Sabato, 20 Luglio 2024
Un'emergenza / Messina

"Lei è bocciato": studente prende a calci, pugni e testate il prof di matematica

È successo all'Istituto tecnico economico "Leonardo da Vinci" di Milazzo (Messina). Il docente è finito in ospedale, il ragazzo (minorenne) è scappato ma poi è stato identificato dalla polizia. La violenza scolastica contro gli insegnanti è una piaga: sono almeno trenta i casi da settembre ad oggi

Poco dopo aver scoperto di essere stato bocciato, uno studente minorenne ha aggredito brutalmente il suo professore di matematica: lo ha incrociato nei corridoi della scuola e lo ha preso a calci e pugni, colpendolo persino con una testata. Poi è fuggito, prima di essere identificato dalla polizia che in queste ore sta indagando per ricostruire con esattezza la dinamica dell'accaduto, anche ascoltando alcuni dei presenti all'aggressione. Il docente è stato ricoverato in ospedale. È successo all'Istituto tecnico economico "Leonardo da Vinci" di Milazzo (Messina), nel pomeriggio di martedì 11 giugno. La preside, Stefania Scolaro, è stata costretta a chiamare la polizia e un'ambulanza del 118.

Dopo gli scrutini di fine anno, la scuola ha convocato i genitori del ragazzo per informarli della non ammissione alla classe successiva, come avviene sempre e per legge, anche se i genitori sono comunque aggiornati costantemente durante l'anno sull'andamento scolastico dei propri figli. Mamma e papà del giovane hanno preso atto della bocciatura del figlio, accettando il verdetto con pacatezza, e sono andati via dall'istituto. L'alunno bocciato, invece, a quel punto è entrato a scuola e ha aggredito il suo insegnante di matematica, picchiandolo.

"A quel che mi hanno riferito, improvvisamente è arrivato il ragazzo, che è salito al primo piano e ha aggredito il docente che, cadendo, ha pure battuto la testa - ha raccontato la dirigente dell'istituto -. È un episodio spiacevolissimo e da condannare. E ci dispiace parecchio. Anche perché abbiamo sempre cercato il confronto, costruttivo, sia con le famiglie sia con gli studenti". Sul posto, come detto, sono intervenuti i poliziotti e i soccorritori del 118. Il professore è stato trasportato all'ospedale cittadino Giuseppe Fogliani per gli accertamenti necessari.

L'ordinaria violenza contro gli insegnanti a scuola

Storie, purtroppo, di ordinaria violenza scolastica contro gli insegnanti. Aggressioni fisiche e verbali, pestaggi, insulti a docenti e presidi sono in costante aumento. E si stima che almeno il 50% degli episodi, spesso ripresi e poi postati sui social, non venga neppure denunciato. I dati parlano di 36 casi nel nostro Paese nello scorso anno scolastico e di almeno altri trenta da settembre ad oggi. Significa più di un caso a settimana.

L'ufficio scolastico regionale siciliano ha segnalato questo ultimo caso al ministero dell'istruzione. Il direttore Giuseppe Pierro, inoltre, ha annunciato l'intenzione di convocare con urgenza un incontro con i rappresentanti delle associazioni dei genitori. "È indubbio che stiamo assistendo a un deterioramento nel rapporto tra scuola e famiglia - ha spiegato l'ufficio scolastico regionale in una nota -. Lo testimonia l'aumento delle aggressioni da parte dei genitori a danno degli insegnanti. L'ultimo caso in Sicilia, in ordine di tempo, è avvenuto a Milazzo qualche giorno fa. Ho già espresso la mia vicinanza e la mia solidarietà ai due docenti aggrediti da un loro studente - ha detto Pierro, riferendosi anche all'episodio di un prof preso a schiaffi da un alunno per una nota su un'assenza ingiustificata in un liceo di Palermo -. Nella valutazione di questi casi, che pure meritano la giusta attenzione e la ricerca delle ragioni che inducono gli studenti o i loro genitori a compiere tali azioni istintive, il rischio è che si tenda a giustificare atti così deprecabili adducendo motivazioni non accettabili in una società civile".

"Per nessun motivo si può tollerare l'aggressione sia fisica sia verbale. È bene che si comprenda che la scuola è lo Stato e chi aggredisce la scuola, sia essa rappresentata dal dirigente scolastico, dai docenti e da altro personale al servizio dell'istituto, offende lo Stato. L'ufficio scolastico regionale per la Sicilia sta segnalando al ministero dell'istruzione tutti i casi affinché si possa assicurare agli aggrediti il sostegno che meritano, come prevedono le norme recentemente adottate".

Il ministro dell'istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato il pugno duro per chi commette violenze a scuola, dal carcere per gli aggressori al risarcimento danni per le vittime. Basterà?

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