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Martedì, 25 Gennaio 2022
Emergenza test

Boom di tamponi, è allarme reagenti: ''Ci sono troppe richieste, stanno finendo''

Dalla Toscana alla Lombardia, passando per il Lazio e il Veneto: aumentano le richieste, ma iniziano a scarseggiare test e reagenti

File chilometriche per fare i tamponi: da Nord a Sud l'Italia si ritrova nel pieno della quarta ondata, con i contagi che aumentano insieme ad i test effettuati, che iniziano a scarseggiare. Ma se per i tamponi non siamo ancora all'emergenza, per i reagenti è già allarme. ''C'è la possibilità che finiscano tamponi e reagenti'', ha tuonato il presidente del Veneto Zaia, ma la situazione è la medesima nella maggior parte delle regioni. 

L'Asl Toscana, in una nota, ha confermato le difficoltà di tutto il sistema a causa dell'impennata di tamponi richiesti:  "Purtroppo in questi giorni si registrano difficoltà nella prenotazione dei tamponi molecolari. Come rilevano i diversi professionisti impegnati giornalmente nell'organizzazione dei servizi, si riscontrano molti casi di richieste inappropriate che vanno ad aggiungersi al già considerevole numero di esami determinati per effettuare la diagnosi in persone con sintomi e per certificare la guarigione, necessaria per il rientro al lavoro". Rivolgendosi ai cittadini, l'Asl chiede attenzione e raccomanda di richiedere il tampone molecolare solamente nei casi previsti dalla normativa e cioè per i quesiti diagnostici e per certificare la guarigione.

Anche dal presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, è arrivata la richiesta di ulteriori scorte: ''Bisogna aumentare gli approvvigionamenti.  Registriamo allungamenti di diversi giorni per gli appuntamenti sull'effettuazione dei tamponi molecolari. E questo capita non solo a Roma, ma anche in diverse altre Regioni. Tra Green pass e fattori dovuti alle festività, non c'è mai stata tanta richiesta di tamponi in Italia''. L'Asl di Napoli, per evitare ulteriori disagi, ha chiesto ai cittadini di non presentarsi senza prenotazione. 

L'allarme è stato rilanciato anche da Pierangelo Clerici, presidente dell'Associazione microbiologi clinici italiani (Amcli): "Fermare ora questa folle corsa al tampone Covid, altrimenti "dopo la Befana ci aspettiamo una carenza di reagenti. I segnali di un prossimo allarme ci sono tutti e manca la forza lavoro" "Le microbiologie sono esauste, non ce la fanno più. Lavorano h24 per fare solo questo senza avere un riscontro scientifico - denuncia l'esperto, direttore del Dipartimento di medicina di laboratorio e biotecnologie diagnostiche dell'Asst Ovest Milanes - Sul fronte reagenti per tamponi "non siamo ancora in una situazione critica ma ci configuriamo sicuramente a breve una diminuzione della possibilità di approvvigionamento, perché il target su cui le aziende produttrici lo avevano calcolato per fine 2021-inizio 2022 è stato soppiantato da questa folle corsa ai tamponi che non ha senso".

"Se si va avanti con questo ritmo - precisa - ci aspettiamo un problema di carenza reagenti fra una settimana, dopo la Befana". Non è un problema di attrezzatura, puntualizza Clerici. "Le macchine ci sono - assicura - ma certo non possiamo chiedere di più, perché mancano le persone. Forse quello che non è chiaro alla gente è che io posso anche tamponare 60 milioni di italiani, ma poi ci vuole qualcuno che quei tamponi li processi. Tutti parlano di tamponi - incalza l'esperto - ma si dimenticano che c'è la fase di analisi e che le microbiologie non ce la fanno più".

Alla carenza di test e reagenti va aggiunta anche quella del personale, un'emergenza nell'emergenza di cui ha parlato Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia a capo della Conferenza delle Regioni:  ''Dobbiamo anche capire se stiamo facendo dei tracciamenti inutili o se è meglio spostare quella forza lavoro a fare i vaccini perchè stare così è come lottare contro i mulini a vento''. Un'opinione condivisa anche dal presidente della Lombardia, Attilio Fontana:  ''Il capitale umano è purtroppo limitato, purtroppo ci devono essere delle priorità e si devono fare delle scelte. Io sono dell’opinione che la priorità in questo momento sia soprattutto la vaccinazione''.

Intanto, i governatori hanno inviato al governo un documento in cui si chiede di indirizzare  l'attività di contact tracing sui non vaccinati e sui contesti di maggior rischio di diffusione del coronavirus e passare dalla quarantena all'autosorveglianza per i contatti di positivi vaccinati, riducendo per questi il ricorso ai tamponi. 

La proposta dei presidenti di Regione è di ''mantenere la quarantena per tutti i contatti non vaccinati'' e di mantenere una strategia di testing nelle persone a rischio, come gli immunocompromessi, o per i contesti sanitari e socioassistenziali. Infine i governatori chiedono al governo di permettere la graduale attivazione di meccanismi di automatizzazione per la comunicazione dell'isolamento e della quarantena e per la raccolta di informazioni sullo stato di salute e sui contatti.

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