Venerdì, 5 Marzo 2021
Nuovi test

Coronavirus, in Cina arrivano i tamponi anali per i pazienti a rischio

In alcune zone sul territorio cinese le autorità sanitarie hanno iniziato ad utilizzare questa pratica: "Può aumentare il tasso di rilevamento delle persone infette"

Foto di repertorio Ansa

La Cina ha iniziato a utilizzare i tamponi anali per testare le persone ad alto rischio di contrarre il Covid-19. Lo riferisce la TV di stato Central Television che riporta il parere di Li Tongzeng, medico dello Youan Hospital di Pechino secondo cui il test anale "può aumentare il tasso di rilevamento delle persone infette" poiché le tracce del virus rimangono più a lungo nel canale anale che nel tratto respiratorio. 

Il nuovo test è stato già utilizzato in alcune aree di Pechino, nelle zone in cui erano stati registrati dei casi di contagio e ai pazienti in quarantena. Secondo quanto ha spiegato l'emittente televisiva statale cinese, le autorità sanitarie non avrebbero intenzione di fare un uso esteso della pratica del tampone anale, come avviene per le altre tipologie di tampone. 

Il test, riservato per i casi ad alto rischio, prevede l'inserimento nel retto di un tampone di 2,5-5 centimetri, che viene poi testato per verificare la presenza del virus. Questo test è ritenuto più accurato per identificare la malattia nelle persone che presentano sintomi lievi o sono asintomatiche.

E i cinesi? Come hanno reagito alla notizia? Oltre all'ironia, molti utenti di Weibo, il social più in voga in Cina, sono stati molti i commenti negativi. Per contrastare la diffusione del virus, chi entra nel Paese dall'estero deve fornire prova di test negativi al coronavirus, e Pechino ha recentemente adottato una politica tra le più rigide, che prevede, oltre ai 14 giorni di quarantena in alberghi designati dopo l'ingresso, anche altri 14 di osservazione domiciliare.

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