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Martedì, 23 Aprile 2024
L'allarme

Superbatteri, il timore dei medici: "In Italia 10mila morti entro il 2050"

L'allarme degli esperti: secondo le stime dell'Ocse, nello stesso periodo, i batteri resistenti agli antibiotici potrebbero provocare fino a 10 milioni di morti in tutto il mondo

Gli scienziati li chiamano superbatteri, un appellativo guadagnato grazie alla loro resistenza agli antibiotici. La loro diffusione è un problema che va affrontato al più presto se si vogliono evitare conseguenze tragiche per la popolazione: secondo le stime Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) l'antimicrobico-resistenza potrebbe causare entro il 2050 fino a 10 milioni di decessi all'anno nel mondo. E in Italia, che tra i Paesi europei ha una delle più alte prevalenze di patogeni resistenti agli antibiotici, entro il 2050 i morti per batteri resistenti ai farmaci potrebbero raggiungere i 10mila l'anno. Sono alcuni dei dati illustrati oggi al ministero della Salute, durante l'evento 'Giornata europea e Settimana mondiale per l'uso prudente degli antibiotici'.

Allarme superbatteri: servono interventi efficaci

Già nel 2019, secondo dati pubblicati su 'The Lancet', erano 1,27 milioni le vittime dei superbatteri nel mondo. Un aspetto chiave dell'antimicrobico-resistenza è rappresentato dalle infezioni correlate all'assistenza in ospedale o altri contesti sanitari. Su questo fronte, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha rilevato una prevalenza dell'8% di infezioni correlate all'assistenza negli ospedali italiani. Eppure, secondo alcune stime, con interventi efficaci di prevenzione e controllo è possibile prevenire il 35-70% delle infezioni correlate all'assistenza.

Pur restando un allarme sanitario globale, nel contrasto dell'antibiotico-resistenza qualche segnale positivo si sta registrando. Nel 2020 il consumo di antibiotici in Italia, pur rimanendo a livelli elevati nel contesto europeo, è calato del 27,4% rispetto al 2016. E nel settore veterinario, i dati raccolti a livello europeo nell'ambito del progetto Esvac, mostrano una contrazione delle vendite di antibiotici del 58,8% dal 2010 al 2021, con un'importante riduzione delle vendite delle 'famiglie' di farmaci considerate di importanza critica anche per la salute umana.

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