Martedì, 26 Ottobre 2021
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Tamponi pericolosi? Ora gli infermieri protestano con le Regioni

La Federazione nazionale degli ordini delle professioni sanitarie ha chiesto alla Conferenza delle Regioni di sospendere l'eventualità che a eseguire i tamponi possano essere anche gli operatori sociosanitari

La carenza ormai evidente di personale non può e non deve mettere a rischio la salute degli assistiti e non può e non deve generare nuovi contenziosi legali nei confronti degli operatori sanitari. In base a questi principi la Federazione nazionale degli ordini delle professioni sanitarie (FNOPI) ha chiesto alla Conferenza delle Regioni di sospendere l'eventualità che a eseguire i tamponi per verificare la positività al coronavirus possano essere anche gli operatori sociosanitari (Oss) ipotizzata nel documento "Proposte per contrastare la carenza di personale sanitario e sociosanitario - emergenza covid-19" sottoposto all'approvazione dei presidenti delle Regioni.

Secondo il sindacato dei medici infatti, se la figura dell'operatore sociosanitario è sicuramente essenziale nell'assistenza ai pazienti, si tratta di una una figura di supporto che appartiene non al ruolo sanitario, ma al ruolo tecnico, non laureata, per ora senza albo e senza obbligo di codice deontologico, "che coadiuva gli operatori professionali in ambito sanitario e sociale, nello svolgimento delle sue attività si attiene alle indicazioni che da loro ricevono". Il suo compito è, anche su indicazione e valutazione dell'infermiere, di svolgere attività che aiutino le persone a soddisfare i bisogni di base (alimentazione, igiene personale, cura di sé, mobilizzazione ecc.).

Pertanto i tamponi, secondo il sindacato dei sanitari, non doverebbero essere somministrati dal personale Oss. "Il rischio è che eventuali danni fisici provocati ai pazienti, oltre alla gravità del fatto in sé, non trattandosi di personale sanitario e quindi non rientrando nemmeno nell'alveo della legge 24/2017 sulla responsabilità sanitaria, potrebbero creare nuove situazioni di contenzioso e potrebbero mettere in seria difficoltà chi ne è responsabile e gli stessi operatori per i quali, non avendo assicurazione obbligatoria né essendo autorizzati a interventi di questi tipo sui pazienti, potrebbero configurarsi situazioni gravi sia dal punto di vista penalistico che civilistico".  

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