Stato di emergenza Covid-19, la nuova proroga e le sue conseguenze

Ufficialmente scade il 15 ottobre. Ma il governo è pronto a prolungarlo. Ecco fino a quando e quali effetti si avranno su smart working, mascherine e tamponi

Giuseppe Conte, ANSA

Lo stato di emergenza Covid-19 sarà prorogato nuovamente dal governo oltre la scadenza del 15 ottobre. La decisione non è ancora ufficiale, ma Il Sole 24 Ore già anticipa che la prossima settimana arriverà in consiglio dei ministri il testo del decreto di proroga. E la decisione non potrà non avere conseguenze su smart working, mascherine e tamponi per chi viaggia e per chi va a scuola

Proroga stato d'emergenza Covid-19: fino a quando

Il quotidiano spiega che preoccupano l’impennata dei contagi, cresciuti in ventiquattro ore di 1.912 casi, (la cifra più alta dalla fine del lockdown) e l’aumento dei posti letto occupati nei reparti Covid e nelle terapie intensive. In questa fase l’Italia continua a mostrare dati meno gravi rispetto agli altri Paesi europei, soprattutto rispetto alla nuova rapida diffusione della pandemia in Francia (21mila casi in un solo giorno), Spagna e Regno Unito. 

La proroga dello stato di emergenza è quindi scontata anche perché se è stata confermata a luglio, quando l’incremento giornaliero si fermava sotto quota 400 ora, a maggior ragione sarà prorogata ora che i contagi sono quintuplicati sfiorando quota duemila. Quel che non è stato deciso è: fino a quando? «Faremo una valutazione da qui a qualche settimana, ci teniamo pronti ad ogni eveninza», ha detto Speranza, non escludendo la possibilità di minilockdown «a livello subprovinciale» escludendo «per il momento» interventi più estesi.

Il governo potrebbe limitare la proroga a due mesi e mezzo, come avvenne l'ultima volta, arrivando quindi al 31 dicembre 2020. D'altro canto l'ultima volta si prorogò dal 30 luglio al 15 ottobre, fra le polemiche dell'opposizione e gli attacchi al presidente del consiglio Giuseppe Conte che aveva annunciato di voler andare avanti proprio fino al 31 dicembre. 

Nel governo però qualcuno pensa che anche la fine dell'anno potrebbe non bastare per dichiarare conclusa l'emergenza coronavirus. A gennaio potrebbero essere disponibili le prime dosi del vaccino e questo potrebbe convincere l'esecutivo a muoversi avendo in mente la data del 15. 

Senza tampone non si torna a scuola

Proroga stato d'emergenza Covid-19: quali conseguenze su smart working, mascherine e tamponi

Fino ad allora si andrà avanti con le misure “eccezionali”: dall’uso generalizzato dello smart working, agli acquisti accelerati dei beni per affrontare la pandemia (mascherine, camici, i banchi con le rotelle, ecc) che fanno capo al Commissario Domenico Arcuri, anche lui in scadenza qualora non ci fosse la proroga.

Sullo smart working, spiega ancora il Sole, l'eventuale proroga, fino a fine anno, dello stato d’emergenza avrà impatti sulla disciplina semplificata, in vigore fino a metà ottobre, in deroga alla legge 81 del 2017, dettata proprio dalla necessità di prevenire possibili contagi in azienda.

A sancire un collegamento diretto tra allarme Covid-19 e smart working “più semplice” sono stati un pò tutti i provvedimenti emergenziali, in primi il decreto rilancio, che, all’articolo 90, ha previsto che la modalità di lavoro agile possa essere applicata dai datori di lavoro privati a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in assenza degli accordi individuali, e ciò sino alla fine dello stato di emergenza (allora fissata al 31 luglio 2020) e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2020. In assenza di interventi, dal 16 ottobre torna in vigore la legge 81, con la necessità, tra l’altro, di procedere ad accordi individuali per attivare il lavoro agile. 

Ma le ricadute potrebbero riguardare anche l’uso della mascherina. Il rinnovo dello stato di emergenza, infatti, non solo prorogherebbe le regole attuali che prevedono l’obbligo della mascherina nei luoghi chiusi aperti al pubblico e all'aperto a partire dalle ore 18 e fino alle 6 del mattino in tutti quei luoghi dove è più facile la formazione di assembramenti come le piazze di ritrovo per la vita notturna. Ma potrebbe consentire, in caso di crescita dei contagi, di passare all'obbligo di indossare la mascherina all'aperto durante l'intero arco della giornata, sulla scia di quanto già deciso dalla Regione Campania.

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