Martedì, 19 Gennaio 2021
Facciamo chiarezza

Tutti i dubbi dei virologi sul tampone fai da te proposto da Zaia

Il governatore del Veneto ne ha lanciato la sperimentazione. Ma è davvero efficace?

Il governatore del Veneto Luca Zaia mentre esegue il test covid fai da te, assistito dal professor Roberto Rigoli, primario di microbiologia al Cà Foncello di Treviso. ANSA/ANDREA MEROLA

"Bastano pochi secondi per il test fai da te che ha sperimentato il dottor Roberto Rigoli alla microbiologia nell'ospedale di Treviso, per primo". Lo ha annunciato ieri il presidente del Veneto Luca Zaia che, in diretta su Facebook, dalla sede della Protezione civile di Marghera ha sperimentato su di sé il nuovo test fai da te, un kit simile a quello per la misurazione della glicemia o della gravidanza. "Come già per i test rapidi, che oggi funzionano il dottor Rigoli ha avviato ormai da giugno la sperimentazione sui nuovi test rapidi che saranno ora sperimentati da altre cinque microbiologie del Veneto", ha aggiunto Zaia.

Il tampone fai da te per il coronavirus e tutti i dubbi dei virologi

Si tratta di un test antigenico in autosomministrazione veloce per sapere se si è stati contagiati dal Sars-CoV-2. Per fare il test e conoscere il risultato sono bastati poco più di 90 secondi. Per la cronaca: l'esito del test di Luca Zaia è stato negativo. Quanto è efficace il test fai da te? E davvero può essere una valida alternativa al tampone molecolare per svelare il coronavirus? I virologi provano a dare una risposta. Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli studi di Milano e direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi di Milano, "i test fai da te sono un elemento complementare".

tampone fai da te coronavirus ansa-2

"I tamponi molecolari rimarranno il riferimento per eseguire una diagnosi a livello ospedaliero, ma i test aiuteranno a ridurre quell’ansia da parte dei cittadini che, spesso abbiamo visto nel recente passato, ha determinato code inenarrabili per eseguire i tamponi. Questo test potrebbe rendere meno ansiogena l’attesa del tampone", ha spiegato Pregliasco ai microfoni di SkyTg24.

Sul test fai da te si è soffermato anche Andrea Crisanti, direttore di microbiologia e virologia dell'azienda ospedaliera-università di Padova, in collegamento con la trasmissione Agorà su Rai3. "Personalmente penso che, dal punto di vista epidemiologico e di sanità pubblica, un tampone 'fai da te' per la diagnosi di Covid-19 rova un'applicazione un po' problematica", ha affermato Crisanti, prima di aggiungere: "Mi piacerebbe sapere cosa c'è dietro quella striscetta".

Il tampone a casa e poi in giro: "Siamo alla follia più totale"

Già ieri, Crisanti aveva di fatto bocciato il test fai da te: "Penso che in un'epidemia la tracciabilità e l'identificazione dei contatti sia un caposaldo. Questa non credo sia una cosa seria", le sue parole a 'Radio Capital'. "Stiamo banalizzando una cosa serissima di sanità pubblica, paragonandolo a un test di gravidanza", ha detto facendo riferimento al kit che è stato presentato come simile a quello per il test di gravidanza. Crisanti concorda con chi fa presente il rischio di trovarsi di fronte a casi di persone che si fanno il tampone a casa e poi, anche se positive, se ne vanno in giro: "Esatto - ha chiosato - Siamo alla follia più totale".

Come funzionano e quanto sono accurati i diversi test per il coronavirus

Ecco una breve guida sui diversi test esistenti per individuare un'eventuale positività al Sars-Cov-2, su come funzionano e quanto sono accurati.

Il test molecolare

Il test molecolare è il cosiddetto "tampone” ed attualmente è il test più affidabile. Con un lungo bastoncino, simile a un cotton-fioc, viene prelevato un campione delle vie respiratorie del paziente che viene poi analizzato attraverso metodi molecolari molto accurati che amplificano i geni del virus. In questo modo si rileva la presenza del materiale genetico del virus nell’organismo del paziente. Il tampone può essere effettuato solo in laboratori altamente specializzati e formalmente individuati dalle autorità sanitarie, e richiede in media dalle due alle sei ore anche se, a causa della stragrande richiesta, il risultato viene dato al paziente in genere entro 24-72 ore.

