Lunedì, 30 Novembre 2020

Che cos'è questa storia del tampone fai da te

Il Cts sta studiando da vicino i test rapidi fai-da-te a domicilio: si tratterebbe di un kit con le istruzioni per farsi da soli i tamponi (ora nasali, poi salivari) e avere in pochi minuti il risultato. Zaia ci crede e non è il solo. Crisanti: "Che buffonata"

Un tampone fai-da-te, per velocizzare la diagnosi e fermare il contagio? Ipotesi, solo un'ipotesi per ora. Ma talmente importante ed efficace, potenzialmente, che sarebbe un peccato ignorarla.Per qualcuno sono una "buffonata". Il Cts sta studiando da vicino i test rapidi fai-da-te a domicilio: si tratterebbe di un kit con le istruzioni per farsi da soli il tampone (ora nasale, poi salivare) e avere in pochi minuti il risultato.

Tampone fai-da-te: come funzionerebbe

Per intenderci, è un procedimento abbastanza simile a quello, ad esempio, del test di gravidanza. Come racconta oggi Repubblica, le gare sono già avviate in Veneto e il governatore Luca Zaia vorrebbe iniziare tra qualche settimana inviando gratuitamente i kit ai medici di base e ai pediatri. In parallelo si lavora a una piattaforma informatica per gestire e registrare le autodiagnosi.

C'è fermente, e magari già per l'inizio della prossima settimana dall'Istituto superiore di Sanità, guidato da Silvio Brusaferro, arriverà un documento per pre- cisare l’uso dei test già in uso. Bisogna fare più tamponi: è quello che chiedono tutti i medici e gli epidemiologi, ma non è semplice capire quale sia l'affisbailità di nuovi test e come implementarli. Il test salivare rapido è secondo molti il futuro. Ma futuro non prossimo, c'è da attendere, come spiega il quotidiano romano.

Il Comitato tecnico scientifico, riunito anche ieri, frena sull’ipotesi di dare il via libera, in tempi brevi, al test antigenico (che ricerca cioè le proteine e non l’Rna del virus) sulla saliva e che, in pochi minuti, dà il verdetto: positivo o negativo. I risultati dello Spallanzani di Roma non sono stati incoraggianti: la cosiddetta saponetta a lettura visiva che non richiede strumentazione di laboratorio ha dimostrato di rilevare la presenza del virus in meno del 10 per cento dei campioni positivi al test molecolare standard. La sperimentazione però va avanti a spron battuto perché, come spiega l’infettivologo del Policlinico Gemelli, Roberto Cauda, "c’è bisogno di più test possibili, secondo il modello Sud Corea".

Un mese fa l’azienda di biotecnologie statunitense Cellex ha annunciato di avere terminato lo sviluppo di un nuovo test rapido, da utilizzare per rilevare la presenza del coronavirus con un kit fai-da-te, senza sottoporsi quindi al prelievo tramite tampone da fare analizzare in laboratorio. Ci sono anche altri gruppi che si stanno muovendo in quella direzione. Si tratta di test antigenici, piccoli tamponcini da passare all’interno delle narici, senza raggiungere le parti più profonde del setto nasale. 

Crisanti: "Una buffonata, una follia"

"In Veneto stiamo lavorando ad un tampone rapido in autosomministrazione. E' un metodo che mutuiamo dall'estero e che permetterà ai cittadini di farsi da soli un test rapido. Il dottor Roberto Rigoli dell'ospedale di Treviso ci sta lavorando giorno e notte e credo che sarà pronto nel giro di 15 giorni", ha spiegato una settimana fa Luca Zaia nel corso del punto stampa. "Il virus c'è ma la quasi totalità dei contagiati non ha sintomi", ha spiegato ancora il governatore sottolineando che "il 95-96% dei pazienti è di fatto asintomatico. E' cambiato il mondo, il virus è cambiato". "Sono favorevole alla riduzione del periodo di quarantena. I test rapidi ci permetteranno di ridurla".

Andrea Crisanti ha commentato in modo estremamente negativo però la proposta dei tamponi fai da te: “Sono una buffonata. Una follia totale, una cosa che non sta né in cielo né in terra. Non sanno proprio che pesci prendere. Il tampone fai da te non dà nessuna certificazione ed è inutile. Dove vanno a finire quei numeri? Se risulti positivo dove viene scritto? Non risulterebbe nelle stime quotidiane. A che serve allora? Un disastro”.

"Il governo chiede ancora sacrifici ai cittadini, ma il numero dei tamponi è insufficiente"

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