Martedì, 2 Marzo 2021
A Chivasso / Torino

La tabaccaia che chiude per solidarietà: "Perché bar e ristoranti no e un gratta e vinci sì?"

Cristina Cerato è la titolare di una tabaccheria a Chivasso, in provincia di Torino. Ecco la sua "provocazione"

Cristina Cerato, titolare dell'omonima tabaccheria di piazza dell'Assunta in frazione Castelrosso a Chivasso

"Se non posso andare a prendere un caffè al bar o in pasticceria, perché posso andare a comprare un gratta e vinci?". È il messaggio-provocazione lanciato da Cristina Cerato, titolare dell'omonima tabaccheria di piazza dell'Assunta in frazione Castelrosso a Chivasso, cittadina in provincia di Torino. La donna ha deciso di chiudere ogni giorno alle ore 18 per solidarizzare con tutti gli altri commercianti costretti ad abbassare le saracinesche in anticipo in base alle disposizioni dell'ultimo Dpcm. Cristina Cerato ha anche affisso un cartello in tabaccheria: "Questo Stato non merita la mia intraprendenza e i miei sacrifici".

La tabaccaia che chiude per solidarietà con gli altri commercianti

L'annuncio è arrivato con un post su Facebook. "Se non posso andare a prendere un caffé perché posso andare a comprare un gratta e vinci", scrive la tabaccaia che poi spiega: "Ci sono categorie che sono state prese in giro e in questo momento credo che il commercio abbia bisogno di unità. Io oggi lavoro e il mio vicino no, ma domani rischio di non lavorare nemmeno io. Queste imposizioni non permettono di lavorare ma se muore il commercio muore tutto".

Secondo la commerciante, "queste misure compromettono il commercio nella sua totalità, noi commercianti siamo sentinelle sul territorio, facciamo assistenza sociale, un lavoro che nessun sito internet di e commerce può svolgere". Ieri sera, insieme a tanti colleghi, la donna ha partecipato ad una manifestazione di protesta: "Anche se sono convinta che la nostra debba essere una protesta silenziosa, le manifestazioni di piazza comportano sempre il rischio di infiltrazioni violente come a Napoli", racconta a la Repubblica.

Nel nuovo provvedimento firmato dal presidente del Consiglio viene confermata la chiusura alle 18 per bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone, salvo che siano tutti conviventi. La ristorazione non si ferma invece la domenica e nei giorni festivi ed è consentita negli alberghi e in altre strutture ricettive senza limiti di orario, limitatamente ai clienti che vi alloggiano.

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