Il test antigenico o tampone rapido

L’antigenico è il test definito comunemente come “tampone rapido”. La modalità di prelievo è la stessa del test molecolare ma non vengono cercati e individuati i geni del virus bensì le sue proteine (gli antigeni). I risultati del test si hanno in tempi molto brevi (circa 30 minuti) ma la sensibilità e specificità di questo test sono inferiori a quelle del test molecolare. Questo "tampone rapido" è stato recentemente introdotto per le situazioni dove è importante avere una risposta in tempi rapidi, per esempio nello screening dei passeggeri negli aeroporti.

Il test sierologico

Il test sierologico (o immunologico) rileva la presenza nel sangue degli anticorpi specifici che il sistema immunitario produce in risposta ad un’eventuale infezione da Sars-Cov-2, la loro tipologia (IgG, IgM, IgA), ed eventualmente la loro quantità. Il test richiede un prelievo di sangue venoso e viene effettuato presso laboratori specializzati. Il sierologico indica se si è entrati in contatto con il virus, ma non è adatto a diagnosticare un'infezione in atto.

Il test sierologico rapido

I test sierologici rapidi si basano sullo stesso principio di quelli classici, ma sono semplificati e danno risposte solo di tipo qualitativo, dicono cioè soltanto se nell'organismo sono presenti gli anticorpi specifici per il virus.  Il prelievo di sangue capillare avviene attraverso il “pungidito”. I risultati del test si hanno in tempi molto brevi (circa 15-20 minuti) ma l'affidabilità di questo tipo di test è tuttavia molto variabile e l'Organizzazione Mondiale della Sanità attualmente non ne raccomanda l'utilizzo.

Recentemente sono stati proposti test che utilizzano come campione da analizzare la saliva. Come per i tamponi, anche per i test salivari esistono test di tipo molecolare (che rilevano cioè la presenza nel campione dei geni del virus) e di tipo antigenico (che rilevano nel campione le proteine virali).

Il test salivare molecolare

Il test salivare molecolare utilizza uno dei sistemi correntemente utilizzati per i tamponi naso-faringei. Si effettua mediante prelievo della saliva. Questa tipologia di test, sebbene più comoda per il paziente, non ha una processività elevata: si riescono cioè ad analizzare pochi campioni alla volta. Tuttavia i tempi di analisi dei campioni sono più brevi del tampone classico, ossia sono di circa un'ora. L’utilizzo di questo test è pertanto indicato soltanto in casi particolari, come per esempio la conferma urgente di positività riscontrate nel corso di test antigenici.

Il test salivare antigenico

Il test salivare antigenico può avvenire in due soluzioni. La prima soluzione ha mostrato livelli di sensibilità simili a quelli dei tamponi antigenici rapidi, ma il test deve essere effettuato in laboratorio, quindi, a meno che non si attivino unità di laboratorio presso i punti dove viene effettuato il prelievo, non è utilizzabile in contesti di screening rapido (per esempio gli aeroporti). La seconda soluzione non richiede strumentazione di laboratorio e dà i risultati in pochi minuti, ma sembrerebbe risultare meno performante rispetto al test molecolare standard.

In conclusione:

  • I test sierologici non possono essere utilizzati per la diagnosi di infezione in atto: a tal fine occorre utilizzare i metodi diagnostici che rilevano la presenza diretta del genoma del virus o delle sue proteine (antigeni);
  • I test antigenici rapidi su tampone naso-faringeo possono essere utili in determinati contesti, come il tracciamento dei contatti di casi positivi o lo screening rapido di numerose persone, ma non hanno la stessa sensibilità e specificità del test molecolare;
  • I test antigenici e molecolari su campioni di saliva al momento difficilmente si prestano allo screening rapido di numerose persone in quanto richiedono un laboratorio attrezzato;
  • Il test molecolare rimane a tutt’oggi il gold standard per la diagnosi; gli altri metodi vanno utilizzati se non si dispone della possibilità di accedere al test molecolare classico, oppure per scopi diversi dal contesto diagnostico, quale la sorveglianza epidemiologica.
     
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