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Venerdì, 31 Maggio 2024
Alla canna del gas

Lo stop al gas russo diventa a tempo indeterminato

Ormai sembra sempre più reale che il taglio del gas verso l'Europa da parte del colosso energetico Gazprom possa diventare irreversibile

Lo stop alle forniture di gas verso l'Europa da parte del colosso energetico russo Gazprom potrebbe diventare irreversibile. Secondo quanto denunciato da Gazprom le sanzioni impedirebbero la manutenzione del gasdotto Nord Stream, la principale infrastruttura per il trasporto del gas russo verso il continente, che collega i giacimenti di gas siberiani direttamente alla Germania settentrionale attraverso il Mar Baltico: a capacità massima può trasportare 55 miliardi di metri cubi di gas ma da tempo il flusso è ridotto ad appena un quinto.

Il taglio delle forniture di gas da parte di Gazprom dovrebbe durare per tre giorni, fino alle 4 di mattina del 3 settembre, ma a Bruxelles si teme che prima o poi i flussi possano interrompersi definitivamente. "Non è possibile eseguire una manutenzione rilevante delle apparecchiature del Nord Stream 1 a causa delle sanzioni occidentali" ha affermato il ceo di Gazprom, Alexei Miller, nel primo giorno dell'annunciato stop per lavori di manutenzione al gasdotto. Miller ha poi sottolineato che per lo stesso motivo Siemens Energy non è in grado di svolgere la regolare manutenzione del Nord Stream. 

Da quando l'Unione europea ha annunciato il piano RePowerEu per raggiungere l'indipendenza dalle fonti fossili russe, si continuano a verificare interruzioni al flusso per questioni tecniche, manutenzioni e lavori sulle stazioni di compressione. L'interruzione totale del flusso, annunciata già lo scorso 22 agosto, e scattata oggi 31 agosto alle 5 di mattina (ora italiana), è stata motivata da Gazprom per lavori di manutenzione in una stazione di compressione nel nord della Germania, da dove il gas viene poi esportato in altri Paesi Ue. La conferma è arrivata anche dalla rete europea dei gestori dei sistemi di trasporto del gas (Entsog), che però ha precisato che i lavori si stanno svolgendo in Russia e non nel punto di collegamento europeo.

L'infrastruttura Nord Stream era già rimasta ferma per manutenzione programmata a una turbina dall'11 al 21 luglio ed è ripartita a capacità ridotta a circa il 40% rispetto alla norma. A fine mese il flusso era stato ulteriormente ridotto al 20%, a circa 38 milioni di metri cubi al giorno, rispetto ai 66 delle settimane precedenti alla manutenzione. Ancora prima, a metà giugno, il colosso energetico aveva comunicato che le forniture di gas potevano essere garantite solo fino a un volume di 100 milioni di metri cubi al giorno, invece dei 167 milioni di metri cubi previsti. Tra fine aprile e metà maggio invece erano stati chiusi i rubinetti a Bulgaria, Polonia, Paesi Bassi, Danimarca e Finlandia, per mancati pagamenti in rubli come richiesto dalle autorità russe.

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