Lunedì, 8 Marzo 2021
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Effetto covid sui migranti: diminuiscono gli stranieri in Italia

Secondo l'ultimo rapporto della Fondazione Ismu, sul territorio italiano ci sono meno di 6 milioni di stranieri, un dato in calo dello 0,7% rispetto allo scorso anno

Foto di repertorio Ansa

L'epidemia di coronavirus che da oltre un anno ha colpito l'Italia e il mondo intero ha prodotto conseguenze in diversi ambiti, dalla vita sociale all'economia, arrivando fino all'immigrazione. Proprio il rallentamento dei flussi migratori, anche a causa della pandemia, ha portato ad una riduzione degli stranieri presenti sul territorio italiano.

Migranti, stranieri in calo in Italia: sono meno di 6 milioni

Secondo i dati contenuti nell'ultimo rapporto della Fondazione sulle migrazioni, realizzato su dati al primo gennaio 2020, gli stranieri in Italia sono quasi 6 milioni, (5,92 milioni per la precisione), meno di uno ogi dieci abitanti. I residenti sono circa 5 milioni, pari all'85%, i regolari non iscritti in anagrafe sono 366mila, mentre gli irregolari 517mila.

Rispetto a un anno prima la variazione degli stranieri presenti è stata di un calo dello 0,7%. Tra i residenti stranieri i maschi rappresentano il 48,2% del totale e le femmine il 51,8%, i minorenni il 20,2% (contro il 14,8% di quelli di cittadinanza italiana) e gli ultrasessantacinquenni sono il 4,9% (contro il 24,9% tra gli italiani). Diminuiscono anche gli irregolari. Se a gennaio 2019 le persone prive di un valido titolo di soggiorno erano 562mila, a inizio 2020 erano scese a 517mila (-8%).

Le restrizioni alla mobilità causate dalla pandemia hanno influito sugli spostamenti finalizzati alla richiesta di asilo o protezione umanitaria, che avvengono attraverso le frontiere aeroportuali. Durante il 2020 le richieste d'asilo in Italia sono state 28mila (contro le 43.783 del 2019). In totale negli ultimi dieci anni le richieste d'asilo sono state 608.225. In calo anche il numero di nuovi permessi di soggiorno: nei primi sei mesi del 2020 sono stati concessi a cittadini non comunitari circa 43mila nuovi permessi di soggiorno, meno della metà del primo semestre 2019. Le riduzioni più consistenti sono avvenute nei mesi di aprile (-93,4%) e maggio (-86,7%).

Nel 2019, secondo il rapporto Ismu, sono stati rilasciati 177.254 nuovi permessi di soggiorno, il 26,8% in meno rispetto al 2018. Il calo maggiore ha riguardato le concessioni per richiesta di asilo, passate da 51mila nel 2018 a 27mila nel 2019 (-47,4%).

Migranti, nel 2020 sono sbarcate in Italia 34mila persone

Le persone sbarcate in Italia nel 2020 sono state 34mila, in aumento dopo due anni di diminuzione (23mila nel 2018 e 11mila nel 2019). Tra gli altri canali di ingresso che alimentano potenzialmente le richieste di asilo c'è quello degli arrivi irregolari via terra che dall'inizio dell'anno al 26 novembre 2020 sono stati 5.032 (nel 79% dei casi provenienti dalla Slovenia).

Secondo i dati della Fondazione Ismu, gli esiti delle richieste di asilo mostrano nel 2020 una flessione dei dinieghi (76%) rispetto al 2019 (81%), ma comunque superiore agli anni che hanno preceduto l'abolizione della protezione umanitaria.

Il gruppo nazionale più numeroso continua a essere quello dei romeni, con un milione e 146mila residenti, il 22,7% del totale degli stranieri residenti in Italia. Seguono i 422mila albanesi (8,4%) e i 414mila marocchini (8,2%). Al quarto posto si collocano i cinesi con quasi 289mila unità (5,7% del totale stranieri in Italia), poi gli ucraini con quasi 229mila unità, i filippini (quasi 158mila), gli indiani (poco più di 153mila), i bengalesi (quasi 139mila), gli egiziani (circa 128mila) e i pakistani (meno di 122mila). Le prime tre nazionalità rappresentano da sole quasi il 39,3% del fenomeno migratorio complessivo, mentre in totale le prime dieci raggiungono il 63,5%.

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