Domenica, 13 Giugno 2021
L'incubo e la rinascita / Frosinone

La storia di Domenico: "Non credevo al virus, sono finito in rianimazione"

Dopo aver lottato contro la malattia per tre mesi, un ex paziente dell'ospedale di Alatri ha voluto ringraziare di persona tutto il personale sanitario che lo ha curato. A riportare la sua testimonianza è l'Asl di Frosinone. "Ero di quelli convinti che il Covid fosse una manovra politica. La sanità pubblica è il bene più prezioso: dobbiamo difenderla con i denti"

Foto di repertorio

Domenico, 57 anni, era uno di quelli che non credeva alla pandemia. Pensava fosse una macchinazione, un imbroglio. E chissà cos'altro. Ma di Covid ha rischiato di morire. Ha combattuto contro la malattia per quasi tre mesi. E oggi che l'ha sconfitta è dall'altra parte della barricata. Dopo la guarigione ha deciso di scrivere di suo pugno una lettera ai medici e agli infemieri. Qualche giorno fa si è presentato all'ospedale di Alatri per ringraziare di persona tutti i sanitari che lo hanno curato. A riportare la sua testimonianza è l'Asl di Frosinone in un post su facebook. "Io non ci credevo al virus - dice Domenico -, ero di quelli convinti che il Covid fosse solo una manovra politica. Invece oggi sono fra quelli che fa divulgazione con tutte le persone che incontro,le informo e le invito ad usare tutte le precauzioni, mascherina, igiene delle mani, distanziamento. Questo virus è veramente maledetto!". 

La storia di Domenico: "Sembra un film dell'orrore"

Il 57enne ripercorre quel periodo maledetto. Il respiro che manca e la paura di non farcela. "Ho avuto gli incubi più brutti della mia vita. Non lo so se è stato il virus, le medicine, so solo che sembrava di stare in un film dell'orrore: piramidi che si capovolgevano e distruggevano ogni forma di vita, io mi ero salvato ma dovevo scappare da strane persone che davano la caccia agli umani per il traffico di organi… Incubi tremendi che contrastavano in modo incredibile con la cura e l'affetto che ho ricevuto all'Ospedale di Alatri!"

"Devo la mia vita a tutti gli operatori sanitari che per tutto il tempo non mi hanno mai lasciato solo - racconta ancora l'ex paziente -, mi sono stati vicino con le medicine e con la loro grande umanità, come se fossi uno di famiglia. La sanità pubblica è il nostro bene più prezioso: dobbiamo difenderla con unghie e denti!".

Un regalo e una lettera per i sanitari che lo hanno salvato

Oggi Domenico sta bene dopo aver combattuto per quasi tre mesi contro il Covid. Qualche giorno fa si è presentato all'ospedale di Alatri, dove era stato trasferito quando era già negativo al virus ma ancora intubato. Ai medici e agli infermieri che lo hanno avuto in cura ha dedicato una lettera e ha portato in dono un forno per la "cambusa" dell'ospedale. 

"Grazie è una parola semplice, piccola, ma racchiude l'universo" scrive il 57enne. "Grazie a voi tutti che vi siete presi cura di me con tanta professionalità, competenza, gentilezza, dignità" e che "avete affrontato con me una dura lotta per un bene inestimabile: la vita".

Foto Domenico Ospedale Alatri-2

"Strappato in maniera brutale dai miei affetti, dalla mia vita sociale - si legge ancora nella lettera - proiettato inerme, malato, in un mondo che mai avrei immaginato, quasi al confine della realtà. I vostri occhi rappresentavano per me la luce della speranza, e anche se non vedevo i vostri sorrisi incoraggianti, sentivo la forza che mi trasmettevano". L'ex paziente conclude la lettera invitando i sanitari a continuare a lavorare "sempre così come fate, con amore" perché è "una medicina potentissima" per "non perdere mai la speranza". 

La lettera inviata dall'uomo al personale sanitario

lettera ex paziente ospedale di Alatri-2

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