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Venerdì, 26 Novembre 2021
Diritto alla salute

Tampon Tax, l'Iva al 10% non basta: perché si può (e si deve) fare di più

A Roma un evento per sensibilizzare sul tema e ricordare che, nonostante il primo passo avanti con l'abbattimento annunciato nella Manovra 2022 dal 22 al 10%, l'obiettivo resta quello di arrivare a tassare gli assorbenti per quello che sono: beni essenziali. Le voci e l'impegno di Coop, Onde Rosa, Tocca a Noi e Change.org

Il taglio della tampon tax è solo un primo passo. Importante, ma non sufficiente per ridurre le disuguaglianze e intervenire direttamente sul sistema. E la strada da fare è ancora lunga. È il messaggio lanciato questa mattina nel corso di un convegno al Senato, nel quale Coop, il collettivo Onde Rosa, l'associazione Tocca a Noi e la piattaforma Change.org hanno voluto ricordare che l'obiettivo è ancora quello dell'Iva al 4% sui prodotti di igiene femminile, perché siano tassati finalmente per quello che sono: beni di prima necessità.

L'abbattimento dell'Iva sugli assorbenti femminili dal 22% al 10% annunciato dal governo presentando la Manovra 2022 dimostra che le voci che in questi anni si sono fatte sentire hanno finalmente smosso i decisori ma si può fare di più. Fuori, in pieno centro a Roma, a pochi passi dai palazzi del potere, performance di "street danza" per incentivare alla firma della petizione per chiedere l'abbassamento della tampon tax e sensibilizzare sul tema. Finora le firme alla petizione online lanciata nel 2019 da Onde Rosa sono state più di 650mila, a cui vanno aggiunte le oltre 79mila raccolte in presenza da soci e volontari Coop. "L'ipotesi di riduzione dell'Iva al 10% sugli assorbenti ci rende soddisfatti, ma crediamo sia necessario andare oltre perché un'ingiustizia deve essere corretta non a metà ma per intero", dice Maura Latini, amministratrice delegata di Coop Italia a margine del convegno, in cui è intervenuta anche la ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti, che ha definito l'abbassamento della tampon tax "più di un semplice atto di giustizia". L'impegno di Coop, ricorda Latini, non è finito. "Vigileremo con attenzione affinché se ci sarà davvero una diminuzione dell'Iva questa arrivi veramente dentro gli acquisti delle famiglie italiane. Siamo in una fase particolarmente difficile per l'Italia, l'Europa e il mondo. La carenza di materie prime, l'aumento importante del costo delle materie prime più importanti, potrebbe infatti rischiare di vanificare quell'abbassamento nei prezzi alla vendita. Vigileremo quindi affinché non ci siamo errori di valutazione né aumenti ingiustificati".

"La politica ha iniziato questa lotta, ma la petizione ha avuto il merito di sdoganarla e portarla nella società civile. È una battaglia che accomuna tutti, una battaglia di civiltà e giustizia economica e noi continueremo a supportare i 600mila firmatari nella loro richiesta di arrivare al 4%", ribadisce anche Martina Pieri di Change.org Italia, che ospita anche altre due petizioni sullo stesso tema oltre a quella di Onde Rosa.

"La battaglia sulla tampon tax rappresenta e significa tante piccole e grandi penalizzazioni che le donne sono costrette a subire ogni giorno. C'è voluta una pandemia, ma alla fine si inizia a dare la giusta attenzione alle donne, che sono sempre state le più penalizzate", ricorda Silvia De Dea di Onde Rosa. Le fa eco Laura Sparavigna dell'associazione Tocca a Noi, che la scorsa estate ha girato l'Italia per sensibilizzare le istituzioni locali e gli enti territoriali, che hanno risposto adottando atti precisi a sostegno della cura del corpo e contro la tampon tax, come l'applicazione di sconti nelle farmacie comunali, l'installazione di distributori di prodotti igienico-sanitari femminili in spazi pubblici e altre azioni per ridurre le disparità. "Combattere tutti, ciascuno secondo le proprie competenze e metodologie, a favore del diritto alla salute e quindi per rendere più accessibili i prodotti igienico-sanitari in termini economici è una delle principali battaglie per i diritti sociali che si possano fare. È simbolo della necessità di ricalibrare il nostro sistema di welfare ed è un aiuto tangibile e concreto nei confronti anche di quei milioni di persone che sono in povertà assoluta. Dobbiamo però continuare a impegnarci affinché non solo si raggiunga il 4%, riconoscendo questi prodotti come beni essenziali, ma soprattutto affinché si estenda l'abbassamento dell'Iva a tutti i prodotti igienico-sanitari. Ogni corpo ha delle funzioni biologiche, a nessun essere umano sta decidere se e quando averle, ma sta al nostro Stato decidere se e quanto tassarle".

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