere di ordinanza ad esso connesso.

Lo stato di emergenza verso la proroga

Secondo indiscrezioni di stampa delle ultime ore il presidente del Consiglio Mario Draghi sarebbe orientato a mantenerlo. Pochi giorni fa invece il ministro della Salute Roberto Speranza aveva detto di augurarsi la fine dello stato di emergenza a luglio "per dare un segnale positivo al Paese". Sembrava quella la direzione. Segnale di ottimismo che forse non arriverà. Lo stato di emergenza verrà prorogato, forse addirittura fino a capodanno. Il 31 luglio non si chiuderebbe quindi la stagione dei Dpcm (non più frequenti come nelle fasi più dure dell'emergenza sanitaria) e delle strutture straordinarie dedicate alla lotta al coronavirus, a differenza di quanto ipotizzato non solo da Speranza, ma anche da ministri e sottosegretari. Non serviranno in tal caso soluzioni normative particolari per prolungare l'incarico di Figliuolo ancora per molti mesi. La decisione spetta ora come ora al Consiglio dei ministri. Facile prevedere che ci sarà l'opposizione degli "aperturisti", Matteo Salvini in testa.

Che cosa significa e cosa cambia in concreto

Con la dichiarazione dello stato d'emergenza vengono attribuiti poteri straordinari al governo e alla Protezione civile, tra cui la possibilità di operare in deroga alle disposizioni di legge vigenti. Il provvedimento permette inoltre di effettuare alcuni interventi speciali con ordinanze in deroga alle disposizioni di legge (sempre però nel rispetto dei limiti costituzionali), tra i quali rientrano i Dpcm e le ordinanze ministeriali a cui il governo ha fatto ampiamente ricorso in questi mesi di emergenza coronavirus.

Lo stato di emergenza consente, per motivi sanitari, anche di bloccare i voli da e per gli Stati ritenuti a rischio, oppure di limitare gli ingressi da alcuni Paesi. E ancora: con la proroga dello stato di emergenza non cessa il coordinamento attribuito alla Protezione civile così come non decadono i poteri straordinari assegnati ai soggetti attuatori, che nella maggior parte dei casi sono i presidenti di regione. Resta attiva anche la funzione del Comitato tecnico scientifico. Quindi la proroga eventuale dello stato di emergenza fino al 31 dicembre cementerebbe anche l’incarico del commissario straordinario, il generale Francesco Paolo Figliuolo.

In altri termini, grazie allo stato di emergenza il governo potrà adottare altri Dpcm dopo il 31 luglio, comprese eventuali nuove restrizioni se - come è accaduto nell'estate 2020 - i contagi dovessero tornare a salire dopo le vacanze estive.

Venne decretato il 31 gennaio del 2020

Lo stato di emergenza venne decretato un anno e mezzo fa, il 31 gennaio del 2020 (con scadenza 31 luglio, poi prorogato), in conseguenza del rischio sanitario rappresentato dal coronavirus. Lo stato d'emergenza è una decisione, approvata da un atto parlamentare, attraverso la quale un governo si attribuisce maggiori poteri per fronteggiare un'emergenza.

Le parole di Roberto Speranza ieri avevano fatto pensare a un cambio di passo. "Lo stato di emergenza per il Coronavirus potrebbe non essere prorogato oltre la fine di luglio" aveva ipotizzato rispondendo a una domanda sul tema in un’intervista a La Stampa: "Non abbiamo ancora deciso, ci sarà una valutazione, 45 giorni durante una pandemia sono un tempo notevole per poter fare previsioni. Ma sarebbe bello chiudere con lo stato di emergenza, dare un segnale positivo al Paese". Il ministro, quindi, si augurava di poter chiudere lo stato d’emergenza che è stato dichiarato per la prima volta nel gennaio del 2020 e poi più volte rinnovato, fino all’ultima scadenza fissata per il 31 luglio 2021. Anche Maria Stella Gelmini, titolare per gli Affari regionali, aveva espresso lo stesso auspicio del ministro della Salute: "Non ne abbiamo ancora parlato in Consiglio dei ministri ma credo che i tempi siano maturi per chiudere la fase emergenziale e attrezzarci con gli strumenti ordinari". Nessuna ufficialità al momento, ma probabilmente l'Italia si avvierà verso altri mesi in stato di emergenza. Sembra proprio che Speranza sarà "smentito". Anche se mancano 45 giorni alla scadenza (prevista per il 31 luglio) c'è chi sbilancia e definisce "scontata" la proroga dello stato d’emergenza. Staremo a vedere.

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