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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Covid

Stretta anti-Omicron: cosa cambia oggi e l'ipotesi Super Green Pass per tutti i luoghi di lavoro

La nuova variante probabilmente è già vicina al 30%, si va verso durata del green pass tagliata a 6 mesi (ma non da subito), booster quattro mesi dopo la seconda dose, tamponi per i grandi eventi e ritorno allo smart working. Mascherine ovunque, tutta Italia di fatto sarà in zona gialla. Pregliasco: "Possibile lockdown dopo le feste"

E' il giorno delle nuove misure del governo per contenere l'aumento dei contagi innescato anche dalla variante Omicron: Green pass, mascherine e tamponi, attese le nuove decisioni. Si terrà alle 9.45 la cabina di regia sulle nuove misure di contrasto alla pandemia. Alle 15 il premier Mario Draghi riunirà poi la cabina di regia sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, per approvare la relazione annuale da trasmettere al Parlamento. Ieri ci sono stati  36mila casi in 24 ore, nuovo record della quarta ondata. La variante Omicron apre "una fase nuova" della pandemia, va presa "ogni precauzione possibile" per fermare la corsa del virus, ha detto Draghi. Ma quali sono le restrizioni certe e quelle invece solo possibili e rimandabili a dopo le feste di fine anno?

Nuove misure: cosa cambia per il Green Pass e l'ipotesi Super Green Pass sul lavoro

La nuova stretta potrebbe andare in più direzioni: durata del green pass tagliata a 6 mesi, booster quattro mesi dopo la seconda dose, tamponi anche ai vaccinati per i grandi eventi, a partire dalle feste di Capodanno, ritorno allo smart working. E, forse, la vaccinazione obbligatoria per altre categorie di lavoratori fino alla possibilità di allargare il super green pass in tutti i luoghi di lavoro: estendere il super green pass a tutti i luoghi di lavoro sarebbe una decisione molto forte. Fabrizio Pregliasco, virologo, direttore sanitario dell'Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano non ha dubbi: "La parola lockdown fa paura, ma è probabile che dopo le feste saranno necessarie nuove misure restrittive", ma "prima di parlare di lockdown vero e proprio penserei dunque al ricorso del Green Pass rafforzato per lavorare e al buon senso. Credo che in questi anni di pandemia gli italiani abbiano dimostrato di avere buon senso e devono continuare così: usare la mascherina anche all'aperto, igienizzarsi spesso le mani e contenere i contatti sociali al chiuso, soprattutto con le persone più fragili come gli anziani".

In ogni caso l'accorciamento della durata del green pass (oggi dura 9 mesi) non scatterà subito perché altrimenti - come vi abbiamo raccontato ieri  - almeno 3 milioni di italiani rischierebbero di veder scadere il certificato già a fine anno e altri milioni nelle prime settimane di gennaio. Il taglio della durata del pass entrerà in vigore non prima del 15 gennaio o a fine gennaio per dare tempo agli italiani di fare così la terza dose. Oggi, a seconda della regione in cui si vive, chi prova a prenotare la terza dose riceve appuntamento dopo settimane. Se in tanti si troveranno con il Green pass scaduto da un giorno all'altro, o con un preavviso minimo, i centri vaccinali non riuscirebbero a reggere il ritmo ovunque.

"Credo che la durata dei Green Pass debba essere valutata su due fattori - dice alla Stampa il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga - Il primo è l'evidenza scientifica, che evolve nel tempo: stiamo combattendo un virus nuovo con strumenti nuovi che fortunatamente la scienza riesce a metterci a disposizione. Se l'evidenza scientifica ci dice che la copertura deteriora in cinque, quattro, sei, otto mesi, noi dobbiamo seguire quell'indicazione, non può essere una scelta politica. L'altra questione è garantire la dose vaccinale supplettiva, in caso di riduzione della copertura, per tutti e nel minor tempo possibile", conclude Fedriga.

"L'obbligo vaccinale resta sempre sullo sfondo, non è stato mai escluso, lo valuteremo - ha detto ieri Draghi - Lo abbiamo già esteso ad alcune categorie, valuteremo l'estensione ad altre categorie. Non so se già domani alla cabina di regia ma specialmente se i contagi continuano a crescere sarà oggetto di discussione a tempi brevissimi". 

Tamponi ai non vaccinati per i grandi eventi

Sul fronte dei tamponi, chi è vaccinato ma non ha ancora fatto la terza dose potrebbe dover ricorrere al tampone per partecipare a maxi eventi, concertoni, veglioni, per ballare in discoteca, già a partire da Capodanno secondo alcuni quotidiani. Torneranno in tutta Italia le mascherine all’aperto e non più solo in caso di assembramento, come già previsto dal precedente decreto. L’obbligo era stato anticipato da molti sindaci e governatori. Al chiuso, invece, in cinema, teatri, sui mezzi pubblici e nei luoghi di lavoro, si pensa di introdurre dispositivi di protezione individuale più sicuri: le mascherine Ffp2. Il governo potrebbe renderle obbligatorie oppure optare per una forte raccomandazione. L’Unione dei consumatori ha chiesto che, se saranno obbligatorie, il prezzo venga calmierato per decreto.

Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, il governo starebbe pensando anche di anticipare la terza dose da 5 a 4 mesi: l'ipotesi gia' esaminata a livello tecnico e per la quale si attende il via libera dell'Aifa, sarebbe di prossima approvazione. La decisione sarebbe legata all'opportunita' di rafforzare la risposta immunitaria anche in seguito all'arrivo della variante Omicron. Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, dice: "Sappiamo che a cinque mesi cala l'efficacia del vaccino, magari si potrà anticiparla o ci sarà la possibilità di prenotarla per alcune fasce d'età".

Quanto è diffusa la variante Omicron

Omicron si sta facendo strada. Ieri le Regioni hanno inviato all’Istituto superiore di sanità i dati dei tamponi analizzati lunedì: ne emerge che Omicron ha una circolazione superiore al 25% e probabilmente già vicina al 30% secondo Repubblica. Questo dato verrà portato al premier Mario Draghi oggi: "A questi ritmi, entro la fine dell’anno Omicron diventerà la variante prevalente, cioè rappresenterà oltre la metà dei casi". Omicron ha accelerato la corsa in modo importante negli ultimi 5-6 giorni.

Tutta l'Italia di fatto sarà in zona gialla

Sul fronte dei colori delle regioni, rischia la zona gialla dal 27 dicembre il Piemonte. I dati definitivi arriveranno oggi ma la Regione è a un passo dal cambio di colore, come del resto ha detto anche il presidente Alberto Cirio. ha superato la soglia di occupazione al 10% delle terapie intensive (10,2%) ed è a un passo (14,7%) da quella del 15% per i letti nei reparti ordinari. Anche il Lazio rischia, l’occupazione dei letti ordinari è al 14,1% ma le intensive sono sotto soglia. La differenza tra zona bianca e gialla è solo l’obbligo di mascherina all’aperto: di fatto dopo la stretta di oggi tutto il Paese, con le nuove misure del governo, andrà praticamente in zona gialla.

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